Lisa Corva

Commenta come:
Testo:
Anti-Spam: CAPTCHA Image
 Immagine different
Posta commento

Verso la città nessuno, sul fiume mai.

Martedì, 23 settembre 2014 @09:45

"Piegati da un peso
che non sempre si vede
avanzano nel fango o nella sabbia del deserto,
chini, affamati,

uomini di poche parole dai pesanti caffetani,
adatti a tutte le stagioni,
donne vecchie dai volti sciupati
che portano qualcosa, un neonato, una lampada
-un ricordo – oppure l’ultimo tozzo di pane.

Può essere la Bosnia, oggi,
la Polonia nel settembre ’39, la Francia
otto mesi più tardi, la Turingia nel ’45,
la Somalia, l’Afghanistan o l’Egitto.
C’è sempre un carro, o almeno un carretto,
colmo di tesori (il piumino, la tazza d’argento
e il profumo di casa che presto svanisce),
un’auto senza benzina abbandonata nel fosso,
un cavallo (che sarà tradito), la neve, molta neve,
troppa neve, troppo sole, troppa pioggia,
e quel caratteristico curvarsi,
come verso un altro pianeta, migliore,
con generali meno ambiziosi,
meno cannoni, meno neve, meno vento,
meno Storia (purtroppo un simile pianeta
non esiste, esiste solo il curvarsi).

Trascinando i piedi,
vanno lentamente, molto lentamente,
verso il paese da nessuna parte,
verso la città nessuno,
sul fiume mai."
(Adam Zagajewski)

Penso a chi è in fuga, a chi è in cammino, oggi. Verso la città nessuno, sul fiume mai.

Adam Zagajewski, poeta polacco ma nato in realtà a Leopoli (ora Ucraina), ha scritto questa poesia anni fa, ai tempi della guerra in Bosnia. I profughi continuano a fuggire, lentamente, curvi, come la linea della terra, con il peso della disperazione e dell’esilio. Penso alle genti in fuga dalla Siria in guerra… Penso a chiunque cerchi oggi una nuova patria. E penso ai poeti che cercano di raccontarlo. La poesia è tratta da "Dalla vita degli oggetti" (Adelphi).

2 commenti

una a caso | Mercoledì, 24 settembre 2014 @07:52

....per la nostra indifferenza sarebbe proprio il caso di buttarci al fiume

Giusy | Martedì, 23 settembre 2014 @13:33

Commovente e vera. Sotto certi aspetti mi ha fatto ricordare Materada di Tomizza, scrittore forse sconosciuto alla maggior parte di noi italiani. Voglia di rileggerlo, per riuscire a capire meglio la sofferenza di chi, oggi, ha dovuto abbandonare la propria terra.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.