Lisa Corva

Commenta come:
Testo:
Anti-Spam: CAPTCHA Image
 Immagine different
Posta commento

Poter tornare indietro ai bivi della vita. Prendere un’altra strada. Viaggiare nel tempo. Un sogno.

Mercoledì, 16 luglio 2014 @08:42

"Non aveva nessun metro con cui misurare la felicità o l’infelicità. Aveva foschi ricordi di euforia e di cadute nelle tenebre, che però appartenevano a quel mondo di ombre e sogni che era sempre presente eppure quasi impossibile da afferrare".
(Kate Atkinson)
Poter tornare indietro ai bivi della vita. Decidere di prendere un’altra strada. Incroci, sorpassi. Viaggiare nel tempo. Un sogno.

Quello da cui ho tratto il Buongiorno di oggi è davvero uno strano libro: "Vita dopo vita" (Editrice Nord). La storia avanti e indietro nel tempo di una bimba che nasce in una gelida notte d’inverno nella campagna inglese, nel 1910. Forse muore, e forse no. Forse il medico arriva in tempo, e forse no. E poi così avanti, per tutta la sua vita, un gioco avanti e indietro nel tempo, in quei momenti di bivio, di incrocio, in cui ci sentiamo addosso il respiro del destino. E se quel giorno al mare l’onda l’avesse travolta? E se quel ragazzo non l’avesse baciata? E se non fosse rimasta incinta? E se durante i bombardamenti a Londra fosse stata nel posto sbagliato? Sì, mi è piaciuto. C’è qualcosa che non funziona nella scrittura, temo qualcosa nella traduzione, ma la storia è così ben congegnata che lo aggiungo alla lista dei libri dell’estate: http://lisacorva.com/it/view/1334/
Per chi ama i libri che portano avanti e indietro nel tempo, come "Le confessioni di Max Tivoli" di Andrew S. Greer (Adelphi), e "La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo" di Audrey Niffenegger (Mondadori). Per chi pensa che sarebbe bello tornare indietro e scegliere un altro sentiero, avere un’altra occasione.

5 commenti

LISA | Giovedì, 17 luglio 2014 @08:32

Sharon, bello davvero leggere la tua storia. Bello sapere che mi leggi sul telefonino a Londra, aspettando un treno; a Londra che è una delle mie città preferite. Sei davvero un esempio perfetto di sliding door… Scrivimi ancora!

Carla | Mercoledì, 16 luglio 2014 @22:17

Che bella storia,Sharon !

Sharon | Mercoledì, 16 luglio 2014 @12:52

Ciao Lisa, è così tanto che non ti commento. Eppure in tutti questi anni ho sempre continuato a leggere i tuoi buongiorno. Ero quella ragazza che agguantava il city sul lungotevere a Roma, quando la campanella della scuola era già suonata da un pezzo. Ora sono una quasi mamma che ti legge tutte le mattine mentre aspetta un treno dell' overground di Londra prima di andare a lavoro. Come tutti anch'io sono affetta dalla "sindrome" di sliding doors: che cosa sarebbe successo se i miei genitori non mi avessero sostenuta a fare quel corso? Sicuramente non avrei conosciuto il mio attuale compagno, probabilmente non sarei qui oggi, probabilmente non starei per diventare mamma. Ma se tornassi indietro non sceglierei nessun altro sentiero. Sono consapevolmente soddisfatta
che le scelte fatte mi hanno fatto diventare la persona che sono oggi.

Un saluto Lisa, e continua sempre così. I tuoi pezzi sono così interessanti e variegati... grande punto di riferimento e di spunto. Spero di riuscire a fare un salto nella tua Trieste prima o poi,, e magari incontrarti!

lia | Mercoledì, 16 luglio 2014 @12:25

Vero...molto reale ....chi non ha le sue sliding doors nella vita?
Magari fosse possibile tornare indietro nel tempo e cambiare decisione....io personalmente due o tre volte........

_ _ _ | Mercoledì, 16 luglio 2014 @09:41

sembra il gioco dei bambini :se fossi un re ....

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.