Lisa Corva

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Come chi mira in ciel fisso le stelle… Gaspara, poetessa del Cinquecento, e #AstroSamantha.

Lunedì, 24 novembre 2014 @08:55

"Come chi mira in ciel fisso le stelle…"
(Gaspara Stampa)

Che cos’avrebbe pensato una poetessa del Cinquecento di una donna nello spazio? Lo so, l’accostamento, oltre che interstellare, è bizzarro. Forse perché sono appena tornata da Ferrara, terra dell’Orlando Furioso… Ma oggi, il giorno delle "gesta" di #AstroSamantha, ovvero Samantha Cristoforetti, la prima italiana nello spazio, ho voglia di tornare indietro, indietro di secoli, indietro a un’Italia senza twitter e senza astronavi, senza televisione e senza automobili, un’Italia dove le donne che studiavano, scrivevano, amavano erano più rare delle astronaute.
Torno a Gaspara Stampa, poetessa italiana del Cinquecento, una delle poche e grandi poetesse del Rinascimento, quella che scrisse "Arsi, piansi, cantai; piango, ardo e canto". Nata a Padova, dopo la morte del padre si trasferì a Venezia con la madre e i fratelli. Bella e colta, amante del conte Collaltino di Collato (davvero, si chiamava così!) per cui compose centinaia di poesie: ora, certo, chissà quanti whatsapp gli avrebbe scritto, si sa che le donne innamorate sono grafomani… Così innamorata e così ossessionata che entrò nell’Accademia dei Dubbiosi con il nome di Anaxilla: dal fiume Piave, Anaxus, che passava per le terre del suo adorato conte. Ma cos’erano le stelle, il cielo, per Gaspara Stampa? Forse nient’altro che metafore del suo amore: "Io assimiglio il mio signor al cielo/ meco sovente. Il suo bel viso è ‘l sole; gli occhi, le stelle". O forse viaggi lontani con ippogrifi, stelle che governavano il mondo con le misteriosi leggi dell’astronomia e dell’astrologia… Stelle che guardava, di notte, quando cercava rime in laguna.
Eppure. Eppure mi piace pensare che Gaspara si sarebbe entusiasmata per una sua coetanea, una donna come lei, nel cosmo: l’avrebbe immaginata volante con fruscio di sete e crinoline; avrebbe lasciato le rime d’amore e di nostalgia per scrivere di astri, e avventure, di donne pacifiche guerriere che conquistano lo spazio. Un pensiero stellare, dunque, per le donne di oggi, e di allora. Quelle che guardano in alto.

1 commento

Carla | Lunedì, 24 novembre 2014 @18:40

Condivido tutto quello che hai scritto e ancora di più dopo aver visto Interstellar! Lo so, sul domenicale del Sole 24 ore non hanno fatto una buona recensione, però a me è piaciuto proprio perchè parla di amore e di stelle e cosa può fare l'amore per le stella e per chi rimane a terra.
Non so se Domo, che è molto più ferrato di me in cinema, sarà d'accordo ma a te, Lisa, che, forse, sei comunque un spirito onirico consiglio di vederlo.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.