Lisa Corva

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SJP, perché?

Mercoledì, 29 luglio 2009 @10:16

Prima amavo Meg Ryan. Prima, quando riusciva ancora - in Harry ti presento Sally o in C'è post@ per te - a stupirci le sue faccette buffe e romantiche. Poi è passata per le mani di un chirurgo plastico sadico (niente più faccette, ma labbra gonfie e viso tirato), ed ha avuto il cuore spezzato da Russell Crowe (credo che il cuore spezzato sia venuto prima del chirurgo, come spesso succede). Comunque, l'abbiamo persa.
Poi c'è stata SJP. Lei, Sarah Jessica Parker, quasi indistinguibile da Carrie (anche voi fan di Sex and the City, vero?), icona fashionista per le strade di Manhattan. Lei con il suo laptop e i suoi tacchi vertiginosi (colpa sua se mi è venuta voglia di rimetterli: è proprio vero che con i tacchi abbiamo un'altra faccia...). E allora, SJP, che bisogno avevi, a 44 anni, già mamma, con un matrimonio pur pericolante, di pagarti un utero in affitto? Ovvero una "surrogate mother"? Le foto di SJP nel lettone, con bambino, marito perplesso e le due gemelline nate da poco, mi hanno stretto il cuore. SJP, perché l'hai fatto? Carrie, sono sicura, non sarebbe d'accordo. Ed Emma, la mia/nostra Emma del Libro Rosa, neppure...

10 commenti

LISA | Sabato, 8 agosto 2009 @16:17

Che bello rileggerti, PI, ex aspirante paziente, ora (immagino altrettanto paziente!) madre di due gemellini-fivet. I vecchi messaggi non sono persi nell'etere, spero, ma compariranno nell'archivio a settembre. E no, non ho letto il tuo post su Pallavicini, hai voglia di riscriverlo?

pi | Lunedì, 3 agosto 2009 @21:43

Come Simona e come Lisa anche io mi sono soffermata sulle foto della famiglia di SJP ed ho pensato "chissà perchè?", ma non credo che avrò mai una risposta - a meno di intrattermi in chiacchiere sulla maternità e dintorni con SJP in persona, ma vedo la cosa piuttosto improbabile. Certo è che nessuno può davvero capire quello che passa per la testa di una persona e quali siano i suoi sentimenti più profondi,i suoi desideri più forti che - dall'esterno - possono sembrare privi di senso.
Cara Lisa, bellissimo il nuovo blog - molto chic!
Ero un po' preoccupata da quello che mi sembrava un oscuramento un po' troppo lungo del tuo sito - ho ipotizzato anche attacchi da attivisti di vario genere! I vecchi messaggi sono per sempre persi nell'etere? Mi incuriosisce sapere se sei riuscita a leggere il mio post su Sandro Pallavicini.
Qui la vita scorre tranquilla, i gemelli crescono ed io li guardo con sempre maggiore stupore: sono miei davvero? Ho spesso incubi in cui me li rapiscono, sapete? Gli anni dell'aspirantato mi hanno, credo, segnato in maniera indelebile. Anche in modo positivo, però. Il consorte dice che faccio delle strane facce a punto di domanda quando mi rivolgono domande o commenti, a mio avviso, fessi.
Come quando mi fanno i complimenti: "Signora complimenti, ne ha fatti due!" oppure "Signora! Che brava che è stata!" . Io li guardo e mi viene voglia di dire: " Complimenti per cosa, esattamente?". Se una fa dei figli è brava e se non li fa no? Se poi ne fa due insieme è ancora più brava? Ma siamo scemi? Lo sapete che un signore qualche settimana fa mi ha fermato mentre passeggiavo con i bambini e mi ha detto :" complimenti a suo marito! Che stallone!". Ve lo giuro! Ma si può essere più trogloditi? Un altro mi ha chiesto " Ma sono gemelli?" ed io avrei voluto dire "No, ne ho fatto prima uno e poi a distanza di qualche settimana ne ho fatto un altro!". Poi c'è stata una signora, una perfetta sconosciuta, che mi ha chiesto " Ma sono naturali o ha fatto qualcosa?". Le ho risposto che non erano naturali, ma geneticamente modificati! Mi ha guardato e ha sorriso, senza capire un fico secco, credo. Vi abbraccio.

