Lisa Corva

Commenta come:
Testo:
Anti-Spam: CAPTCHA Image
 Immagine different
Posta commento

Solo una donna libera è una donna felice.

Venerdì, 7 marzo 2014 @08:04

"Io sono una donna libera. Sono stata, e dunque posso essere, una donna felice… Esiste qualcosa di più raro al mondo?"
(Françoise Giroud)
Solo una donna libera è una donna felice.

Quale miglior augurio per l’8 marzo?, che lo festeggiate o no. (Io festeggio, certo, anche solo con un rametto di mimose, che peraltro mi piacciono: mi piace celebrare, e avere delle occasioni per farlo). E la frase di oggi è straordinaria: è l’incipit di un libro appena uscito per Neri Pozza. Il racconto, anzi sarebbe meglio dire lo sfogo autobiografico (non fu pubblicato che molto dopo la sua morte), di Françoise Giroud, "Storia di una donna libera". Chi era Françoise Giroud? La sto scoprendo adesso, pagina dopo pagina. Nata in Svizzera da emigrés turchi ed ebrei, è stata in realtà una vera parigina: cominciò a lavorare a 14 anni (il padre, un giornalista, morì ancora giovane) in un negozio di libri antichi a Parigi, poi entrò nel cinema, e poi ancora divenne partigiana, militante, infine giornalista. E, più tardi, politica. E’ stata lei a fondare il mitico Elle nel 1945, e L’Express, nel 1953, insieme al suo compagno. Questa frase, di forza e di vitalità, che apre il libro, è stata scritta dopo che aveva tentato di suicidarsi: dopo l’abbandono forzato (forzato, perché fu lei ad andarsene, ma li amava tutti e due) sia del suo compagno, che del suo giornale. E che forza anche in quelle parole: "sono stata, e dunque posso ancora essere, una donna felice". Perché solo una donna libera può essere felice. Non dimentichiamolo.
In Friday Lisa, il Buongiorno di oggi in lingua originale.

14 commenti

LISA | Domenica, 9 marzo 2014 @16:20

Per Pino che scrive dal Lussemburgo: grazie dei ciclamini delle Cicladi. Mi ricordano quelli che crescono in Carso: i ciclamini selvatici, profumatissimi, gli unici che mi piacciano.

Marta | Domenica, 9 marzo 2014 @11:53

Immersa nell'acqua bollente il primo sorso di birra gelata è una sensazione unica come il suo bacio, quel bacio tanto desiderato, dopo settimane di lontananza....

Pino Mariano Lecce/Lussemburgo | Sabato, 8 marzo 2014 @17:42

Gentile Signora, mi sono imbattuto nella sua voglia di poesia mentre cercavo le parole di Ritsos che sto ascoltando interpretate da Farandouri (Conversazione con un fiore :"ciclamino delle Cicladi, dove hai trovato i colori per fiorire...". Ho letto e percorso i suoi anni e la sua posta non riservata di poesia, i suoi Bongiorno. E' pura "tendresse" lo riconosco e non occorre avvicinarsi troppo per riconoscere il profumo di rose. Anche se la poesia non è solo profumo : ce sont des mots qui plaisent au coeur et à l'oreille. "Ciclamino delle Cicladi dove hai trovato questo stelo che ti oscilla/ nella roccia hai raccolto il tuo sangue goccia a goccia / ho steso un fazzoletto di rose / su cui accolgo il sole". Con un grazie, suo Pino Mariano

ho | Sabato, 8 marzo 2014 @15:14

capito ...vuoi campar cent'anni !! ciao

Giusy | Sabato, 8 marzo 2014 @13:42

Meglio la birra: acqua, malto d'orzo, luppolo. E' sostanziosa e rilassa più di un succo di frutta: aspartame, acesulfame K, fenillananina, (che sarà mai?) e mettiamoci sopra 10 vitamine...confesso però che qualche sorso me lo faccio anch'io, tanto non ho nulla da perdere...

la | Sabato, 8 marzo 2014 @09:49

birra gelata no ! ti prego ..... un coloratissimo succo di frutta con coloratissime cannucce è quanto più si addice al bellissimo momento di relax ... scusa l'intromissione bentornata

Marta | Venerdì, 7 marzo 2014 @16:38

Che bello ritrovare questo angolo, così colmo, così intenso. Da pochissimo a casa, valigia semiaperta da cui escono, come dal mio cuore, frammenti del mio viaggio. Sarà un pomeriggio fatto da un bagno lungo, una birra gelata, e piangerò e sorriderò per tutto quel che ho incontrato, vissuto, odiato e amato.

solo | Venerdì, 7 marzo 2014 @13:47

una persona con una grande vitalità ma soprattutto priva di autolimitazioni può essere una persona felice , o no ?

