Lisa Corva

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Nostalgia del futuro.

Venerdì, 12 febbraio 2010 @08:27

"Nella neve vedi case che non ci sono
città inesistenti.
Indossi un cappotto di fiocchi di neve
(dentro, l’inverno è molto caldo)
e vuoi bene al mondo.
In realtà ami il passato della tua infanzia
con le scarpe bagnate,
la meraviglia dei colori di Natale e Capodanno.
Hai una folle nostalgia di qualcosa che poteva accadere.
Era così vicino.
Sbirciavi dalla finestra, in punta di piedi".
(Slavko Mihalić)

Ma è ancora così vicino, tutto quel che può ancora accadere…

(I versi di oggi sono tratti da: "Antologia della poesia croata contemporanea", Hefti. Mi piace quell'apparente contraddizione: abbiamo sempre nostalgia del passato, e dunque come si può avere nostalgia del futuro? Si può, si può...)

15 commenti

LISA | Sabato, 13 febbraio 2010 @17:10

Per POETESSA & BIOTECNOLOGA: che incredibile coincidenza. Tu, nel tuo laboratorio, e i bambini che vengono dal freddo. Io ed Emma (la protagonista del Libro Rosa, l'aspirante madre che scopre su di sé cosa vuole dire la misteriosa sigla Fivet) siamo molto, molto onorate di conoscerti!

LISA | Sabato, 13 febbraio 2010 @17:06

E' vero, AFERDITA: la poesia di oggi la indossi perfettamente, come un cappotto di fiocchi di neve nel tuo altrove lontano. Per GIULIA A TORINO: quando sono triste leggo Vivian Lamarque, che nonostante il nome è italianissima, una poetessa milanese; trovi una sua antologia negli Oscar Mondadori. Ma anche la polacca Wislawa Szymborska, Nobel per la Letteratura nel 1966: è bella la raccolta "Vista con granello di sabbia" (Adelphi), e i piccoli volumi azzurri Scheiweiller. Poesie d'amore: due nomi indelebili, Nazim Hikmet (Mondadori) e Ghiannis Ritsos (Crocetti). E poi, last but not least, il primo poeta le cui parole mi si sono scolpite nel cuore: Neruda. E, visto che ci sei, perché non ordini anche i miei romanzi? Così conoscerai Emma e Stella! (Intanto una domanda da Autrice curiosa: quanti anni hai?)

Giulia | Venerdì, 12 febbraio 2010 @21:59

Ciao,sono Giulia da Torino. Mi piacciono moltissimo i versi che scegli e vorrei chiederti se potresti consigliarmi dei libri di poesia.grazie:)

aferdita | Venerdì, 12 febbraio 2010 @19:55

La poesia di oggi l'ha scelta a posta per me? Vero,Lisa?Grazie

Poetessa | Venerdì, 12 febbraio 2010 @19:53

C'è Lisa, c'è!
L'ho vista solo ora!!! La poesia che adoro sulle pagine "Love" di oggi!
Lì, grande, in mezzo alle altre, così grande che ti viene voglia di alzare lo sguardo per vedere se quella porta si sta aprendo.

P.s.: un saluto a Lila che ha letto qualcosa di me nelle righe che ho lasciato in questi giorni.

Lila | Venerdì, 12 febbraio 2010 @19:06

Lisa eccola eccola. La neve qui a Roma, è fantastica da vedere (anche se sta portando un pò di problemi di traffico). E sì, ci voglio credere che così come è stupenda la neve , sarà più sereno anche il mio domani (che è bello proprio perché sconosciuto). Lisa hai indovinato la poesia a cui mi riferivo. Per Simona Pasionaria: un discorso sui bambini lo so fare anche io ma non mi intendo di nessuna tecnica riproduttiva aldilà di quella tradizionale. Posso solo dire che anche secondo me è fuori luogo concepire un figlio a 50 anni e magari non avere la forza di essergli accanto nel periodo della sua maturità. Soffi innevati per tutte p.s. sono contenta che Poetessa sia entrata a far parte di questo blog e sia andata oltre la sbirciata dalla finestra.

Rosagialla | Venerdì, 12 febbraio 2010 @17:41

Ancora una volta, Lisa, poche, semplici, grandi parole:
il futuro è lì, fuori.
Grazie ancora!

Poetessa | Venerdì, 12 febbraio 2010 @14:01

Milano. Milano e il caos, Milano e il sole che in questo inverno fatica ad illuminare le strade trafficate, Milano e le luci e i suoni di una città sempre in movimento. Questa è la mia città. Una città che fatichi a sentire completamente tua, perché è in continua evoluzione.
Io sono qui, tra queste strade. In quei vagoni pieni della metropolitana e ti ascolto. Mi perdo, in tutto ciò che le parole custodiscono. Adoro le parole, aprono vie che non puoi percorrere, ti trascinano in posti in cui non puoi essere. Parole del cuore, parole dei desideri.
La mia vita in realtà ha poco a che fare con le parole. Studio. Sono una ragazza come tante che ha scelto la strada della scienza. Ho sentito più parlare di Fivet ed eterologa che di poesie. Sono una biotecnologa, o comunque lo diventerò. Sono una ragazza a metà tra ciò che è razionale e ciò che non lo è.
Non riesco a rinunciare a ciò che ho dentro, a queste parole. Scrivo, per me, per stare bene. Nessuna poesia però, solo racconti, solo pensieri. Solo dopo qualcuno ha iniziato a leggermi E ho capito che a volte quello che hai dentro può scaldare il cuore di qualcun altro.
Ci pensi mai? A quanti cuori scalda il tuo Buongiorno? A quante persone scorrono quelle righe con lo sguardo?
Io continuo a farlo. Anche quando sono a casa. Vengo qui, nella pausa tra una cellula e l'altra, un microscopio o un pathway biochimico, e mi perdo. In tutto ciò che di bello le parole possono dare. Un conforto, uno spunto, una riflessione. E' molto che ti seguo, ma sono stata sempre in silenzio. Perchè le tue parole sono così belle che è un peccato spezzarle.
Sono felice di essere incosapevolmente riuscita a dirti: Buongiorno Lisa. Non sai quanto abbia apprezzato questo tuo pensiero.

