Lisa Corva

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Bere l'aria scura.

Venerdì, 19 febbraio 2010 @07:36

"Avevi l’abitudine di andare ogni mattina a spiare l’arrivo della luce in
giardino. Con in mano la prima tazza di caffè, coglievi la fortuna di esistere, di risvegliarti con la natura qui, in questo angolo del pianeta, di rianimarti e di toccare terra, prima di affrontare lo sforzo di vivere… Respiri avidamente il giorno nuovo, inedito, e capisci che questo, niente più di questo rappresenta ancora la felicità: bere l’aria scura".
(Colette Nys-Mazure)

In un’alba nuova.

(Colette Nys-Mazure è una poetessa belga, e vive in Francia. I versi mi sono stati "regalati" da un’amica: da lei imparo che felicità è davvero anche questo, bere l’aria scura)

18 commenti

Cam | Mercoledì, 24 febbraio 2010 @16:39

Grazie Lisa e grazie Lila (solo una sillaba distingue i vostri nomi).
Grazie per aver esaudito la mia richiesta d’aiuto e per aver pensato che qualcosa potesse essermi d’aiuto. Qualcuno parla di affinità elettive: è bello scoprirle quasi per caso, scovandole a volte là dove mai si sarebbe pensato poter trovare qualcosa, forse perché troppo a lungo si è stati dietro un vetro blindato ad osservare i fiocchi di neve cadere senza avere il coraggio di uscire e gustarne sensazioni e brividi quando questi ci sfiorano le guance .

La poesia, quelle emozioni che voi trasmettete e volete condividere con altri sono per me una ciambella di salvataggio in questi giorni in cui la sofferenza di una persona a me molto vicina sta consumando tutte le mie energie. La sofferenza (del corpo e dell’anima) è un buco nero che fagocita e distrugge tutto quanto ricade nel suo nefasto raggio d’azione.

Spero di resistere come quel giacinto d’inverno, spero che il sole riesca a sciogliere questo prato di dolore e … che la poesia mi sia compagna verso quello che ora sembra un impossibile lieto fine, but sometimes …

PS: un grazie a tutte quelle persone che, sedute in attesa dietro quella porta che hanno disegnato, non hanno chiuso il loro cuore a ciò che accade oltre quella porta e a tutti noi che stiamo fuori regalano i loro pensieri, le loro emozioni cogliendo e facendoci cogliere la bellezza di ogni attimo presente che è l’unico che ci è concesso vivere perché il passato - che abbiamo sempre di fronte - è qualcosa che più lo si fissa più si allontana mentre del futuro - che ci assale alle spalle - nulla ci è dato sapere.

LISA | Lunedì, 22 febbraio 2010 @20:52

CAM, "Sometimes" è una poesia dell'inglese Sheenagh Pugh che avevo usato per un Buongiorno di primavera. Purtroppo l'archivio non è in rete (mi dicono che mi costerebbe troppo caricare gli anni passati!, così l'Autrice autofinanziata ha dovuto rinunciare), ma ho riscritto i versi, su richiesta di Lila, tra i commenti del post dell'11 febbraio, quello intitolato "Il miele delle cinque". Buona lettura. Spero che ti portino luce e non aria troppo scura...

Cam | Lunedì, 22 febbraio 2010 @17:24

Cara Lila (o chiunque altro possa aiutarmi) , ho cercato "Sometimes" con poco fortuna. Riuscite a recuperare quei versi. Da poco vi seguo e in questi flash di poesia ricerco qualcosa che mi possa aiutare a superare questi giorni in cui l'aria scura è amara come il fiele.

MALU 63 | Domenica, 21 febbraio 2010 @19:47

Per Marina, le lacrime di gioia sono sempre quelle più belle, dal profondo del cuore ti auguro una nuova vita piena di felicità da scoprire ogni giorno nuova con il tuo piccolo Jad e il tuo consorte, una nuova vita inizia per la vostra famiglia, auguri da una vecchia pinks, hai ragione a dire che questo blog e Lisa con il suo libro ha aperto la strada ad ognuna di noi.

Aria | Sabato, 20 febbraio 2010 @10:27

Un lungo abbraccio per Marina, che ora sa che cosa voglia dire essere fertili veramente.

LISA | Sabato, 20 febbraio 2010 @10:14

Per MARINA A BRUXELLES MA ORA IN MAROCCO: scrivici ancora, le tue parole brillano. Io (ed Emma) siamo così felici per te. (Ma sai che ero convinta che il tuo bimbo dovesse arrivare da Sri Lanka?).

LISA | Sabato, 20 febbraio 2010 @10:12

Per LILA: grazie della cronaca bookclub. Sono molto orgogliosa che la mia amica Chicca Gagliardo vi sia piaciuta. Lei, e il suo libro: "Lo sguardo dell'ombra" (Ponte alle Grazie), storia di un'ombra che si è staccata da un corpo e che incontra, nel centro di Milano, Agnese, una donna che profuma di riccio di castagna chiuso, il profumo di passione spenta...

Lei e il suo caffè al ginseng | Sabato, 20 febbraio 2010 @06:35

In queste ultime settimane vivo tutto il giorno da sveglia e l'alba è il momento che mi fa piu' paura perchè so che sta cominciando un nuovo giorno senza di lui e più passeranno le ore di quella giornata piu' sarà lontano da me. Al mattino presto ho sempre bevuto aria color pastello, adesso è scura.
@MARINA: nelle tue parole si legge davvero la gioia della tua nuova vita! Buon viaggio.

