Lisa Corva

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Cronache da Torino. Voce del verbo moda: petite robe noire, amiche maglione e il guardaroba glam cheap.

Mercoledì, 26 marzo 2014 @12:28

Il lusso dell’imprevidenza, dell’imprudenza economica. Restano solo dei debiti e venti franchi fino alla prossima entrata di denaro? Bene, dieci franchi si trasformano in uno scampolo di "faille" per confezionare a mia sorella, che sta per compiere diciott’anni, un bel vestito da sera – alla faccia delle zie, sempre azzimate secondo il loro gusto antico, che quel vestito, ricavato con gli ultimi soldi, non lo digeriranno mai. E gli altri dieci franchi vengono investiti in un Balzac integrale, "perché bisogna assolutamente che le ragazze leggano Balzac il prima possibile".
(Françoise Giroud)
Il lusso dell’imprudenza. Il lusso della bellezza.

Il Buongiorno di oggi è la pagina di un libro che mi è molto piaciuto, "Storia di una donna libera", di Françoise Giroud (Neri Pozza). L’ho scelta e letta durante il mio incontro, "Glam Cheap – Vestirsi chic senza ridursi sul lastrico", al Circolo dei Lettori, perché quell’impudenza e imprudenza mi sembra quasi la mia. Gli ultimi soldi per un abito e per un libro. Sarebbe d'accordo Stella, la protagonista del mio romanzo, la Ragazza dallo Sguardo Prezzante; e anche Benedetta, la protagonista del mio terzo libro, con le sue "amiche maglione". Parole cucite insieme: perché ho letto, oltre alla Giroud, dei pezzetti dei miei libri. Ma soprattutto, insieme a tutte le presenti, abbiamo stilando un piccolo elenco di quello che ci vuole nel guardaroba glam cheap & recessionista. Eccolo qui:

1) Un piccolo abito nero e chic alla Coco Chanel, come consiglia l’icona di moda Ines de la Fressange. Lei ce l’avrà di sicuro firmato, ma i piccoli abiti neri si trovano vantaggiosamente anche in saldo da Zara o H&M. Basta saper scegliere e saper accessoriarli (vanno bene anche con stivaletti borchiati). E d'estate, un piccolo abito bianco invece di quello nero.
2) Un paio di jeans. Io che ho comprato il mio primo paio dopo i 40, e ci ho scritto sopra anche un pezzo di moda - eccolo qui http://www.lisacorva.com/it/view/10/ - mi sono dovuta riconvertire. Ora sono al paio numero 4, e li possiedo anche con glitter, e inserti quasi pitonati. Con somma perplessità del Consorte.
3) Un cachemire. Chic anche se bucato. Ho fatto "show and tell" e ho mostrato il mio cardigan grigio amatissimo, rammendato, e purtroppo di nuovo bucato. Eppure non riesco a separarmene.
Tutto qui? Poi abbiamo proceduto per alzata di mano, e tra i suggerimenti che più mi sono piaciuti c’era:
4) La camicia bianca, iconica;
5) Le paperine rosse (questo è stato il contributo di una magnifica bambina, a cui ho dovuto chiedere cosa sono le paperine: sono le ballerine. Io ne avevo un paio verdi, e spero che le siano piaciute). Diciamo che il guardaroba glam cheap non è tale senza un paio di it-shoes o una it-bag. Traduzione: un paio di scarpe che ci facciano camminare sicure nel mondo, anche se sono tacco 12; e una borsa per infilarlo dentro, il nostro mondo.
Aggiungo l’ultimo, fondamentale, capo:
6) Un abito che porta dentro la memoria di un giorno. Può essere qualsiasi cosa: un maglione, una sciarpa, una giacca, un cappotto. Un abito che abbiamo messo a un primo appuntamento, un foulard ereditato dalla mamma o dalla nonna, o semplicemente un vestito con cui siamo state felici.

Poi, certo, avrei tante cose da dirvi su Torino. Sui tajarin, sui plin, sulla Pinacoteca Agnelli al Lingotto (uno dei posti che amo di più nella città), sul primo Eataly che è accanto al Lingotto (bellissimo, in un'ex fabbrica), sull’archeologia industriale, ovvero le ex acciaierie Fiat che sono diventate il Parco Dora, sul nuovo quartiere bohème di San Salvario, ma questo alla prossima puntata.

Intanto vi anticipo che tornerò a fare l’autrice glam cheap a Milano, stavolta, durante il Salone del Mobile: il 12 alle 12, data facilissima da ricordare, sarò a Milano Vintage Week: http://www.milanovintageweek.com/it/ Segnatevi l’appuntamento, vi aspetto!

