Lisa Corva

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Pane, aria cruda, formaggio.

Giovedì, 25 febbraio 2010 @07:42

"Avevo comprato a Villa San Giovanni qualcosa da mangiare, pane e formaggio, e mangiavo sul ponte, pane, aria cruda, formaggio, con gusto e appetito perché riconoscevo antichi sapori delle mie montagne e persino odori, mandrie di capre, fumo di assenzio, in quel formaggio".
(Elio Vittorini)

Tutto quello che c’è, nel cibo della nostra terra, della nostra infanzia: paesaggi interi, notti, colori; un mondo di cui sentiamo ancora intero, in bocca, il sapore.

(La frase dello scrittore siciliano Vittorini, che ho scelto per la mia rubrica di City oggi, è sfilata da "Conversazione in Sicilia". Ma io l’ho presa da un’antologia che mi ha regalato un’amica innamorata di quella terra: "Cento Sicilie", Bompiani, a cura di Gesualdo Bufalino e Nunzio Zago)

Cibi dell'infanzia, cibi del passato: qual è il vostro?

10 commenti

Lei e il suo caffè al ginseng | Venerdì, 26 febbraio 2010 @00:56

Infanzia: mi sa di acqua e zucchero quando non dormivo e di pasta e fagioli! Ma più di tutti il vietatissio Estathè! Ero spesso inappetente e mia mamma mi vietava di berlo perchè a suo dire toglieva l'appetito, allora lo bevevo rubando un sorso dalla cannuccia di qualche bambino. Adesso lo posso bere dalla bottiglia e a grandi sorsi. Mia madre con quel divieto non poteva farmi regalo piu' grande, oggi ad ogni sorso sento ancora il sapore della conquista!

Rafaledevent.splinder.com | Giovedì, 25 febbraio 2010 @22:46

Il cibo della mia infanzia non esiste praticamente più ed è come se mi mancasse oggi quel pezzo di vita , così come si sono perduti nel tempo quei giochi col cerchio della bicicletta, le frecce con le stecche degli ombrelli , con le piastrelle e il sussi ecc. ecc. Del resto tutto muta e cambia velocemente e se si vuole sopravvivere in un mondo di adulti in cui gli adulti non esistono più dobbiamo reinventarci il mondo. Buona serata .R

Lila | Giovedì, 25 febbraio 2010 @22:13

Ci sono vari cibi che ricordo dell'infanzia. Il primo è la classica fetta di pane bagnata con sopra lo zucchero, poi c'è la pannocchia abbrustolita che, se ci penso, ancora adesso mi viene l'acquolina in bocca. Ed infine il basilico, un'erba il cui profumo mi fa impazzire. E tu Lisa hai un cibo che ti ricorda l'infanzia?

Viv | Giovedì, 25 febbraio 2010 @20:12

Ciao Lisa, il mio cibo dell'infanzia è purè di patate e carote! Magari non è appetitoso come altri, ma dentro c'era tutto l'amore della donna che mi ha cresciuto: la mia tata Angela... Ancora posso sentirne l'odore quando ci penso. E' il mio cibo dell'amore! E non l'ho preparato mai per nessuno...Che strano!

carla | Giovedì, 25 febbraio 2010 @18:46

Il mio cibo dell'infanzia è il ricordo della conserva di pomodoro che la mia nonna faceva tutte le estati. Era coinvolta tutta la famiglia e noi bambini sapevamo di essere cresciuti perchè ogni anno lei ci assegnava un compito: lavare i pomodori, travasare la salsa nelle bottiglie, sigillare i tappi... ecc.
Mi piace questo ricordo perchè ricorda quel film "Come l'acqua per il cioccolato" dove la cucina è quella trasmessa dalla famiglia e dove tutti partecipano con il loro contributo.
Non se sia capitato solo a me, ma la giornata di oggi mi ha messo una strana euforia: il sole tiepido, il cielo azzurro Milano è splendida in giornate come queste!
Possiamo tirare fuori le nostre camice bianche?!

Aria | Giovedì, 25 febbraio 2010 @14:53

Odore di origano in estate, di vincotto a Natale, di erba fresca in primavera e di caldarroste in autunno.

Cam | Giovedì, 25 febbraio 2010 @14:40

I cibi della mia infanzia hanno ora un retrogusto amaro. Il loro ricordo è acido per il mio stomaco. Vorrei esplorare nuovi sapori con le mie papille, sapori di terre fresche e lontane: spezie d'oriente e mari del sud. Nuovi profumi vorrei invadessero quei locali, ventate d'aria fresca a rimuovere odori stantii. Nuova luce per dar risalto a colori pieni di vita ed energia: oro, rosso rubino, giallo zafferano, ocra, arancio, verdi dalle mille sfumature in terraglie color del cielo disposte su condide tele . Vorrei esplorare novi mondi perchè al passato proprio non voglio pensare.

Marina | Giovedì, 25 febbraio 2010 @14:08

l' odore del pomodoro sul pane un po' inumidito con olio e sale, odore di panzanella, di casa di merende al sole capitolino, con mamma e fratello, sono sempre stati con me anche nel freddo nord. E che odori e sapori si portera' mio figlio? Quelli della sua terra o della mia? Ma forse non sono poi cosi' diversi, e' sempre lo stesso sole, del sud, di gente calda, di olio, limone e miele, lo stesso ceppo del meridione. Si portera' con se' questi primi giorni fantastici che passiamo insieme, con lui che sta appiccicato come se avesse paura di perdersi questa nuova mamma. Non sa che non mi perdera' mai, e cosi' lo guardo e gli canto la pappa col pomodoro, perche' nella sua testolina rimangano le prime parole in italiano della sua vita che cambia!

Sabrina | Giovedì, 25 febbraio 2010 @09:26

Anche a me è sempre piaciuto il viaggio sul traghetto, mangiare gli arancini sul ponte e piano piano guardare l'avvicinarsi dei monti..Che bella la Sicilia, anche il paesaggio sembra emanare il calore della sua gente!

Arcangela | Giovedì, 25 febbraio 2010 @08:54

Sento odore di salsedine, di distese infinite di fiori selvatici, e di melanzane fritte a prima mattina! Ops, sto sognando la mia Puglia. Buongiorno Lisa

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.