Simona | Sabato, 1 agosto 2009 @19:10

Anch'io sono rimasta perplessa davanti a questa notizia e mi viene un'altra domanda: SJP sarà davvero l'unica ad aver affittato utero&ovuli? Quante altre donne VIP l'han fatto e non l'han detto? Comunque lo spartiacque lo fa la posizione delle "donne elette" e delle "donne quotidiane" oltre alla nazionalità di appartenenza: perchè Madonna o i Brangelini possono senza colpo ferire adottare come io ho preso in casa due gatti randagi? Le regole di adozione e di PMA cambiano in base allo Stato e anche in base allo status sociale. Perchè tutto questo Baby boomer a Hollywood e a Cinecittà che sia naturale, surrogato, adottato o provettizzato? Perchè queste paparazzate di pance&passeggini? Perchè un figlio sta diventando un status symbol al pari di una borsa. Esagero e sono estrema, lo so e immagino le mimosate. Anch'io concordo con Lisa sul fatto che deve esserci un limite, ma questo non dipende soltanto dalla psiche e dal desiderio, ma per certe donne anche dallo status di VIP. I figli le attrici li han sempre fatti, ma una volta c'era più discrezione, ora abbiamo tutta la gravidanza minuto per minuto, la pancia più bella, la moda per le pance e altri titoli raggelanti. E intanto le donne continuano a soffrire perchè se la mia mamma poliabortiva soffriva per la maternita della Loren, io a 43anni potrei soffrire per la SJP, ma visto che non mi piace vincere facile accetto i miei limiti e il mio status di donna quotidiana.

LISA | Giovedì, 30 luglio 2009 @08:20

Oh, come mi mancavano queste blog-discussioni con un po' di mimosate! Dunque. Ho letto. Attentamente. Mi ha molto colpito l'osservazione della non reciprocità tra maternità e paternità: ed è vero, un uomo può diventare padre anche a 50 anni senza neppure un commento (vedi, tanto per rimanere a Hollywood, Mr. Big, ovvero Chris Noth, e Richard Gere), e una donna? Una donna no. Una donna dev'essere brava in tutto, eccellere in tutto, e al momento giusto; se poi non ce la fa, si suicida (anch'io, Marina a Bruxelles, ho letto ieri dell'avvocatessa quarantenne della City, bella, brava, mamma, che si è buttata nel Tamigi. E quel che più mi ha colpito è la foto, quel sorriso aperto, luminoso). Eppure. Eppure dissento. Perché crescere, maturare, cambiare, non vuol dire diventare onnipotenti - o cercare disperatamente di esserlo. Così spero. Almeno per me. E il gesto di SJP - voglio un figlio per risolvere il mio matrimonio in crisi, non riesco ad averlo perché ho 44 anni e quindi prendo in affitto ovuli e utero di un'altra donna - mi sembra un gesto di onnipotenza. No. Crescere vuol dire (anche) imparare ad accettare i propri limiti. Anche quelli imposti dalla vita. E dalla biologia. Non possiamo sempre tutto. Ed è qui il punto: sapere dove fermarsi senza perdersi, sapere dov'è il limite, dov'è il confine. Mi piacciono, sempre di più, le parole semplici di quella che pensavo fosse una preghiera laica, e invece è il pensiero di un teologo americano: "Concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quelle che posso cambiare, e la saggezza per capire la differenza."

aferdita | Giovedì, 30 luglio 2009 @00:12

Che bella sorpresa!Non ci credevo piu.Ben tornata Lisa e bentornate tutte!Bello l'aspeto del blog e piu bello sicuramente come sempre il contenuto.Buone vacanze a tutte!

