Lisa Corva

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Il mese di giugno si distese all’improvviso nel tempo, come un campo di papaveri.

Giovedì, 5 giugno 2014 @07:20

"Il mese di giugno si distese all’improvviso nel tempo, come un campo di papaveri".
(Neruda)
Si apre e distende giugno, pigramente, al sole. Trionfo di oro e rosso, come un campo di papaveri. Una meraviglia e un invito: sboccia anche tu.

Ricordate queste parole di Neruda? Sono il mio #spillo su Gioia di questa settimana. Giugno e papaveri.
Io invece sto andando a Venezia all'opening Biennale Architettura, vi racconterò.

5 commenti

Valentina Maria Elisabetta | Lunedì, 9 giugno 2014 @15:47

Tantissimi ricordi con i papaveri di giugno..

Monique | Giovedì, 5 giugno 2014 @15:52

Adoro i papaveri: i baci ardenti dell’estate...
Sono così eleganti, quando si pavoneggiano in una morbida danza rosso rubino, tra l'oro di spighe ondeggianti, sotto il turchino del cielo...

Gabriella | Giovedì, 5 giugno 2014 @12:16

il papavero in celan è il fiore della smemoratezza dell'oblio...che bella quest'idea vitalistica di neruda del papavero e del giugno paragonato ad un'improvvisa distesa di questi meravigliosi fiori fiammeggianti!

Alessandra R. | Giovedì, 5 giugno 2014 @10:54

Indimenticabili i papaveri di Neruda. E puntuali ad ogni giugno. Che questo "spillo" sia di buon auspicio per una stagione, la mia, che sembra non voglia decollare, sentirsi un fiore schiuso. Ma come hai scritto ieri, impariamo dai fiori che schiudersi lo sanno fare al meglio. Un capolavoro nella loro semplicità.

Carla | Giovedì, 5 giugno 2014 @09:43

Che invidia!!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.