Lisa Corva

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Cronache dalla Mitteleuropa: al ballo dell’Opera tra svenimenti, una borsa di cartine di caramelle, e il trionfo del kitsch post-imperiale.

Lunedì, 27 gennaio 2014 @09:50

Oggi non un Buongiorno in poesia, ma cronache dal ballo. Sì, perché sabato sono stata all’Opernball – per l’esattezza, all’Opernredoute, a Graz_ http://www.opernredoute.com - e sono sopravvissuta. Sotto la neve e in abito lungo, ma tutto estremamente glam cheap, anzi glam kitsch.

Questa, in Austria, è la stagione dei balli. Proprio così: balli come ai vecchi tempi asburgici, con valzer ma anche disco e jazz, tutti in lungo, sfoggio di gioielli o comunque glitter e paillettes, sigari e bollicine. Balli che si chiamano Opernball, Technikerball, Jägerball… Era da tempo che volevo andarci, curiosarne almeno uno, e finalmente l’invito (già, perché i biglietti sono carissimi!), è arrivato. Quindi Opernball sabato sera, non a Vienna ma a Graz, dove potevo contare sull’accompagnamento non del recalcitrante Consorte, ma di un’amica bella, radiosa, con abito lungo tutto argento damascato (una meraviglia anni Sessanta della suocera, che andava ai balli), e come accessorio una vera tiara. Lei. E io che cosa mi sarei messa? Dilemma presto risolto con l’unico abito lungo a disposizione nel mio guardaroba: di velluto grigio chiaro, senza maniche, un vero abito glam cheap, visto che l’ho comprato una ventina di anni fa alla mitica Upim milanese (e il velluto è ancora bellissimo). Per rimanere in tema glam cheap l’ho abbinato a scarpe alte con le paillettes di Rose’s Roses - http://www.rosesroses.it - e una micro-borsa fatta di carta di caramelle. E, dimenticavo, invece di un gioiello un collare: sì, proprio un colletto-collare di vernice nera, molto fetish, da portare sulla pelle nuda, regalo di un caro amico, che non avevo mai osato mettere. Pronte? Pronte.
Così arriviamo al teatro dell’Opera, tra le fiaccole, e rimaniamo bloccate ai piedi della scalinata assiepata di gente. Bellissimo, un tripudio di luci, ma non si entra? No: evidentemente questo è il clou della serata, tutti sulla scalinata a vedere chi c’è e chi non c’è, e a farsi fotografare. Ci mettiamo in posa anche noi, io con la mia borsa di caramelle. Intorno a me, ragazze e signore con abiti color caramella, paillettes nei capelli, qualche signore ottuagenario con imperturbabile giacca bianca, medaglie e decorazioni: mi viene in mente il super-teatrale "Anna Karenina" con Keira Knightley, l’avete visto? Solo che non vedo apparire nessun Vronskij.
A proposito di Tolstoj: è da quando l’ho letto, varie vite fa, a vent’anni, che penso come sarebbe romantico svenire ed essere salvata da qualche tenebroso, aristocratico sconosciuto. Non pensavo di certo di svenire per la prima volta all’Opernball, e di essere salvata non da un fascinoso Vronskij, ma dalla mia amica-con-tiara e dalla squadra di volontari del pronto soccorso (tutti molto gentili, ma nessuno di cui innamorarsi a prima vista, nonostante lo svenimento). Sarà stato il collare troppo stretto? Non sono, evidentemente, una donna da fetish? Comunque mi sono ripresa in tempo per la seconda delusione: nel biglietto d’invito non era compresa la cena. Così, mentre tutti cenavano, con sfoggio di sigari e bottiglie, se non di champagne, almeno di prosecco, io e la mia amica-con-tiara ci siamo accontentate di un wurstel (sì, c’era un banchetto che li vendeva, e non era neppure male, nel ridotto dell’opera addobbato per l’occasione). Grazie al würstel siamo riuscite a resistere fino alle tre di notte, e a bearci del trionfo del kitsch: debuttanti tutte in bianco con tiara finta, nessun abito degno di nota, un improbabile signore in kilt "austriaco", e le più belle erano le signore anzianotte e cicciotte, tutte un volant, che volteggiavano felici. Bene, sono sopravvissuta. Io e la mia borsa di caramelle che, tra l’altro, credetemi, era la borsa più simpatica della serata.

7 commenti

e tu | Venerdì, 31 gennaio 2014 @12:51

scrivimi,scrivimi
se ti viene la voglia
e raccontami quello che fai .... de gregori
a noi fa piacere leggerti in queste mirabolanti avventure

LISA | Martedì, 28 gennaio 2014 @08:53

Myriam, casualmente ieri stavo rileggendo delle pagine di "Ragazze, cappelli e Hitler", di Trudi Kanter (e/o) la storia vera di una modista chic di Vienna, ebrea, e della sua fuga dalla città e dalle persecuzioni, con il marito. L'altra faccia dell'Austria, dietro i lustrini.

Myriam | Lunedì, 27 gennaio 2014 @19:30

Nulla sul giorno della memoria?

LISA | Lunedì, 27 gennaio 2014 @18:46

Grazie Nidia. Sono contenta che i luccichii siano arrivati. Io però non ho ballato, eravamo senza cavaliere… Sono solo svenuta!

LISA | Lunedì, 27 gennaio 2014 @18:44

Certo, Coco, che mi fa piacere - mi fa sempre piacere parlare, o sentir parlare, di abiti! (E no, non ho indossato il classico abito bianco da sposa. C'è stato un veto del Consorte. E mi sa che aveva ragione lui!)

coco | Lunedì, 27 gennaio 2014 @18:05

Ciao Lisa! Non sai quanto amo questi eventi e mentre mi facevi sognare con la bellissima descrizione della serata, ho pensato che nell'armadio di tutte noi dovrebbe esistere un abito lungo bellissimo in cui sentirsi sicure ed invincibili ad eventi così. E se dovessimo continuare a parlare di abiti vorrei farti una domanda. Tu hai indossato il classico abito bianco da sposa? Il tuo stile è molto diverso dal mio ma trpvo sempre spunti bellissimi. Te lo chiedo perchè, presto indosserò (no, non mi sposo è solo una sfilata) un abito da sposa molto particolare. Se ti farà piacere te lo descriverò! Un abbraccio e grazie per i tuoi racconti fantastici come sempre!

Nidia | Lunedì, 27 gennaio 2014 @10:32

Buongiorno ballerina. Che luccichìi, che atmosfera, che emozioni ci hai fatto arrivare!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.