23 commenti

patri fiorista | Giovedì, 27 marzo 2014 @21:48

Ciao Elena, no che non ti mando al diavolo. Anche io ho capito il tuo post. Dopo 9 anni voi siete le uniche a cui lascio vedere il dolore insopportabile, perché so che non mi giudicate. Con le vostre parole diventa più sopportabile. Grazie del post ti mando un mazzo di ranuncoli colorati Patri

Elena | Giovedì, 27 marzo 2014 @21:25

Patri fiorista io ho capito subito il tuo primo post. non ci vuole molto intuito. L'anno scorso in aprile, una bella giornata serena, ho incontrato al cimitero di Lambrate una signora che portava fiori al figlio morto aveva vent'anni e si era suicidato.dolorosa storia di depressione in contesto sereno e agiato. Per quale motivo te la racconto non lo so nemmeno io. so che la maternità spesso porta tremendi dolori. ogni dolore ha la sua forma e causa.libera di mandarmi al diavolo con un bel porca paletta. fiori per te e buona serenità strappata al dolore . la stessa serenità con la quale quella signora mi raccontava la sua tragedia.

patri fiorista | Giovedì, 27 marzo 2014 @18:11

Vi ringrazio della vostra gentilezza e dolcezza. Si dice sempre che il tempo aggiusta tutto, ma porca paletta sono sempre più consapevole di quello che ho perso e che mai riavrò. Patri

Giusy | Giovedì, 27 marzo 2014 @13:08

Già che ci sono...Ieri ho dovuto interrompere la lettura per via del Timavo che mormorava sotto la Pietra del Carso ( allegoria coniugale)
Evito di rispondere per le rime all'autorevole "Ma Che-pensiero", tanto è inutile. La vera dolcezza non si misura con i macarons.

Giusy | Giovedì, 27 marzo 2014 @12:56

Un saluto e un pensiero per Patri "ragazza dei Fiori" che una volta all'anno indossa la stessa maglietta rossa sulla sua ferita. Ieri, nel mio misero giardino, l'unico tulipano testardo si è "vestito" di rosso.

LISA | Mercoledì, 26 marzo 2014 @19:16

Ma che: grazie per i macarons! (Sappi che una delle Marte citate oggi nel blog è una bimba, lungamente aspettata e desiderata da un'aspirante madre, che non ce l'ha fatta a vivere, e neppure ad assaggiare i macarons. Non potevi saperlo, ora lo sai. Un filo di zucchero a velo anche a te).

claudia mdg | Mercoledì, 26 marzo 2014 @18:24

Mi affaccio per mandare una carezza virtuale, fatta solo di parole, alle due Marte presenti nei commenti di oggi. Dovunque siate in questo momento, spero che vi possa raggiungere.

Monique | Mercoledì, 26 marzo 2014 @16:54

Errata Corrige: ero al Teatro Litta, non al Dal Verme!
Viva Milano vesita di rosa!

Ma che | Mercoledì, 26 marzo 2014 @16:48

Touché
Per farmi perdonare una confezione di macarons ladurée di via spadari....

Marta | Mercoledì, 26 marzo 2014 @16:42

Se penso a mia mamma non penso al calore o all'affetto, mia mamma è più che altro (tuttora) una "VBPMWK" very busy pro mother with kids, una professionista sempre in giro per il mondo che vedevo e vedo poco.
Ma per questo, proprio per questo, la mia voglia di amore è cresciuta senza svendersi ai regali che vorrebbero sostituire l'amore e il dono più bello che ho ricevuto nella mia vita fu la carezza di una signora, presumo mamma dei bimbi che aveva con se, che in uno sfortunato pronto soccorso di uno sfortunato paese dell'est di tanti anni fa quando mi vide piegata in due dal dolore mi diede una carezza sul viso, con una mano calda e rugosa a cui appoggiai la guancia e a cui donai lacrime, di dolore e di gioia per quel dono così inatteso, così immensamente semplice e di cui da tanto tempo avevo bisogno.

Monique | Mercoledì, 26 marzo 2014 @16:37

Stasera controllo se porta scritto il nome di chi l'ha lasciato.
Che bella coincidenza, nel nome del rosa :-)

LISA | Mercoledì, 26 marzo 2014 @16:31

Ma che: attenzione perché a mettere il dito nello zucchero si rischia di addolcirsi. Ed è, del resto, quello che mi auguro per me e il mio blog. Di parole inutilmente acide ne sento già abbastanza, per me voglio caramelle, cioccolatini, macarons, e ogni tanto qualche focaccia.

