Lisa Corva

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Se un costume potesse parlare.

Martedì, 28 luglio 2009 @08:54

Quest'anno sono fortunata. I costumi tirati fuori dal cassetto sono, certo, un po' sbiaditi, ma pazienza; perché in compenso ho due meravigliosi batik ancora incartati che userò come pareo. Piccola nota: adoro i parei. Non solo perché sono pezzi di stoffa multitasking che valgono come asciugamano/telo/copricostume/sciarpa d'emergenza, ma perché sono auto-cartoline di tutti i posti dove li ho comprati... I due batik (si chiamano così per il tipo di lavorazione indonesiana, a cera, ma vi prego non chiedetemi come funziona) vengono dal mercatino di Yogyakarta, l'antica capitale di Giava, dove sono stata a gennaio. Sono a colori brillanti, rosso rubino e blu oltremare; boccioli e fiori e scaglie quasi dorate. Spero che dentro abbiano ancora un pochino di memoria d'Asia, quando li aprirò tra gli scogli del Mediterraneo. Quanto ai costumi, quello che penso, e che ho scritto su Grazia, è:

Se solo un costume da bagno sapesse parlare! Sì, ci vorrebbe un chip dentro, una memoria telematica di tutto quello che ha vissuto insieme a noi. Un piccolo iPod dell’estate, di stoffa però. E certo: quando, l’anno dopo, lo tiriamo fuori dal cassetto, potrebbe raccontarci di vacanze disastrose, annoiate, chiassose e infestate da meduse. Ma in realtà, appena lo prendiamo in mano, la compilation è summer: l’euforia del primo sole sulla pelle, il brivido del primo tuffo, incontri e scontri amorosi… Perché un buon costume – il costume perfetto, quello che ci fa sentire se non dive, almeno presentabili, nonostante l’immancabile cellulite – è un vero alleato, un confidente, un amico. Ascolta pazientemente tutti i segreti dell’estate. Anche gli equivoci, certo, e i litigi e le delusioni, ma questo, lo sappiamo, è il compito di tutti gli amici.
Peccato, dunque, che un bikini non possa parlare. Anche perché, a quel punto, ci potrebbe dire: no, non comprarmi, non sono quello giusto per te! Perché non afferri invece quello a fianco, sullo scaffale? Stai provandoti un micro-modello a triangolo, ma perché non scegli invece quello a fascia? O viceversa, ovviamente… E ancora: ti sei portata in camerino il solito intero total black, ma perché quest’anno non osi e non ne indossi uno floreale, o almeno con qualche strass? O persino il rischiosissimo cut-out, il modello con i buchi, si spera nei punti giusti? Pensateci: grazie al bikini parlante, ci verrebbero risparmiate deprimenti prove costume, nei soliti camerini con le luci al neon che hanno, come unico compito, quello di evidenziare l’eventuale cellulite e l’imperfetta o ritardataria depilazione…Ma ahimé, il bikini-con-chip non esiste ancora. E la vostra prova costume, com’è andata?

12 commenti

emanuele | Martedì, 4 agosto 2009 @20:30

mi domandavo dove fossi finita...^_^
bentornata Lisa!

kikka | Mercoledì, 29 luglio 2009 @11:20

Aprendo la csatola dei costumi,sentendo il loro odore già mi fanno ricordare...
Mi piacerebbe avere un costume che mi dice quale mi sta meglio quele no.... Anche perchè quest'anno ho dovuto prenderne uno nuovo, visto che quelli dell'anno prima ormai erano disrutti....e la scelta è stata molto difficile.....

LISA | Mercoledì, 29 luglio 2009 @10:04

Annalisa farmacista, uno dei miei libri preferiti al mondo - come vorrei poter scrivere così! - è "Diary of a provincial lady", di Lady Delafield appunto: un esilarante, ironico, diario di una vera Lady degli anni Trenta in Inghilterra, esiliata in una casa in campagna, ostaggio della cuoca, della bambinaia francese, della moglie del vicario, e di un consorte che si trincera dietro il Times. Una specie di pioniera di tutte le Bridget Jones e le Kinsella del mondo, solo decisamente più sarcastica e intelligente! Lo trovi in edizione Virago.

Annalisa farmacista | Mercoledì, 29 luglio 2009 @09:07

Ghepardato ma in bianco e nero con qualche striscia fucisa qua e là. Si lo so sembra orrendo detto così ma devo dire che invece è carino. Cara Marina ma sai che abbiamo quasi avuto la stessa idea per le vacanze? Io e il consorte siamo stati a Londra due settimane a fare un corso di inglese. E' stato bellissimo e soprattutto mi sono gasata un sacco quando gli insegnanti mi dicevano che il mio inglese era davvero molto buono! Per Lisa sempre a proposito di inglese vorrei lanciarmi nella lettura in lingua originale. Suggerimenti? Ho iniziato con il classicissimo "Pride and prejudice" e mi sto guardando "A room with a view" che ormai so le battute a memoria...qualcos'altro? Grazie!!!

