Lisa Corva

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Sapevo cosa volevo diventare: una donna indipendente. Gli abiti me l’hanno permesso.

Lunedì, 17 marzo 2014 @08:44

"Da ragazza non ho mai pensato di diventare una stilista, ma sapevo cosa volevo diventare: una donna indipendente. Gli abiti me l’hanno permesso".
(Diane von Furstenberg)
Il potere di un abito.

L’avrà pronunciata davvero, questa frase, Diane von Furstenberg? Penso di sì, perché è una frase che ho trovato più volte nelle sue interviste: la stilista americana, a capo di un impero che porta il suo nome (DVF, ovviamente), crede, fortemente crede, nell’empowerment. Non potere e basta, ma fiducia in sé, nelle proprie capacità, nel saper fare. E mi piace la dichiarazione, che ha due letture: gli abiti le hanno permesso di diventare indipendente (di più: ricca, potente stilista), ma gli abiti che ha inventato, ovvero i wrap dress, hanno permesso a lei e a tutte le donne di vedersi, sentirsi, più forti e indipendenti. Per questo mi è piaciuto rivedere i suoi mitici wrap dress in "American Hustle", addosso alla bravissima Amy Adams, e scriverci sopra un pezzo per Gioia, uscito qualche settimana fa:
Wrap dress. Gli abiti-vestaglia ma super fascianti (come dice il nome, appunto), lanciati da Diane von Furstenberg negli anni Settanta, gli anni in cui è ambientato il film. E che sono riusciti a trasformare Amy in una bomba sexy, complice peraltro una scollatura vertiginosa. Eppure i wrap dress, che festeggiano i 40 anni in una mostra a Los Angeles - "Journey of a dress", il viaggio di un vestito, fino all’1 aprile - sembrano difficili: proprio perché sono molto, troppo fascianti. Ma è proprio questo il punto: sono abiti studiati per trovare, ed esibire, la giusta dose di "confidence and sexiness", di sicurezza in sé e sensualità, come sottolinea Michael Wilkinson, il costume designer di "American Hustle". Basta vedere come li portano due donne completamente differenti: Kate Middleton, icona di leggerezza; e Michelle Obama, fiera della sua taglia XL. Abiti che esaltano la femminilità. Ed era proprio questo l’intento di Diane von Furstenberg, quando li inventò: abiti di jersey sexy ma comodi e veloci, non-stiro, con cui andare in ufficio, pigiarsi in metropolitana, fare carriera. Perché l’emancipazione femminile passa anche per la moda. Abiti da "empowerment", per sentirsi sicure di sé. "Ho sempre voluto vivere la vita di un uomo dentro il corpo di una donna": questa la filosofia di DvF. Ma per farlo, bisogna scegliere un abito che dichiari al mondo: sì, sono femmina. Impariamo da lei, allora, e da Amy Adams.


Mi piacciono, come sapete, le storie che raccontano gli abiti: per questo sono molto contenta di essere stata invitata, il prossimo weekend, a Voce del verbo moda, il festival torinese di moda e letteratura: http://www.vocedelverbomoda.it Sarò quindi a Torino, al Circolo dei lettori, sabato 22 alle 16, per presentare l’amica stilista Colomba Leddi; e ancora domenica 23 alle 11, per parlare di Glam Cheap. Partendo dal mio libro, una conversazione semi-seria su come vestirsi chic senza ridursi sul lastrico. Vi aspetto!

5 commenti

Giusy | Martedì, 18 marzo 2014 @11:42

Grazie degli auguri, Claudia mdg! Bello che tu mi veda così...che faccio? devo chiedere in prestito le penne del pavone?
Senza questo salotto verde, non avrei mai avuto il grande piacere di incontrarti e di conoscerti. Questo vale anche per Lila, Gabriella, Stefania.

LISA | Martedì, 18 marzo 2014 @08:35

Grazie, Marta, del consiglio goloso. Sono stata di recente a Torino e ricambio anch'io con un consiglio: Scannabue, dove ho mangiato, tra l'altro, dei meravigliosi gnocchi al Castelmagno. http://www.scannabue.it

LISA | Martedì, 18 marzo 2014 @08:32

Auguri a Giusy anche da parte mia! E un po' di bora da est.

Marta | Martedì, 18 marzo 2014 @08:00

@lisa
Torino? Posso suggerirti un ristorante che adoro? Questo é il link
http://www.leviteletonne.com/ITA/Home

claudia mdg | Lunedì, 17 marzo 2014 @17:38

A proposito di donne indipendenti (e eleganti), vorrei fare gli auguri a una frequentatrice di questo blog: buon compleanno Giusy!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.