Ma che | Mercoledì, 26 marzo 2014 @16:30

Errata corrige: " quelle cos'è le donano le zie sfigate"

LISA | Mercoledì, 26 marzo 2014 @16:28

Monique, a proposito di aspiranti madri e bookcrossing, qualche post fa è arrivato un messaggio per te:
Elena | Lunedì, 24 marzo 2014 @18:35
io ho lasciato il libro rosa e non è sicuro che sia lo stesso,
al Dal verme: Se si tratta della stesa copia transumante ne sarei felice. In genere porta scritto il nome di chi lo ha lasciato. Felice di averla comprata per la soddisfazione di altri. Faccio spesso book crossing anche nelle sale di aspetto degli studi medici

Ma che | Mercoledì, 26 marzo 2014 @16:27

Non vorrei interrompere con un dito la montagna di zucchero e stupidate (è il mio modo di vedere) che leggo qui quando si parla di figli però a me fa sorridere l'austriaca rigidità di Giusy che al nominare figli la prima voce del suo elenco è: responsabilità.
Amore, tenerezza, sorrisi, coccole? No.....quelle cos'è le donano le zie sfilate che non hanno avuto figli, ma forse hanno il cuore imperfetto (da sorelle imperfette) per donare quello che madri severe e forse con poca voglia di esser madri non sanno donare.
È la nuova etichetta "MWL" mum without love.....

LISA | Mercoledì, 26 marzo 2014 @16:27

A proposito di aspiranti madri, Patrizia fiorista, e di bambini che non sono arrivati. E di coraggio fatto di cuori e lustrini. E tulipani. Un abbraccio fatto di tulipani.

patri fiorista | Mercoledì, 26 marzo 2014 @15:48

Buongiorno, oggi indosso una maglietta rossa con un cuore fatto di lustrini.
E la maglietta che indossavo quando ho sentito battere il cuore della Marta per la prima volta.
Oggi avrebbe compiuto 9 anni. Tulipani per tutte Patri

Monique | Mercoledì, 26 marzo 2014 @15:02

Ciao Giusy!
Neppure degli Dei è la perfezione :-)

Giusy | Mercoledì, 26 marzo 2014 @14:34

Aggiungo che sono moooolto grata a mia sorella. Zia perfetta ma imperfetta sorella...

Giusy | Mercoledì, 26 marzo 2014 @14:32

Mia sorella fa parte delle Pank e penso che sia molto contenta di esserlo: nessuna responsabilità diretta, tanto affetto dato e ricevuto e gratitudine dai nipoti che hanno la preziosa opportunità di poter scaricare sulla ZIA le malefatte della genitrice. Ho finito.

Monique | Mercoledì, 26 marzo 2014 @14:16

Per Emma
Pensiero Pank
Sta per Professional Aunts No Kids (o diversamente madri, come mi piace definirle)
Per chi come me non ha figli, ma una nipote e una vita piena di affetti che mi corrisponde.
Ci vediamo il 12 alle 12 :-)

LISA | Mercoledì, 26 marzo 2014 @14:09

Ciao, aspirante madre che mi ha conosciuto attraverso il libro rosa, e attraverso Emma, la mia prima eroina. Non so come stia andando avanti la tua storia da aspirante, ma sono contenta che tu abbia trovato un libro salvagente. E che tu abbia trovato me. Pensa che il libro rosa è uscito nel 2005, poco prima del referendum (inutile), per cambiare la brutta legge 40 sul concepimento assistito. Legge che, purtroppo, non è cambiata. Mentre Emma è cambiata ed è andata avanti, si è intrufolata anche tra le pagine di Glam Cheap e di Ultimamente mi sveglio felice, i romanzi che ho scritto dopo. Quello che mi piace di Emma è questo: ogni aspirante madre trova nel libro e in lei un pezzetto di sé, ma ogni aspirante madre, poi, scrive la propria storia, il proprio finale. (Parma, a proposito, è una bellissima città: per sognare, camminare, appuntarsi spilli e svegliarsi felici, o almeno provarci).

Emanube | Mercoledì, 26 marzo 2014 @13:46

Ultimamente mi sveglio felice. Come il titolo del tuo libro.
Sì perché ultimamente mi sveglio felice, nonostante tutto.
Ti ho conosciuta proprio attraverso un libro.
"Confessioni di una aspirante madre" ha catturato la mia attenzione una mattina di dicembre 2013, freddissima, mentre ero nella mia seconda casa, "La Feltrinelli" di Parma. Sono entrata per riempire l'ora di buco tra un'udienza e l'altra (sono avvocato) e uscendo in quei giorni dall'esperienza peggiore per un' aspirante madre, quel titolo mi ha incuriosita.
L'ho letto quasi metà dentro il negozio (auch, certe cose non si dovrebbero confessare!) e poi l'ho comprato e finito di leggere a casa.
E' molto bello e quello che scrivi è molto rassicurante...non mi sento più tanto sfigata o sola nella sfiga.
Ho iniziato a seguirti sui social nets e poi ho visto che avevi collaborato a "rRsso Istanbul" ed hai guadagnato altri punti di merito.
Per ora tutto qui ma, basta vero?!...

E.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.