Marina | Martedì, 28 luglio 2009 @23:53

Voi siete alla prova costumi, qui sembra, anzi oggi sembrava, una bella giornata di meta' ottobre. E' difficile pure spiegarlo. Oggi ci provavo con mio fratello. Non fa nemmeno freddo, no c' erano tipo 26 gradi, ma con un grigio inesorabile, che non ti fa mai bene capire in che momento dell' anno si e'. Tanto che il mio fine settima ligure di due settimane fa appare, nei ricordi, come fosse dell' estate scorsa. Insomma non se ne puo' piu' . E pensare che io il caldo manco lo sopporto tanto, ma sta luce monocroma mi uccide. Ma non e' grave tra poco si parte, l' isola mi attende ed anche la prova bikini, o meglio costume. Si perche' con la mia pelle oramai verde dopo anni di grigio mi sono provata e comperata due costumi interi, tendenzialmente neri. Sfinano io non ho la taglia della farmacista, anzi direi 44 abbondante...dunque bikini quello dell' anno scorso da sfoggiare solo quando nella spiaggia non ci sara' nessuno che conosco. Ma sono in fase ascendente, almeno credo, ho perso qualche chilo e conto di perderne altri nei giorni mediterranei che mi attendono. Che saranno giorni di vacanza e di studio, alle spiaggie verra' alternato un corso di specializzazione in spagnolo, con diploma finale, utile alla vita e alla carriera, speriamo...

LISA | Martedì, 28 luglio 2009 @17:42

Ursenna: l'antologia dove i vestiti parlano è stata tradotta nel 2001 anche in italiano, con il tito "Seconda Pelle", da Feltrinelli. Devo persino averla letta, ma allora non facevo ancora la giornalista fintoglam nè ero salita su un paio di tacchi, forse dovrei rileggerla... Un bikini al profumo di mora, comunque, non è male. Non chiedi al tuo bikini di raccontarci la storia? Lilabella e Irene: i vecchi post "pink" compariranno nell'archivio (in altro a sinistra), ma a settembre; insieme, spero, a qualche altra novità. Il blog è in progress... Annalisa farmacista: bikini animalier? Questa poi. Che direbbe Stella? Confessa: ghepardato o zebrato?

malu63 | Martedì, 28 luglio 2009 @16:48

Certo che nn avevo mai pensato al costume-ricordi, però devo darti ragione Lisa ora che ci penso guardo le vetrine provo, compro, ma poi prima di metterlo in spiaggia devo sempre farlo dopo che ho avuto per qualche giorno i miei vecchi costumi. Che strana la nostra mente e quello che ci fà fare per sentiirci bene, ma l'importante è che quello :sentirci bene in tutto quello che facciamo per noi stesse. Comunque quest'anno nn ho comprato costumi nuovi , vacanze ancora un pò lontane tra 2 settimane ma nn vedo l'ora!

Ursenna | Martedì, 28 luglio 2009 @14:52

più che altro io ricordo il mio primo due pezzi nero AKA il debutto "adulto" nella "stessa spiaggia, stesso mare" di ogni anno, di tutti gli anni.
A proposito di vestiti e donne, avevo letto una antologia al riguardo "A Second Skin: Women Write About Clothes". Lì parlano i vestiti.
Cosa si cela dietro la scelta di una borsa? Cosa significano un paio di slip?
Certo, "bikini" significa anche "estate".
E se potesse parlare... ahi... sarebbero racconti salmastri al profumo di mora selvatica! Come quella volta in cui rubai il costume a mia sorella... ;-)

Lilabella | Martedì, 28 luglio 2009 @12:38

Bentornata Lisa!!! Che bello rileggere di te. E che bello rileggere le tue poesie. Io quest'anno non avrò modo di fare la prova costume o meglio la farò molto in là perché al mare ci andrò a settembre (e con la mia amata sorellina). Spero che prima di quella data riesca a comprare qualcosa che contenga le mie ciccette. Anche io come Irene vorrei sapere dove si possono recuperare i vecchi post. Buona giornata a tutte/i.

Annalisa farmacista a Bologna | Martedì, 28 luglio 2009 @11:18

Eccoti! Grazie per essere tornata. Mi mancava questo sguardo quotidiano tra le parole e i pensieri. Sono sempre farmacista, sempre aspirante ricercatrice, ultimamente un po' in ansia per la salute pazzerella della sua adorata sorella minore. Io al contrario di tutti che stanno per partire le ferie le ho già fatte all'inizio di luglio e aspetto una piccola seconda tranche in settembre. Quindi la prova costume non esiste o meglio non è un problema dato che per quello che vado io al mare il solito bikini dell'anno scorso vagamente animaler (nemmeno io ci credevo quando me l'hanno regalato ma devo dire che mi sta molto bene, merito anche della taglia 40 scarsa che mi ritrovo) andrà benissimo. L'unico cruccio è un po' d'abbronzatura che non guasterebbe se non fossi così pigra. Bè allora buone vacanze a tutti/e sperando di tornare un po' più freschi...

Irene | Martedì, 28 luglio 2009 @10:41

Cara Lisa, sono felice che tu e le tue parole siate tornate! Ma il blog rosa è definitamente perso? esiste un modo per poterlo leggere ancora?

Ely | Martedì, 28 luglio 2009 @09:37

Bentornata Lisa e bello il nuovo formato del blog! Prova costume? In effetti non ancora affrontata, sto cercando di rimandarla il più possibile ma ahimè tra poco, inesorabile, arriverà: partenza per il mare prevista per domenica, anche se da pendolare per una settimana. Ma quest'anno ho deciso che non importa, mi godo sole e mare alla faccia di cicciottaggini varie. E con i costumi vecchi, che in tempi di crisi fa molto sensato (più che altro perchè il camerino con luci al neon davvero sarebbe uno scoglio insormontabile).

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.