Lisa Corva

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Pensando a una camicia bianca.

Sabato, 20 febbraio 2010 @10:17

Ci sono poche cose certe nella vita. Una di queste è che una camicia bianca salva (quasi) tutto. Le altre fashion-verità incontrovertibili sono che a vestirsi solo di nero non si sbaglia mai, che con i tacchi si cambia faccia, che bisogna scegliere tra mostrare le gambe o la scollatura, e… quando sarò arrivata al decalogo perfetto penso che proporrò un pezzo. Per ora limitiamoci alla camicia bianca. Anzi, le camicie bianche , al plurale: quelle che potremo comprare questa primavera. Le guardo e penso: ma com’è possibile averne fatto a meno per così tanto tempo?
Già. La camicia bianca ci salva, ma d’inverno ce la dimentichiamo sempre nell’armadio. Non è un caso: è che per farla sfolgorare non bisogna mortificarla sotto giacche, doppi e tripli maglioni, soprabiti e cappotti. Risplende soprattutto quando è da sola, semplice e abbagliante, portata sopra un paio di jeans, e con il vento nei capelli. (Il vento nei capelli l’ho aggiunto io, ma insomma, rendo l’idea?).
Uno dei segreti della camicia bianca è che possiamo esagerare, e nessuno se ne accorge. E’ uno chic quasi sempre sottovoce. Funziona sia abbottonatissima, sia portata aperta con nonchalance sulla scollatura. Può essere a blusa con citazioni etno-folk, con le ruches, a maniche corte, a kimono, o smanicata, con scollo all’americana e legata in vita da un fiocco…
L’importante è come portarla: visibile, decisa, scenografica. Senza compromessi. Per questo non mi piace abbinata a sciarpe o collane ingombranti: deve avere spazio, non bisogna smorzarne l’effetto. E quindi sopra i pantaloni, se possibile non infilata nella cintura; perfetta sopra i jeans. E sopra gli shorts, come propongono gli stilisti questa primavera? Mah, se avete il coraggio… E la gamba, s’intende.
Posso riassumere con un solo aggettivo? La camicia bianca è democratica. Perché si trova sia firmatissima sia low cost, ed è bella comunque. Perché sta bene in qualunque occasione. E perché, soprattutto, sta bene a tutte, a prescindere dalla taglia: anzi, dona particolarmente alle più curvose. E adesso speriamo che il termometro si decida a salire, per tirarla fuori dall’armadio.

(Questo è un articolo che ho scritto per Grazia. Le mie camicie bianche sono ancora nell'armadio)

5 commenti

LISA | Lunedì, 22 febbraio 2010 @07:21

Per l'ANONIMA CON CAMICIA BIANCA: se ho fatto bene i conti dovresti avere 65 anni, giusto? Benvenuta! Ora che hai vinto la timidezza, mi racconti anche da che città scrivi? Per ANTO CONFUSIONARIA: la stella brilla... E spero che brilli presto anche sul bambino - i bambini - che arriveranno nella tua vita. Per MICHELA GOLOSA DI CATALOGHI: mi sa che nel guardaroba di Alba de Céspedes c'erano solo abitini, tailleur e fili di perle. Ma sono contenta che la camicia bianca ti abbia finalmente convinto a scrivere!

Viv | Sabato, 20 febbraio 2010 @20:17

Che bello!!! La camicia bianca, i jeans e il vento nei capelli...Per anni non ne ho portata una convinta che non si addicesse a me perchè il bianco mi fa sentire sempre un po' a disagio con le mie curve, ma mi sentivo in perenne vacanza l'estate scorsa e in vacanza si può tutto...L'ho tolta dall'armadio e me la sono messa, persino con un bottone in più slacciato e mi sono sentita felice guardandomi riflessa nel suo sguardo: voleva dire sei semplice e ancora più bella.
Adesso riposa sulla gruccia e attende: toglierla dall'armadio di nuovo vorrà dire tante cose...

Anonimo | Sabato, 20 febbraio 2010 @15:31

anch'io ho vinto la timidezza e ho deciso di invadere questo spazio. il motivo è il seguente: le camicie bianche fanno parte del mio guardaroba dagli anni dell'adolescenza, parlo di cinquant'anni fa. Intanto sono indice di pulizia: guai indossarne una che non sia immacolata. le camicie bianche devono essere impeccabili e abbinate con gusto. Il bianc o da solo non basta: ci vole qualche ricamino, un nonnulla di fantasia. In primavera inoltrata avranno sul mio esile corpo il giusto riconoscimento. Grazie per avermelo ricordato.

antoconfusionaria | Sabato, 20 febbraio 2010 @12:42

E' tanto che non scrivo e non mi siedo in questo salotto . Un anno fuori casa , poco tempo e "varie " non mi hanno lasciato molto tempo per "me" , per le mie amiche , per la mia vita . Ho persino trascurato il blog Castellano di Versailles. Oggi mi sono presa una "vacanza " , ho deciso di non fare nulla e di sedermi davanti al pc . Ho già espresso e condiviso in privato la mia felicità per la notizia di Marina . Non potevo avere occasione migliore per ri-fare capolino sul tuo blog , Lisa . Non potevo proprio esimermi dal farlo . Perchè le parole di Marina mi toccano molto da vicino . Sono esattamente le stesse emozioni che mi aspetto di provare quando sarà "il mio turno " . La mia "gravidanza" , da aspirante madre adottiva , dura ormai da 4 anni . La cosa meravigliosa che sta capitando a Marina mi allarga il cuore , mi riempie di gioia e di speranza . Mi scoppia il cuore al pensiero che un giorno potrò essere io a piangere guardando il mio bambino/bambina(bambini , perchè no ?) dormire nel nostro letto . Tanti auguri a Marina e consorte per il "resto" della sua nuova vita . Un bacio a tutte le amiche del blog . Anzi "dei blog " .
Ps. Camicia bianca : sono perfettamente d'accordo con te Lisa .
Ps. 2 hai sempre la mia stella ?
Ciao !!!

Michela | Sabato, 20 febbraio 2010 @12:04

Cara Lisa,
come sempre interpreti perfettamente il mio pensiero ! Anch'io sono convinta che la camicia bianca sia un passepartout ottimo per tutte le occasioni. Da quando l'ho scoperto i dilemmi mattutini davanti all'armadio, quando non c'è niente che mi ispira e tutto quello che possiedo mi annoia e mi sembra vecchio e stravisto, mi risolvo ad afferrarne una e mi sento a posto, addirittura chic (cosa che mi capita di rado).
Bisognerebbe analizzare il perché di questo fascino intramontabile, ci sarà una motivazione storica, o forse psico-sociologica ?
Posso azzardare che Alba portasse camicie bianche ? Sicuramente ne era una fedelissima la mia amata Mila Schon !

p.s. Vedi che ho vinto la timidezza e ho scritto sul blog ?

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.