Giusy | Venerdì, 7 marzo 2014 @12:38

Quando anni fa ho bussato a questo salotto-giardino, la padrona di casa mi ha invitato a cogliere fiori e frutti e a portarli a casa, cosa che ancora sto facendo con molta soddisfazione. In breve, sono diventata, senza alcuno scrupolo, una scroccona telematica e mi piace, mi piace...
Tutto questo per dire che anche oggi ho scroccato a piene mani. La buona educazione vuole che si ringrazi, ma l'ho già fatto diverse volte!
Avevo dimenticato la Giroud e non conoscevo le due poetesse. Brave Coco e Monique, quello che ho appena letto mi è davvero piaciuto.

Reb | Venerdì, 7 marzo 2014 @11:43

Bellissima, Lisa, come sempre.

Tanti auguri a tutte le donne, felici e non, purchè libere.

LiSA | Venerdì, 7 marzo 2014 @11:07

Grazie, Coco. Non è la prima volta che qui sul blog mi citate dei versi della poetessa libanese Joumana Haddad. Che, se non sbaglio, è anche nella bella antologia di poetesse arabe "Non ho peccato abbastanza" (Mondadori). Speriamo che traducano presto qualcosa in più.

coco | Venerdì, 7 marzo 2014 @10:13

Buongiorno Lisa e buongiorno anche ai lettori.

Ti lascio anch'io una poesia che mi ha molto colpita.

Nessuno può immaginare
quel che dico quando me ne sto in silenzio
chi vedo quando chiudo gli occhi
come vengo sospinta quando vengo sospinta
cosa cerco quando lascio libere le mani.
Nessuno, nessuno sa
quando ho fame quando parto
quando cammino e quando mi perdo,
e nessuno sa
che per me andare è ritornare
e ritornare è indietreggiare,
che la mia debolezza è una maschera
e la mia forza è una maschera,
e quel che seguirà è una tempesta.
Credono di sapere
e io glielo lascio credere
e io avvengo.
Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertà
fosse una loro concessione
e ringraziassi e obbedissi.
Ma io sono libera prima e dopo di loro,
con loro e senza loro
sono libera nella vittoria e nella sconfitta.
La mia prigione è la mia volontà!
La chiave della mia prigione è la loro lingua
ma la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio
desiderio
e il mio desiderio non riusciranno mai a domare.
Sono una donna.
Credono che la mia libertà sia loro proprietà
e io glielo lascio credere
e avvengo.
(Joumana Haddad, Sono una donna)

LISA | Venerdì, 7 marzo 2014 @09:53

Grazie, Monique. Anche scrivere è libertà. Françoise Giroud lo sapeva.

Monique | Venerdì, 7 marzo 2014 @09:48

Buongiorno Lisa,
oggi ti dedico queste righe.
L'ho letta e mi sei venuta in mente.
Scrivere: al tavolo della cucina, ma anche su un treno, un prato, al mare...

Al tavolo della cucina

Perché scrivo?
Perché scrivo, lo so.
Ho dita prensili per
afferrare la penna
mucchi di carta da rovesciare
per scrivere sul retro, un
appetito vorace e facili
digestioni. Al tavolo della
cucina so stare per ore
senza un falso movimento.
Ho la pazienza della pietra,
l’ostinazione delle onde.
Soffio parole sulla carta
mentre il vento trascina
le ore, il senso, il momento
sono nella punta delle dita.
Questo inchiostro è l’opposto
l’ombra acquietata, nessuna
luce ne cambia la posizione.

Elena Petrassi
Il calvario della rosa

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.