Lisa Corva

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Perché ogni discorso sul mondo, alla fine, è un discorso sull’amore.

Mercoledì, 26 novembre 2014 @09:28

"Per quanto ormai scrivessi e ragionassi in lungo e in largo di autonomia femminile, non sapevo fare a meno del suo corpo, della sua voce, della sua intelligenza. Fu terribile confessarmelo, ma seguitavo a volerlo, lo amavo più delle mie stesse figlie… Ero incapace di essere ‘io’ il modello di me stessa. Senza di lui non avevo più un nucleo a partire dal quale espandermi fuori dal rione e per il mondo, ero un mucchio di detriti."
(Elena Ferrante)
Perché ogni discorso sul mondo, alla fine, è un discorso sull’amore.

E dunque l’ho finito. Ho finito anche il quarto volume dell’Amica geniale: la "Storia della bambina perduta", di Elena Ferrante (edizioni e/o), da cui è tratto questo passo. Quarto e ultimo volume: qui finiscono le storie intrecciate di Lila e Lenù, le amiche del rione, le bambole perdute, l’uomo di cui entrambe si innamorano… Qui, in questo quarto volume, che avrei desiderato non di 450 pagine, ma di almeno il doppio: perché avrei voluto che Elena Ferrante – chiunque sia – mi raccontasse di più di quegli anni, degli anni Settanta e del femminismo, delle Brigate rosse e di Mani Pulite, di come fa una donna a perdersi per un uomo, e ritrovarsi, trovarsi, costruire e costruirsi. Perché ogni discorso sul mondo, alla fine, è un discorso sull’amore.

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Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.