Lisa Corva

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Sull’anima neppure un ghiacciolo.

Mercoledì, 29 ottobre 2014 @09:34

"Qui le notti sono lunghe e scure, le giornate – brevi, e il silenzio straordinario – tutto si è coperto di ghiaccio in attesa dell’inverno, ma continua a non esserci neve. Il vento del sud disorienta anche l’aurora boreale. L’autunno è strano e inquieto come la primavera. Le navi sono partite, gli uccelli volati via, sull’Enisej neanche un ghiacciolo, e sull’anima – neppure. Com’è bello quando, persino in natura, non si segue un piano".
(Ariadna Efron)
Sull’anima neppure un ghiacciolo.

Il Buongiorno di oggi viene da lontano. Viene dal 12 ottobre 1953, dalla Siberia, dov’era confinata Ariadna Efron, figlia di una delle poetesse più intense del Novecento, Marina Cvetaeva. E dal suo epistolario con Boris Pasternak, altro grande magnetico poeta (nonché autore del Dottor Zivago, libro cult, libro da Nobel, a lungo proibito in Russia). Per tutte le donne al confino, all’esilio, che sull’anima non hanno neppure un ghiacciolo e continuano a credere nella poesia, nella forza della poesia, della democrazia, dell'amore, della luce. Per noi e la terra che aspetta l’inverno. La lettera è tratta da "Le tue lettere hanno occhi, 1948-1957" (Rosellina Archinto Editore).

6 commenti

Alessandra R. | Giovedì, 30 ottobre 2014 @10:20

Bellissimi ed eleganti. E semplici - plain come direbbero da Persephone - senza immagini che disorientano, che abbagliano. Suggestione o no ma la copertina "senza istruzioni", essenziale diciamo, sembra voglia deliberatamente far scoprire al lettore tutta la sua richezza interna, a cominciare dalla riproduzione che è un'esplosione di colori, compreso il segnalibro in dotazione (e non sapevo l'origine... quante curiosità si scoprono). Un libro che è più di un libro.

LISA | Mercoledì, 29 ottobre 2014 @19:59

E a proposito, hai visto come sono belli i libri Persephone? Grigi fuori, belli da toccare; e dentro, nel risguardo di copertina, c'è sempre la riproduzione di un tessuto o una carta da parati coeva all'epoca del racconto. Quella di "The Exiles Return" è un tessuto da arredamento del 1953. Coincidenza, l'anno del Buongiorno di oggi. Dall'altra parte del mondo.

LISA | Mercoledì, 29 ottobre 2014 @19:10

Alessandra R. grazie del tuo racconto libresco. Mi è piaciuto quello che dici: un libro che aspetta ti fa sentire tranquilla. Che sia in tasca o sul comodino...

LISA | Mercoledì, 29 ottobre 2014 @19:09

E sono parole che hanno bisogno di essere, Carla. Tu che insegni lo sai.

Carla | Mercoledì, 29 ottobre 2014 @17:40

il confino, la migrazione, il desiderio di democrazia...
sono parole che riempiono sempre il cuore e hanno bisogno di cure.

Alessandra R. | Mercoledì, 29 ottobre 2014 @15:55

E a proposito del tema dell’esilio vorrei condividere qui una mia esperienza quale ponte ad uno dei tuoi recenti buongiorno-consigli: The Exiles Return. Ebbene, da come lo descrivevi, sembrava cucito addosso, una sorta di specchio che stava riflettendo il mio mood. E così, spinta dall’entusiasmo e dall’ispirazione, l’ho acquistato sul sito della Persephone, questa ammiccante libreria londinese. Due settimane di attesa mi sembravano un tantino esagerate e così ho scritto direttamente alla mail di conferma dell’ordine… perché poi nel frattempo mi sono accorta che il paese di spedizione era diventato magicamente Jamaica. Va bene che la mente quando è da tutt’altra parte ti fa agire inconsciamente di conseguenza ma, errore o meno, io quel libro me lo sarei scordato, quanto meno nell’immediato. Ho avuto un riscontro tempestivo alla mia segnalazione nonché il rinvio di un altro libro all’indirizzo corretto e senza fare una piega. In tre giorni, anzi due, è arrivato. Quindi grazie Lisa per la segnalazione, perché c’è un motivo in più per comprare qui : gli addetti sono squisiti come ci si aspetterebbe in un negozietto come questo e anche se lo shopping online può sembrare un po’ asettico, questo piccolo impiccio mi ha fatto venir voglia di passare a trovarli, una volta di ritorno a Londra (non sarà un ritorno glam come il tuo, ma prima o poi Londra la risaluterò). Quanto al libro beh è ancora lì in stand-by… perché nel frattempo avevo finito un libro e stare tanto tempo senza leggere è come immergersi in apnea. E guarda caso ambientato a Parigi, mentre tu nella Ville Lumière c’eri davvero. Non vedo l’ora però di sfogliare il libro di Elisabeth De Waal, di metterlo in borsa come compagno di viaggi pendolari. Perché un libro per una pendolare, si sa, è come un pacchetto di fazzoletti di carta: anche se non lo userai il fatto di averlo comunque in tasca ti fa stare tranquilla, in caso (anche) di emergenze (anche) quando il telefono si è scaricato completamente e quella chat con l’amica londinese deve aspettare il recharge con il ritorno a casa.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.