Lisa Corva

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Cronache milanesi: a proposito di Fornasetti, tartufi low cost, spaghetti giapponesi, e borse che parlano.

Lunedì, 10 febbraio 2014 @08:36

"Ho così vestito di vestigia ceramiche, mobili e cose e ho così riposto in ogni opera un messaggio, un piccolo racconto certe volte ironico, senza parole evidentemente, ma udibile da chi crede nella poesia".
(Piero Fornasetti)
I racconti di piatti, mobili, ombrelli e città. Ascoltiamoli.

Il Buongiorno di oggi l’ho raccolto in una mostra, "Cento anni di follia pratica", alla Triennale di Milano: un omaggio ai cent’anni dalla nascita di Piero Fornasetti http://www.fornasetti.com/it/ , designer visionario di quando ancora non si usava la parola designer, di cui mi ricordo i piatti con visi di donne onirici, metafisici, inquietanti, nel suo negozio di Brera. Andavo a scuola al Parini, molte mie amiche abitavano lì vicino, e io ci passavo sempre davanti, anche se non credo di essere mai entrata: in quegli anni l’attrazione magnetica erano le palmette e i fiori di Naj Oleari.
Ci sono voluti anni per apprezzare la "follia pratica" di Fornasetti, quell’humor anni Cinquanta e Sessanta di una Milano che si scopriva nuova e creativa. Un po’, forse, come sta succedendo adesso, o almeno così sembra – mi voglio illudere? – a me che non ci vivo più. Potenza dei grattacieli di Porta Nuova, forse, della nuova Feltrinelli Red in piazza Gae Aulenti, dove vado a curiosare tra i libri (peccato, i miei non ci sono) e a bere caffè. E dei nuovi locali glam cheap: ad ogni giro milanese ne scopro qualcuno di nuovo. Ceresio 7, ad esempio, il nuovo ristorante-con-piscine (due, addirittura), in stile anni Settanta, sul tetto dell’ex edificio Enel che era proprio dietro la mia vecchia casa, e che ora ospita la showroom di moda dei Dsquared. Sono salita sul tetto, a prendere un caffè (il menu sembrava invitante, ma non esattamente a portata di tasche recessioniste), e ho pensato a tutto quello che è successo da quando non vivo più a Milano, non solo a me, ma anche alla città. E poi, in via Solferino, accanto a Pisacco, in questo momento il mio ristorante preferito, ecco Zazà Ramen, http://zazaramen.it/it/ , piccolo ristorante design e low cost, almeno per Milano: dove si mangiano solo i "ramen", spaghetti giapponesi in brodo, deliziosi, con verdure, uova o carne… E il tartufo low cost, possibile? Sì: da Tartufotto, in pieno centro; http://www.tartufotto.it , aperto da un pool di piccoli golosi produttori toscani, dove ho mangiato un uovo di Paolo Parisi con crumble di patate, fonduta di pecorino e tartufo bianco. Slurp. Il tutto guardando fuori dalla vetrata i tram e la pioggia di Milano.
E poi, ancora: il boom di California Bakery http://www.californiabakery.it che negli ultimi mesi ha aperto ancora nuove sedi; ho provato quella accanto a Sant’Ambrogio, dove alle dieci del mattino ho divorato, senza vergogna, un’intera bagel calda e croccante con uovo e avocado sentendomi a Manhattan, con caffè all’americana, chiacchierando con un’amica (la stessa che, nei ritagli di tempo, cuce con ritagli di stoffa bellissime pochette hand-made, e me ne ha regalata una con una peonia, quella che c’è sulla copertina del mio ultimo romanzo; scopritela qui http://plazadelavirgen.blogspot.com ). Borse e borsette che parlano… Ce ne sono, a Milano: una l’ho trovata da 10 Corso Como, lo store superchic che forse vi ricordate dai miei primi libri, dove ormai è impossibile comprare qualcosa, ma dove si può andare a curiosare. Io ho trovato la borsetta metallica e silver di Benedetta Bruzziches, la giovane ragazza-imprenditrice che ha costruito, senza arrendersi, un piccolo impero di borse. Dentro la sua, nel negozio più scintillante di Milano, una frase altrettanto scintillante: "Remember to dream big". (Peccato per il prezzo, c’era uno zero di troppo). Dal glam al cheap, anzi al free: la mostra Wunderkammer http://www.gallerieditalia.com/it/eventi/wunderkammer alle Gallerie d’Italia (ovvero la collezione d’arte, da Canova a Boccioni, della ex Banca Commerciale Italiana: Wunderkammer chiude il 2 marzo; le gallerie invece sono sempre aperte, e con ingresso gratuito, in piazza della Scala).
Continuo? Certo, potrei continuare. Ma questi sono gli indirizzi glam cheap che volevo passarvi. Fino al prossimo giro milanese. Fino ai prossimi oggetti e alle prossime storie cucite dentro un piatto o una borsa.

