Lisa Corva

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Il Buongiorno dell’estate 014 è un abito, un tessuto, un mappamondo, un fiore, un compleanno.

Venerdì, 25 luglio 2014 @08:02

Il Buongiorno di oggi è un #corvapezzo che ho scritto per Gioia!, ed è anche l’ultimo di luglio… Perché da adesso il Buongiorno va in vacanza. D’ora in avanti mi prendo del tempo per leggere, scrivere, passeggiare, nuotare… Guardare l’orizzonte. Guardare nuovi orizzonti. Quello che auguro a voi. (E per i libri da leggere, che spesso contengono nuovi orizzonti, i miei consigli sono qui: http://lisacorva.com/it/view/1334/ ).
Per questo ho scelto questo #corvapezzo: perché dentro ha un sacco di viaggi, non solo a bordo di un aereo, ma anche, magari, intorno a un abito, un disegno, un tessuto. Come #unikko, il tessuto papavero di cui leggerete. E io per celebrarlo ho un abito nuovo, quello vintage reloaded della collezione Marimekko + Banana Republic; mi piace così tanto che è diventato il mio abito dell’estate! Anche perché il tessuto #unikko è del 1964 come me…
Ci rivedremo a fine agosto. Intanto mi potete leggere su Gioia! (lo #spillo esce ogni giovedì, e cercherò di postarlo ogni tanto), spesso su D di Repubblica il sabato, su Elle Decor… Scrivetemi, se volete, ma soprattutto guardate, camminate, leggete, amate. Buona estate.


Due tessuti, due storie. O forse sarebbe meglio dire due mondi: non è meraviglioso, infatti, quando il tessuto che diventa il nostro abito preferito o la nuova carta da parati nasconde anche una storia meravigliosa, in cui infilarsi, come un’Alice fashionista nel Paese delle Meraviglie? Ed eccoli, i tessuti e i mondi: African Print versus Marimekko. Gli intricati motivi delle stoffe africane contro, o insieme, alle geometrie nordiche. Seguitemi!
MARIMEKKO, IL COMPLEANNO DEL PAPAVERO. Perché Unikko, il motivo flower power che Marimekko lanciò nel 1964, compie esattamente 50 anni, e non è mai scomparso dalla produzione. Anzi, è diventato di tutto, tazze, grembiuli, shorts, portafogli, e carta da parati (in Italia la trovate per Jannelli &Volpi http://www.jannellievolpi.it , per avere pareti davvero floreali e pop). Una rivoluzione che viene dal Nord: Marimekko (https://www.marimekko.com) è finlandese, fondata nel 1951. E dietro al papavero c’è una storia buffa con protagoniste due donne: Armi Ratia, la fondatrice, dichiarò che non avrebbe mai usato un motivo floreale nelle sue collezioni; la designer Maija Isola le "disobbedì" e disegnò quei larghi, sorridenti papaveri rossi e fucsia che conquistarono tutti. Ed ora, un compleanno molto social: Marimekko chiedere di postare foto e ricordi con l’hashtag #Unikko50 (e per saperne di più: www.marimekko.com). Print nordici che hanno conquistato anche Jackie Kennedy, che li scelse e indossò per le sue estati in barca col marito; e Sarah Jessica Parker, in Sex and The City. Motivo di più per andare a curiosare nella "limited edition" del guardaroba che Marimekko ha lanciato per quest’estate insieme a Banana Republic: scamiciati, gonne ampie, shorts e una borsina porta-tutto. E attenzione perché l’unico negozio Banana Republic in Italia è a Milano. (in corso Vittorio Emanuele: www.bananarepublic.com e www.bananarepublic-italia.it/)
VLISCO, L’AFRICAN PRINT CHE VIENE DALL’OLANDA. Colori a contrasto (viola & verde, ad esempio, o marrone & azzurro); motivi geometrici micro ma anche galline o forbici; e a volte nomi criptici come "husband’s heart", il cuore del marito, o "mon mari capable", sempre con cuori. E’ il mondo di Vlisco (www.vlisco.com): i tessuti caleidoscopici, wax-print, ovvero stampati a cera, che, tagliati, drappeggiati, diventano abiti, caftani, turbanti per tutte le bimbe e le donne dal Ghana alla Nigeria. Eppure, vengono prodotti in Olanda, esattamente dal 1846! Con un’intuizione geniale: meccanizzare la produzione del batik indonesiano (non dimentichiamoci che all’epoca l’Indonesia era una colonia olandese). Tessuti ora inaspettatamente fashion: pensiamo solo a Stella Jean (www.stellajean.it/), la stilista romana-haitiana, che sa mixare tessuti africani e indonesiani con gusto assolutamente global chic. Anzi, come lo chiama lei, con filosofia "wax and stripes", dove "wax" sono le radici materne, quindi Haiti; e "stripes", le righe e le camicie da uomo del padre, torinese. Ma gli african print diventano anche arredo: le sedie super-happy prodotte da Moroso (www.moroso.it/), i divanetti quasi scultura dell’artista austriaco Franz West, che sono al Mak, il Museo di Arti Applicate di Vienna. O l’idea guida di progetti di moda etica e nomade. Ad esempio le Muzungu Sisters (www.muzungusisters.com): due it-girls che da Londra vendono, on-line e con negozi pop-up, abiti e accessori coloratissimi, fatti a mano da artigiani fair-trade in tutto il mondo;con i tessuti africani hanno creato porta-iPad e shopper. Ci sono anche delle italiane: Cristina Simen ed Emanuela Sauve (www.sauvesimen.com), ad esempio, disegnano cose di casa (tazze, sottopiatti, vasi, tavolini) ispirati ai tessuti africani. O waxmax (www.waxmax.it) di Elena Vida, con borsine porta-tutto. Mentre dietro Kinabuti (www.kinabuti.com) ci sono due ragazze friulane, che in Nigeria hanno fondato un brand di moda etica. Disegnano e producono vestiti (ora anche una linea super-colorata per bambini), e in passerella mandano le ragazze dei quartieri degradati dalla capitale, a cui insegnano il mestiere di modelle. Il progetto "empowering" si chiama "In our ghetto". Quando gli abiti hanno dentro molto più dell’etichetta.

3 commenti

Alessandra R. | Domenica, 3 agosto 2014 @16:44

Buona estate a te Lisa, che sia pop-py! ... in attesa del tuo ritorno appunterò i tuoi spilli ovunque, come amuleti, affinché ciò che resta di quest'estate ballerina sia prezioso comunque è ispirazione per i mesi a venire.

Patri fiorista | Venerdì, 1 agosto 2014 @22:11

Buone vacanze Lisa. Girasoli per tutte/i patri

Valentina Maria Elisabetta | Venerdì, 25 luglio 2014 @17:07

W Lisa... e le Muzungu :)

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.