Marina | Mercoledì, 29 luglio 2009 @17:17

Che dire l' intevento di Paola mi sembra perfetto, quante cose ci sono ditro e intorno alla maternita' di oggi, e quante ancora ce ne sono intorno a una mancata maternita' . Questa societa' ci punisce, innazitutto come donne ci punisce, e poi come esseri umani. Il successo, il denaro giustificano tutte le azioni, volere una famiglia meno. Nemmeno la teconologia vanzata ci salva da questo. E a noi, noi donne evolute e mature della societa' occidentale ci e' richiesto tutto: bella presenza, lunghi stuid, conoscenze, bel lavoro, carriera avviata, e poi figli, possibilmente fatti uno dopo l' altro in tarda eta'. E se questo non avviene, come e' per noi, apriti cielo non siamo perfette, e quindi da condannare. E se poi insistiamo e le proviamo tutte i censori si alzano 'ecchesara' mai' non si puo' forzare la natura. No troppa pressione sulle donne, ingiusta, ingiustificata: perfette lavoratrici, perfette mamme e spose. E poi capita, come oggi e' scritto sui giornali, che un avvovato di successo a 41 anni, con tre figli, uno di sei mesi non ha retto e si e' buttata nel Tamigi. Tu lisa chiedi perche' SJP ha voluto le gemelle, e perche no direi io. C' e' da dire che l' ho fatto perche' ne hai mezzi, perche' e' anche molto fashion e forse, come le povere mortali, per riavviare il matrimonio, chissa'! Detto questo nulla ci dice che anche Emma nella stessa situzione non farenne la stessa scelta...Quanto a Meg Ryan condivido, ma c' ha pure un' eta' oramai e le faccette sarebbero furoi luogo, ma mi piace sempre tanto, anche per l' adozione delle bimba cinese, perche' l' ha fatto allora lei, che un bimbo gia' lo aveva?

Paola che ama i libri | Mercoledì, 29 luglio 2009 @14:43

Perché l’hai fatto? Che domandona! Proprio ieri ho fatto per telefono una paternale a mia madre sulla questione: "maternità, frustrazione e realizzazione di una donna moderna" (bel titolo, qualcuno ci potrebbe scrivere sotto un libro) che cercherò di riassumere qui. Vi prego prendetelo come uno sfogo personale, non mi sento in grado in questo momento di fare questioni ideologiche o morali.
Premetto che SJP può avere mille motivi per aver surrogato il suo corpo, fisiologici o lavorativi, o ancora più semplicemente di puro egoismo, secondo me tutti legittimi.
La questione a mio avviso è un’altra, e neanche tanto semplice: noi donne dobbiamo fare i conti ogni momento della nostra vita con la legittimità dei nostri desideri, gli uomini no o almeno a me non risulta. Se abbiamo una bella famiglia dovremmo essere soddisfatte così, se abbiamo un lavoro gratificante che cosa altro cerchiamo dalla vita. Ci sono persone (uomini e donne) che per arrivare al successo fanno di tutto perché sono disposti a tutto, e nessuno chiede loro il perché, in fondo aspirare al successo o alla ricchezza è una motivazione universalmente riconosciuta. Invece una donna, a prescindere da quello che è o quello che ha, che desidera una maternità, sia che non possa sia che non voglia affrontare una gravidanza (come nel caso si SJP), deve avere un motivo bello tosto per giustificare la sua scelta. Insomma la questione maternità per questi tempi moderni così contorti sta diventando una questione difficile da risolvere, si tratta di fare i conti con millenni di storia sociale delle donne e della famiglia, siamo solo all’inizio, tutto è molto complicato e noi ci siamo dentro fino al collo e forse anche un po’ di più.
In questo periodo sto sperimentando la grande gioia che deriva dalla libertà di esprimere i miei desideri senza sentirmi giudicata, perché comincio a intravedere nella tenacia e perseveranza una soluzione per vincere la frustrazione (attenzione, non per realizzare i desideri). Scusami Lisa, sono certa che dopo una chiacchierata con SJP anche Emma capirebbe, ma siamo sicuri che poi questa chiacchierata le serve veramente?

Lila | Mercoledì, 29 luglio 2009 @12:12

Non ho mai sentito davvero con tenacia il desiderio di essere mamma. Credo di non essere mai stata, e non lo sono neanche ora, pronta. Per quanto riguarda Sara Jessica Parker forse, come dice Ely, i suoi motivi non possono essere compresi dagli altri ma c'è sempre, in ognuna di noi, una scelta che ci porta verso qualcuno o qualcosa. Spero che voglia davvero bene a queste bambine.

kikka | Mercoledì, 29 luglio 2009 @11:15

Beh SJP ha voluto più i bimbi per riunire il matrimonio forse.. o semplicemente per voglia di essere ancora mamma.. speriamo solo che ami davvero queste tesorine....

Ely | Mercoledì, 29 luglio 2009 @10:34

Già, perchè? E chi può saperlo, solo lei.
Perchè io, già mamma di una bambina favolosa, con una famiglia splendida, sto consumando le mie energie per avere un secondo bambino? Non lo capiscono in molti, e a volte non lo capisco nemmeno io, perchè in certi momenti piango come una pazza su un qualcosa che nemmeno esiste.
Ma non so, non mi sento di giudicare SJP che, forse, aveva i suoi motivi incomprensibili e non condivisibili dai più.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.