LISA | Venerdì, 12 febbraio 2010 @12:19

Per VELIA: ma oltre a sbirciare dalla finestra, poi, mi raccomando, bisogna uscire, anche se fa freddo. Il futuro è lì. Fuori.

LISA | Venerdì, 12 febbraio 2010 @12:18

Per ARIA e SIMONA: la sentimentale che è in me (perché, c'è per caso una parte di me che non è ipersentimentale? uh, saltiamo la risposta) vede non Alexander McQueen lo stilista. Ma il quarantenne solo, gay, sfidanzato, con una grande amica, la fashionista Isabella Blow, morta suicida qualche anno fa (vogliamo parlare delle struggenti amicizie lui gay-lei donna sola, vedi il film di Tom Ford con Colin Firth e Julianne Moore?); e una madre amatissima scomparsa da pochi giorni... Vedo un uomo che forse non aveva nessuno che lo abbracciasse la sera. Forse. Ma forse è solo l'ipersentimentale che è in me. Di McQueen però mi piace ricordare una cosa: che anni fa, cucì nella fodera di una giacca per il principe Charles l'irriverente "I am a cunt" (non lo traduco, è un insulto!); e quando lavorava per Romeo Gigli cucì invece "Fuck you" dentro una giacca che lo stilista italiano gli aveva fatto rifare... A Trieste i morti li ricordiamo (anche) così, con un sorriso.

Annalisa farmacista | Venerdì, 12 febbraio 2010 @11:41

Con le parole possiamo ferire più che con mille gesti. Me ne sono resta conto ieri sera quando abbiamo cercato di fare pace io e il Consorte. Lui dice che ha sbagliato, che io ho ragione (frase che dicono sia quella che più desideriamo sentirci dire, altro che "ti amo") e un brivido di piacere sento che scorre dentro di me. Ma dice anche che io mi arrabbio in maniera che non aveva mai visto, che faccio paura e soprattutto dico cose veramente dolorose. Uffa allora proposito per il nouvo anno (vale lo stesso se lo faccio adesso? direi di si anche perchè il 13 ricorre 8 anni che ho incotrato la prima volta lui, il Consorte. Quindi è come un capodanno privato, della mia nuova vita) essere più garbata, meno irruenta e soprattutto con il Consorte meno violenta (con le parole s'intende). Me l'avevano già detto che con le parole io so ferire molto bene, ma sentirlo dire da Lui, dal mio Lui fa un altro effetto. Quindi devo cambiare. Ce la posso fare. Intanto mi godo quest'ultima nevicata...che bella. Ormai ci sto facendo l'abitudine. Forse mi mancherà anche la neve. Ed è vero con la neve vedi cose che prima non vedevi. Nel mezzo della campagna dove vivo poi ci sono mille dettagli che con la neve risaltano, però in modo tutto così ordinato, elegante. Ecco la neve mi sembra elegante. tutto bianco. total white. molto chic.

Velia | Venerdì, 12 febbraio 2010 @11:05

ciao Lisa è da tutta la settimana che leggo, rifletto e faccio miei i pensieri e parole lette su City e sul blog. Anche oggi le tue parole si mescolano ai miei pensieri.
E' proprio così per me: Nostalgia del futuro, ho una folle nostalgia di tutti quei qualcosa che potevano - che potrebbero - accadere; cose che avrebbero reso tutto questo una meraviglia. E invece...
Allora tu oggi, Lisa mi dai motivo di sperare che c'è ancora possibilità che accada. Proprio come faccio io ogni giorno.

Aria | Venerdì, 12 febbraio 2010 @11:03

Vedo che Simona ha già riportato la notizia che stamattina mi ha lasciata sbigottita. Alexander Mcqueen era lo stilista della nuova generazione che ho amato di più. Sue erano le sfilate che facevo vedere ai miei alunni e ancora, ogni volta, guardandole, mi emozionavo. Condividevo molti tratti della sua estetica e non mi erano estranei neanche alcuni suoi estremismi. La bellezza delle sue visioni era per me un puro godimento. Piango per il dolore che deve averlo portato a dire no alla vita, e per tutta la bellezza che ancora avrebbe potuto creare e che non vedrò mai.

Simona | Venerdì, 12 febbraio 2010 @10:12

Lisa, avrai letto che lo stilista Alexander Mc Queen è morto suicida. Da giornalista finto glam cosa pensi dei suoi abiti e del personaggio? E' stato lui a "inventare" le scarpe armadillo (terribili) indossate da Lady Gaga nel suo video? Per il w.e. carnevalesco e valentiniano cvorrei augurare a tutte/i di guardare alla vita con occhi ironici cogliendo il lato buffo di ciò che ci accade. Qualche volta l'autoironia è miracolosa.

Alessandra | Venerdì, 12 febbraio 2010 @09:23

Che bello leggere la tua poesia Lisa, mentre dalla finestra vedo cadere su Roma i ficchi di neve (uno spettacolo raro, quasi unico). Sbircio dalla finestra del mio ufficio e il paesaggio di ogni giorno mi sembra diventare magico.
Alessandra (al di là del fiume)

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.