Lisa Corva

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Mettere radici prima dell’inverno. Nella luce dorata di ottobre.

Martedì, 7 ottobre 2014 @09:27

"Il mese era ottobre, un mese di giorni che si accorciavano, ma di luce dorata dall’alba al tramonto. Non rimaneva molto tempo prima dell’arrivo dell’inverno, e lui cominciò a mettere radici".
(Elisabeth de Waal)
Mettere radici prima dell’inverno. Nella luce dorata di ottobre.

Il Buongiorno di oggi viene da un libro sorprendente e delicato, che sto leggendo in questi giorni, ritrovando la mia Vienna (e anche la Vienna che non conosco). Si intitola "The Exiles Return", un piccolo libro-gioiello di Persephone Books (ve ne ho già parlato, vero? http://www.persephonebooks.co.uk La casa editrice inglese che fa ristampe di libri fuori commercio, in genere di donne, in genere degli anni Trenta e Quaranta). Ma questo, che si intitola "The Exiles Return", non era mai stato pubblicato: è arrivato a Edmund de Waal, il nipote di Elisabeth, scritto a macchina, insieme a un fascio di lettere della nonna. Un nipote speciale: de Waal, ceramista inglese, scrisse qualche anno fa un libro che forse avete letto, il commovente "Un’eredità di avorio e ambra" (Bollati Boringhieri), sulla storia della sua famiglia e su una collezione di "netsuke" giapponesi. (Cos’ ho scoperto anche cosa sono i "netsuke": micro-sculture tradizionali giapponesi, legate con un cordoncino al kimono, a cui venivano legati porta-tabacco o porta-spezie). Dentro, nelle pagine di "Un’eredità di avorio e ambra", c’è anche la nonna: nata Elisabeth von Ephrussi a Vienna nel 1899, in una ricca famiglia ebrea, che perse tutto con la guerra (era lì, nella stanza guardaroba della elegantissima mamma, che venivano conservati i netsuke, con cui i bambini avevano il permesso di giocare mentre la mamma si abbigliava per la sera). Ma sto divagando. Elisabeth non finì in un campo di concentramento, come molti suoi concittadini ebrei dell’epoca; una delle prime donne laureate dell'epoca, lasciò l'Austria, sposò un olandese, de Waal appunto, con cui visse prima a Parigi, poi in Svizzera e infine in Inghilterra. Anni di esilio, terra d’esilio che poi diventò nuova patria e nuova lingua (questo libro, infatti, è stato scritto in inglese, e non in tedesco, la sua lingua madre).
Elisabeth tornò a Vienna qualche anno dopo la fine della guerra, la seconda guerra mondiale che aveva annientato la storia della sua famiglia. Tornò per cercare di recuperare qualcosa, i dipinti, i tappeti, i ricordi; tornò con i "netsuke", salvati – perché considerati poco preziosi – uno per uno nel grembiule, dalla loro cameriera e tata. Tornò negli anni che racconta nel libro, in un autunno dorato, cercando di riconoscere la "sua" Vienna tra i palazzi bombardati, le vite sparpagliate: e sono vite di esiliati che ritornano, un professore universitario, una ragazza nipote di migranti, un ricco mercante, quelle che racconta nel libro. Storie e destini che si intrecciano tra le strade del Ring. Strade di Vienna dimenticate dove uno dei protagonisti ritorna e cammina, cercando di mettere radici, come nella frase originale in inglese: "The month was October, a month of shortening days but of golden light from sunrise to sunset. There was not much time before winter set in, yet in that time he would start growing his roots".


Vienna, Vienna… A proposito: trovate un mio articolo/reportage su Vienna, la nuova Vienna, su Living in allegato con il Corriere della Sera, da oggi. Dunque ci vediamo in edicola, per un viaggio insieme a me?

10 commenti

LISA | Mercoledì, 8 ottobre 2014 @08:46

Lucia: vedi come tornano e si intrecciano le storie? Ed è commovente pensare che proprio Edmund de Waal, l'autore di "Un'eredità di avorio e ambra", abbia salvato il manoscritto della nonna.

LISA | Mercoledì, 8 ottobre 2014 @08:45

Ciao Carla: sì, Nicoletta Polla Mattiot - che immagino ti ricordi dai tempi di Grazia - è anche la direttrice di How To Spend It. Buone energie ritornano… Sono contenta che tu mi abbia letto, in veste di Ragazza dallo Sguardo Prezzante, su questo numero a Parigi! Proprio nel luogo del delitto dove comprai i miei primi jeans… a proposito di corvapezzi (era un mitico pezzo per Grazia, forse uno di quelli a cui sono più affezionata, in cui sono più io).

Lucia | Martedì, 7 ottobre 2014 @23:36

Ho letto "Un'eredità di avorio e ambra", comprato dietro tuo suggerimento e goduto pagina dopo pagina.

Carla | Martedì, 7 ottobre 2014 @21:34

La storia che racconti é sublime e immagino che non sia tradotta, io purtroppo non leggo in lingua. A proposito di corvapezzi io ho comprato How to spend it é piaciuta sia la rivista sia il tuo e con piacere ho ritrovato anche Nicoletta Polla Mattiot.
penso che potrà diventare una mia lettura!

LISA | Martedì, 7 ottobre 2014 @15:45

Dici che ha fatto il tutto esaurito per il mio reportage su Vienna? Scherzo… Ma Living lo trovate con il Corriere anche domani. Solo che da domani si paga. Ma vale la pena per il corvapezzo su Vienna!

Giusy | Martedì, 7 ottobre 2014 @14:47

Eh, magari avessi trovato una copia del Corriere. Oggi ha fatto il "tutto esaurito" e pensare che avevo deciso di tradire La Repubblica.
Sarebbe piaciuto anche alla Pietra del Carso leggere il tuo articolo su Vienna. Bello quello che hai scritto sulle "vite sparpagliate". Sempre attuali, con differenti modalità.

Alessandra R. | Martedì, 7 ottobre 2014 @10:57

Questa è una splendida chicca in questa giornata grigia. Un bel PIN-post-IT sulla mia agendina! Un libro che evoca letture inebrianti.

una a caso | Martedì, 7 ottobre 2014 @10:45

l'aurunno a roma è sempre un pò in ritardo ,devi andare a "scovarlo " fuori cittàe quando vedi i verdi ,i gialli, i marroni e senti il profumo delle mele matuer dici :eccolo , fermiamoci

una a caso | Martedì, 7 ottobre 2014 @10:03

mi è piaciuto leggerti e passare alcuni minuti dentro la vita degli altri perche anche la vita degli altri che non conosci ti lasciano una scia di emozioni e ricordi buona giornata

Gabriella | Martedì, 7 ottobre 2014 @09:41

ma no, Lisa che non divaghi, è una magia il tuo racconto di Elisabeth de Waal, della sua storia emozionante..una magia uguale a questi dolcissimi giorni di ottobre soffusi di una luce dorata che io amo tanto

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.