Lisa Corva

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A proposito di aspiranti madri, legge 40 e papaveri rossi.

Mercoledì, 16 aprile 2014 @08:29

"Come tutte le Aspiranti Madri, non sono sempre stata così. C’è stato un periodo – a dir la verità, ora mi sembra oltremodo remoto – in cui mi preoccupavo d’altro. Ad esempio, dell’operazione opposta a quella che mi delizia adesso: ciò che più mi angustiava non era il rimanere incinta, ma il come NON rimanere incinta."

Sì, è l’inizio del mio primo libro, il Libro Rosa: quello che mi ha portato, nel 2005, ad aprire un blog, quello che poi è diventato questo blog. Un libro rosa, "Confessioni di un’aspirante madre" (Sonzogno) uscito poco prima dell’inutile - inutile perché non raggiunse il quorum - referendum contro la legge 40: una legge ingiusta, che ci trasciniamo da allora, e che ha costretto molte, troppe donne e troppe coppie ad andare all’estero o a rinunciare al sogno di un figlio. Quanti anni sono passati: dieci. Ripenso all’aspirante madre che ero, alle tante aspiranti madri che hanno letto il mio libro, mi hanno scritto, hanno pianto, hanno sorriso; hanno sottolineato il mio libro, letto e riletto, regalato alla mamma o all'amica del cuore, perché raccontava anche la loro storia, con parole che non riuscivano a trovare. E che ho fatto fatica a trovare anch'io. Desiderare un figlio che non arriva. Invidiare le pance delle Incinte che si moltiplicano intorno a te...
Molte delle "pink girls" ancora oggi leggono il blog, e leggono i miei libri: hanno seguito, dopo la storia di Emma, anche quella di Stella, e quella di Benedetta. Molte hanno avuto dei bambini, alcuni venuti dal freddo, altri da Paesi lontani; molte hanno rinunciato. O meglio: hanno "attraversato il fiume". Tutte, di sicuro, come me, leggendo i titoli dei giornali (magari sull’iPad, come faccio io), in questi giorni, hanno avuto un brivido. Lo scambio di embrioni, le due madri come in una pièce di Brecht. I tribunali dove arrivano tante storie e tanta rabbia. Io penso però alle aspiranti madri di oggi: a quelle che, grazie alla sentenza della Consulta (che boccia il divieto all’eterologa in Italia), potranno provare ad avere un figlio qui in Italia. E magari ci riusciranno. Penso a Rossella Bartolucci, che dopo aver avuto – dieci anni fa - due gemelli con la Fivet, all’estero, perché in Italia il percorso era impossibile, ha fondato un centro di aiuto e ascolto sull’infertilità on line: http://www.consultorioweb.it e continua, per tutte noi, e per le aspiranti madri che verranno, la battaglia. Mi piace questo filo rosa – o forse è rosso, un filo scarlatto che sa di sangue e di dolore - che ci unisce, che unisce anche Annarita Briganti, che ho conosciuto qualche settimana fa a Milano, al Soggiorno Letterario, ovvero una "cena clandestina" di scrittori: clandestina perché sono incontri privati tra scrittori, editori, giornalisti, e… semplici lettori, dove si parla ogni volta di un libro diverso. Il suo si intitola "Non chiedermi come sei nata" (Cairo) e racconta, anche, la sua storia: quella di un’aspirante madre che va all’estero. In copertina i petali rossi di un papavero. Quanti fiori, per le aspiranti madri, sempre. Quasi fossero un incoraggiamento e una consolazione.

7 commenti

Lilabella | Giovedì, 17 aprile 2014 @18:23

Anche se non posso capire come ci si sente ad essere aspiranti madri voglio ringraziare te, Lisa, e tutte le donne speciali che ho conosciuto tramite questo blog. Vi voglio bene!

LISA | Giovedì, 17 aprile 2014 @09:25

Papaveri rossi per tutte. Grazie di aver scritto.

Pasionaria | Mercoledì, 16 aprile 2014 @21:37

In questi giorni, sia per la sentenza sull'eterologa sia sullo scambio di embrioni, ho ripercorso mentalmente il periodo del libro rosa e pensato a tutte quelle donne che ho conosciuto tramite il blog e il libro di Lisa. Vi voglio bene: stop!

patri fiorista | Mercoledì, 16 aprile 2014 @18:16

Anche a me è corso un brivido quando ho letto la notizia.Ricordo benissimo tutte le lacrime versate per l'ultima fivet andata male, 20 ottobre 2007 tre embrioni, ma per noi i nostri bambini. Sono contenta che un pezzo alla volta questa iniqua legge 40 venga smontata. Domani è un altra data importante per me, compio 50 anni!!!!!!!!! Aiuto sono tanti. I 40 mi hanno regalato la Marta, pensavo che per questi 50 avremmo fatto un bel viaggio in qualche posto esotico, invece la vita ha deciso diversamente.Hai ragione lisa i fiori sono incoraggiamento e consolazione, questa mattina il gentilissimo ragazzo che mi prepara un favoloso cappuccio mi ha regalato dei profumatissimi fior d'arancio, di colpo la giornata è diventata profumata. Ve ne mando il profumo Patri

Emanuella | Mercoledì, 16 aprile 2014 @16:25

Ciao Lisa,
oggi ero in coda in un ufficio pubblico ed ho notato per terra un pezzo di carta arricciato. L'ho raccolto per gettarlo nel cestino, spinta da fissazione per il "perfettismo" e dalla noia del momento (ero la numero 79 a fronte della chiamata del numero 44!!!) e mi è caduto l'occhio sulla stampa e la scritta che riportava: "la retta è una curva che non sogna - Manoel De Barros".
Ho pensato che la legge 40 fosse proprio una retta, politicamente corretta e volta ad accontentare l'onnipresente spirito bigotto di un paese falsamente laico, che potrebbe essere curva ma, non sogna e quindi rimane retta. Il sogno secondo me è l'adattamento dei diritti dell'uomo al momento storico che si vive...il diritto è dinamico, sennò non avrebbe senso la giurisprudenza, per cui mutevole per natura...se non cambiasse mai e non si adattasse ai tempi, diventerebbe regola imposta cioè antidemocrazia...no?!?!
Alla luce della sentenza della Consulta sento che quella retta ha sognato ed è divenuta curva e ne sono felice per tutti coloro che aspettavano l'avverarsi di quel sogno e tutti coloro che, pur non aspettando l'avverarsi di quel sogno, magari ne aspettano un altro di sogno e possono sperare che si avveri anche il loro. Chissà quando anche la mia retta diverrà curva? Non so ma è bello sperarci quindi io continuo a sognare.
Emanube

Hermione | Mercoledì, 16 aprile 2014 @15:24

Cara Lisa: anch'io mi sono imbattuta e ho sofferto le conseguenze di quella legge assurda e - come altre - ho, comunque, attraversato un fiume. Non un torrente qualsiasi, un fiume grande, impetuoso e misterioso come il Rio delle Amazzoni. Leggere notizie come quella dello scambio di embrioni mi ha fatto, a suo modo, rivivere un periodo difficile della mia vita. Spero che le cose, finalmente, cambino: sarebbe una conquista per tutti noi, senza distinzioni, e una grande prova di civiltà. Grazie per averne parlato qui e nei tuoi libri.

carla | Mercoledì, 16 aprile 2014 @13:34

Credo che la notizia di questi giorni abbia fatto rabbrividire tutte noi, e dato una speranza il parere della consulta,infatti io credo che la conquista di un diritto sia una possibilità per tutti non solo per chi di quel"diritto" lo esercita.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.