6 commenti

coco | Giovedì, 13 febbraio 2014 @13:58

Ciao cara Lisa! Come leggo con entusiasmo e felicità euforica i tuoi appuntamenti glam n cheap! Sono questi i post che adoro e mi piace anche quando parli di moda. Ma ovviamente adoro i buongiorno e tutto il blog!! :))) Ti ricordi quando ti ho scritto della sfilata di abiti da sposa? Mi ha conquistata l'abito più originale (credo!) in assoluto. Pantaloni e giacca di un eleganza d'altri tempi e credo per una sposa che abbia davvero carattere. Da sognatrice romantica ho sempre voluto un abito stile guns n roses nel video november rain cortissimo davanti e lunghissimo dietro. Ma se dovessi immaginarmi davanti all'altare e non per sfilare credo che potri davvero stupire tutti con una scelta poco convenzionale. Del resto, quando i vestiti rispecchiano il carattere...che male c'è? :) baci Lisa. A presto.

LISA | Martedì, 11 febbraio 2014 @07:52

Quando vuoi, Gabriella, indirizzi glam cheap anche per Berlino! Per quanto riguarda invece la Feltrinelli Red, Carla e Gabriella, è vero: più che una libreria è una caffetteria. Però mi piace lo stesso, mi piacciono i tavoli nell'angolo, dove ci si può fermare a lavorare al computer; mi piace l'idea che anche chi viene per brioche e caffè, o per pranzo, possa uscire con un libro.

Gabriella | Lunedì, 10 febbraio 2014 @18:21

che bello lisa che mi dai tutte queste indicazioni anche su milano! come ti ho detto già-scusa mi ripeto-io sono romana ed ho una sorella amatissima che poco più di 2 anni fa si è trasferita nella città meneghina per amore!quindi io circa ogni 2 mesi salgo su a milano. dietro tua indicazione sono stata alla RED è vero non ci sono i tuoi libri e a diirla tutta ci sono pochi libri in genere però l'atmosfera che si respira è bellla.mi scarico questa tua guida di oggi e me la porto nel prossimo viaggetto (a marzo, chissà!) un abbraccio.

carla | Lunedì, 10 febbraio 2014 @16:10

Sai, vero, che ormai sei la mia tour-operator-glam-cheap per eccellenza? Pensa che durante le vacanze di Natale ho organizzato una gita ( stile gruppo gita) proprio nella zona della Milano, e devo dire che per la prima volta il quartiere mi è piaciuto: certo stona ancora un po' con il resto ma la Piazza è davvero bella e anche la Feltrinelli è già diventato il nostro luogo ( mio e del consorte). Le Gallerie di Italia le ho visitate a settembre...
Mi sa che tra un po' ti chiedo la guida glam cheap di Berlino...
spero davvero di andarci!

Giusy | Lunedì, 10 febbraio 2014 @14:28

Piero Fornasetti...aveva anche un negozietto in via Manzoni (come avevo già ricordato tanti "salotti" fa) Guardavamo le piccole vetrine o entravamo incuriositi. Era, forse, verso la metà degli anni sessanta. E ricordo un signore con i baffi che guardava divertito il nostro "lèche-vitrine". Già all'epoca ci aveva affascinato. Ricordo di aver acquistato un posacenere per uno dei nostri amici...osé...peccato non aver preso niente per noi!

Monique | Lunedì, 10 febbraio 2014 @09:50

Portrait of a sheer Lady :-)

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.