Lisa Corva

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Non c'è sonno che basti per il tuo vuoto.

Lunedì, 22 febbraio 2010 @07:17

"Non c’è sonno che basti per il tuo vuoto".
(Ada Salas)
Non ci sei. Sei altrove, lontano da me. Mi rimane solo la tua ombra: il desiderio che provo per te. Ma come mi graffia, ogni giorno, la tua assenza. Come sono lunghe le notti, che scavano nella voglia di te.

Il verso che ho scelto per City oggi, lunedì 22 febbraio, della poetessa spagnola Ada Salas, è un regalo di Pablo, lettore del blog. La poesia per intero è:

"In quale paese andrò a cercarti
adesso che riposi accanto a me
in forma di desiderio
uomo
la cui bellezza conoscevo
appena. Ogni giorno mi cinge
il suo cilicio di assenza.
Mi hai ferita di vita attraverso la tua morte
e non c’è sonno che basti per il tuo vuoto".

6 commenti

V.I | Lunedì, 22 febbraio 2010 @19:16

VERRO’ A CERCARTI

Sull’arduo colle ti ho lasciata
da cent’anni.
Sussulta il rigagnolo a notte,
lungo i rialzi nel giunco
ricurvo.
Come allora è quieto
il borgo,
verrò a cercarti lungo quei viali
di ricordi!
Torno vivo come allora
nel giorno,
dove tu ancora aspetti … che io ritorni.

Adele | Lunedì, 22 febbraio 2010 @16:09

Non sono così sicura che questa poesia, intrisa di sofferenza così carnale sia dedicata a un soggetto maschile. "..in forma di desiderio uomo.." Questo dubbio la rende, almeno per me, molto intrigante.

Lila | Lunedì, 22 febbraio 2010 @16:03

Questa poesia da quanto è bella mi fa commuovere. Questo vuoto l'ho percepito in alcuni momenti. Ringrazio te, Lisa, e Pablo che ci ha permesso di conoscere un'interprete così profonda. E' vero, non occorre la morte fisica per sentire tanto l'assenza di una persona che abbiamo amato.

Giusy | Lunedì, 22 febbraio 2010 @12:14

Intensa, la poesia di oggi.
Cambio argomento per rispondere alle tue domande. ho 67 anni, i piedi a Roma, la testa a Milano e il cuore a Trieste.Sai, Lisa, leggerti giova al mio umore: Una specie di effetto lifting, in senso figurato, s'intende!
Ultima cosa: l'anonimato è stato involontario perchè sono alquanto maldestra con questo aggeggio.

LISA | Lunedì, 22 febbraio 2010 @09:07

Grazie davvero, Pablo, per avermi/averci regalato i versi di Ana Salas, e anche per le tue parole di commento. Sai, pensavo alla morte come morte; e invece è bellissimo, e struggente, interpretare quella morte come assenza di chi amiamo.

Pablo | Lunedì, 22 febbraio 2010 @07:19

Io penso che la poesia parli dell’assenza di quest’uomo, non del dramma della sua morte. Si parla di riposo accanto alla donna, di desiderio, di bellezza, non sono sensazioni da associare alla morte fisica. Il cilicio d’assenza la cinge, cioè è sensuale, è ferita di vita…. dalla morte di questo rapporto, che per lei è la morte stessa dell’uomo, e quasi di se stessa in questo acuto di dolore … sempre sensuale.
Non c’è sonno che basti al suo vuoto, è sempre il letto il luogo dal quale si pensa l’uomo, il letto dove hanno fatto l’amore. Sono i baci, gli abbracci, la passione che le mancano. Non è un funerale, è sesso, così bello.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.