Marina a Bruxelles (ora in Marocco) | Venerdì, 19 febbraio 2010 @23:47

Si sono io, qui nella splendida citta' di Meknes, con mio marito e il mio bambino Jad ed e' la prima volta che riesco a scriverlo, perche' oggi voleva stare sempre con me e ha detto ma ma, un abbozzo di un amore infinito...grazie a tutte, lo ripeto, anche attraverso voi ho spauto che qs era la mia strada!

V.I | Venerdì, 19 febbraio 2010 @19:51

Nessuna abitudine se non quella di andare al lavoro, ogni mattina spio tutte le albe quelle buie e quelle più chiare in quel tragitto che mi porta a Milano, anche quelle che incontro all'angolo del bar dove gusto il mio caffè caldo. Poi torno quando giunge sera!

Lila | Venerdì, 19 febbraio 2010 @18:50

Ieri il gruppo di lettura Amarganta ha avuto la fortuna di incontrrare Chicca Gagliardo la scrittrice dello "Lo sguardo dell'ombra". Abbiamo parlato di come l'ombra si sia impossessata del racconto e abbia voluto raccontarsi e poi Chicca ci ha fatto vedere un bellissimo filmato in cui lei partecipava ed erano fatti una serie di scatti ma a venire fotografata non era Chicca ma le sue ombre e le ombre intorno a lei. E' stato bellissimo e soprattutto è stato bello il clima che c'era proprio perché tra noi si è ormai instaurato un bel feeling.

Lila | Venerdì, 19 febbraio 2010 @18:43

Strano no? Ieri hai parlato della morte, oggi dello sforzo di vivere. Voglio bere anche io l'aria scura e respirare quanto più ossigeno possibile. Voglio anche io sperare in un'alba nuova dove, in ogni alba, possa sentire la fortuna di essere viva. Per Cam: forse dovresti rileggerti una poesia che Lisa propose diverso tempo fa e che si intitola Sometimes. Un abbraccio forte a Marina e al suo bambino.

Ely | Venerdì, 19 febbraio 2010 @17:21

Marina, sono talmente felice per te, abbraccio forte te e il tuo piccolino. Evviva!

LISA | Venerdì, 19 febbraio 2010 @14:51

MARINA A BRUXELLES? Sei tu, vero? Che commozione!

Marina | Venerdì, 19 febbraio 2010 @14:33

In questi giorni sento e vedo la vita e sento la felicita' di esserci quando guardo il bambino di un anno che sereno dorme sul nostro letto di un Hotel in Marocco che ci ospita oramai da piu di due settimane. Ieri ce l' hanno dato, messo nelle braccia dopo 14 giorni di visite giornaliere, le donne che si occupavano di lui all' istituto piangevano, io piu' di loro, erano lacrime di gioia e per me di gratitudine per queste persone che si sono prese cosi' bene cura di lui in questo primo anno della sua vita. Saro' perennemente grata a questo splendido paese di avermi regalato questo bambino meraviglioso. Lo guardo dormire e non posso smettere di versare lacrime, tutte quelle che servono a passare dall' altra parte del mio fiume, che ho navigato contro tutte le correnti, perche' era qui che dovevo arrivare. Ed e' anche grazie a te lLsa, al tuo libro, alle persone che ho conosciuto nel blog che sono qui, davanti al primo giorno del resto della mia vita!

Cam | Venerdì, 19 febbraio 2010 @14:05

Cara Lisa, ieri ho provato a rispondere alle tue domande ma qualcosa deve essere andato storto.
Pensiamo oggi a questa nuova alba, alla sua bellezza che troppo spesso riusciamo ad apprezzare solo dopo essere stati prigionieri della notte buia e profonda. Quale fortuna riuscire a spiare ogni mattina l'arrivo della luce ... prima di affrontare lo sforzo di vivere. Ormai ho perso il conto degli anni in cui ogni giorno - alzandomi prima dell'alba - riesco a bere quell'aria scura che comincia a mostrare striature di luce. Aria scura che ogni giorno ha un sapore diverso: alcune volte dolcissimo, altre più amaro del fiele.

Pablo | Venerdì, 19 febbraio 2010 @10:14

Ciao Lisa, durante questi giorno ho letto Juan Carlos Onetti che scrive "svegliarsi è accettare la sconfitta dopo aver lottato brevemente per meritarsi il nulla, quindi rassegnarsi a sentirsi esattamente conforme alla concavità della propria disgrazia".

Voglio bere l'aria scura, ed spero che questa voglia non si esaurisca, al posto di accettare la sconfitta di non riuscire nemmeno a meritarsi il nulla.
E' bellissimo.

Annalisa farmacista | Venerdì, 19 febbraio 2010 @10:01

E' vero le scarpe blu non esistono. O meglio esistono delle imitazioni di blu, che però devo dire sono alquanto scialbe. In compenso mi sono comprata due e dico due paia di ballerine comodissime da Bata (si può dire?) dove il secondo paio l'ho pagato solo 50 cent. La vita mi sorride. I versi di oggi mi fanno venire in mente me stessa in vacanza: ho l'abitudine di svegliarmi sempre presto per godermi tutti gli attimi a disposizione della giornata e "spiare" appunto l'arrivo della giornata con il cappuccino o il tè fumante. E si respira proprio la felicità del nuovo giorno, quando il sole sembra lottare per vincere le tenebre. Bere l'aria scura. Che bella immagine.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.