Lisa Corva

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Quel che sussurra la pioggia.

Venerdì, 26 febbraio 2010 @07:27

"Si rese conto che il silenzio era fatto di bisbigli: pioveva dietro la finestra, ma non era una rumorosa pioggia invernale, era una pioggia frusciante, felpata, quasi primaverile. Mormorava, sospirava, raccontava qualcosa scivolando sul vetro, gocciando dai cornicioni, fondendosi col vento. Era come uno sfregamento, come il rumore di una foglia che venga accartocciata…"
(Nina Berberova)

Quel che sussurra la pioggia.

(La frase è della scrittrice russa Nina Berberova, di cui continuo a regalare e consigliare un piccolo libro-gioiello, "Il giunco mormorante", Adelphi. Quella di oggi è tratta invece dal romanzo "Il Capo delle Tempeste", Guanda: storia di tre sorelle, di tre madri diverse, in fuga a Parigi dopo la Rivoluzione d’Ottobre. Storie d’amore e d’esilio)

Mi sono svegliata, stamattina, con la pioggia che batteva sui vetri. Nel buio del letto ancora caldo ascoltavo, cercavo di capire che cosa mi sussurra, la pioggia.

15 commenti

baramba@hotmail.it | Domenica, 25 aprile 2010 @15:47

Mi chiamo Chiara,leggo ogni giorno quello che scrive nel Buongiorno,ed ho maturato un pensiero,nei mesi.
Dovremmo scrivere qualcosa insieme,sì.

speranza | Lunedì, 1 marzo 2010 @21:20

marina, che bello ritrovarti qui come ai vecchi tempi, ma finalmente con COSE NUOVE e BELLE. Un saluto a te e allo splendido nucleo familiare che si e' formato, come sai io sto qua ancora "in attesa", ma nell'attesa ( in questi anni che mi hanno appena portato ai 40) HO VISSUTO e questo e' gia' bellissimo.
per lisa, sono stata in kenia, il safari e' stata un'esperienza nuova e sorprendente, peccato non avere provato prima.
e, per ultima cosa, suggerisco un film (per chi non l'avesse gia' visto) MERAVIGLIOSO, "IL CONCERTO". Se si ama la musica, e' imperdibile, ridi e piangi mentre lo vedi e neanche te ne rendi conto.
un caro saluto a tutte/tutti, AMANTI di questa vita, comunque sia...

Cam | Lunedì, 1 marzo 2010 @15:51

Dai Lila non essere triste, buttati nella pioggia e nel vento cercando nuove energie. Al tuo D'Annunzio rispondio coi più leggeri Eurythmics (per qualcuno sarà un po' una bestemmia, ma ...).

Here comes the rain again,
falling on my head like a memory,
falling on my head like a new emotion.

I want to walk in the open wind.
I want to talk like lovers do.

....

Ciao

Lila | Domenica, 28 febbraio 2010 @19:05

Piove
una goccia sul mio viso
Piove
i nostri respiri che non sono più
Piove
ascolto il vento
ascolto il mare
tutto mi porta lontano da te.

LISA | Domenica, 28 febbraio 2010 @08:35

Per CLARA MADRE ADOTTIVA: ma quale intrusione? Il blog non è più solo rosa, è di tutti i colori. Ed è stato bello rileggerti. Torna! Per CAM: la pioggia sussurra, il giunco mormora, e noi "ci riempiamo di speranza come nuovo sangue"). Proprio ieri ho comprato due copie del meraviglioso "Il giunco mormorante" della Berberova, regalo per due amici. In libreria, tra le luci al neon, ho riletto l'inizio: ancora una volta stregata, quasi un incantesimo. Per ROMANA: libri e fiori. Ma sai che una mia amica, prima di comprare un libro, lo apre e lo annusa?

SARA STAGISTA | Sabato, 27 febbraio 2010 @15:46

...solo per dirti che la mia pioggia racconta della mia laurea, della fine dei miei studi e dell'avvio di un fortunato (spero) nuovo inizio..:) un abbraccio Sara

Marina (sempre in Marocco) | Sabato, 27 febbraio 2010 @02:05

Clara che bello quanto ho pensato a te in questi giorni! Provo a mandarti stasera una mail con le foto di jadino, ma se non ti arriva mandami una mail tu e ti rispondo. Scusate la comunicazione 'di servizio' ! E' una gioia che cresce ogni gionro, perche' ogni giorno si ha la consapevolezza che qs esserino (che comunque mangia come un matto!) restera' sempre con me, lo vedro' parlare e crescere, lo vedro' sorridere e nuotare. Per ora lo vedo camminare ogni giorno piu' rapido, stupirsi del mondo che non aveva visto e gioire della sua voglia di vivere. Non sento nessuna fatica, non sentiamo le ore di sonno mancanti, magari piu' in la', per ora pensiamo solo al sorriso con il quale ci premia tutte le mattine al suo risveglio. Abbiamo conosciuto qui delle persone meravigliose, coppie e single con storie piene di dolore con tantissimo ancora da dare. Insieme a noi stanno facendo chilometri ed ore di fila tutti i giorni per mettere insieme tutti i documenti e rientrare finalmente a casa. Molti si stanno caricando di bambini con storie e problemi enormi, li invidio e li aiuto finche' posso. Tra poco ognuno tornera' nel suo paese, ma saremo lontani e vicini per sempre, qs giorni e qs bambini ci legheranno. Vorrei ringraziarli tutti, ognuno di loro ci ha insegnato cose preziose, che il nostro dolore non era ne' unico, ne' il piu' forte e tutti con pazienza e tenacia abbiamo trovato questo cammino. Ringrazio Micheline per le belle parole per essere sempre accanto, cosi' come Speranza, so che ce la farete anche voi e presto porverete tutto questo, e poi Silvia che mi segue, presto vi presentero' Jad. E ringrazio tutte voi e Lisa ancora ed ancora. Ma soprattutto ringrazio il Marocco paese MERAVIGLIOSO e la sua popolazione cosi' gentile e disponibile, non dimentichero' mai questo viaggio. E si Lisa alla fine abbiamo adottato qui perche' in Sri Lanka i tempi erano molto lunghi... a presto

Lila (a proposito di pioggia) | Venerdì, 26 febbraio 2010 @23:06

Della vita di Gabriele D'Annunzio, della sua morale, non approvo niente ma c'è una poesia che mi è sempre piaciuta molto.
LA PIOGGIA NEL PINETO

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitío che dura
e varia nell'aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancóra, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

Ascolta, ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s'ode voce del mare.
Or s'ode su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
è muta; ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.

Piove su le tue ciglia nere
sìche par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le pàlpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alvèoli
con come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i mallèoli
c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri vólti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione.
Bella vero?

Piove | Venerdì, 26 febbraio 2010 @22:54

Che bella la pioggia quando si è dentro casa sotto le pezze (coperte) e sai che puoi permetterti di riposare un pò di più il sabato e la domenica, che bella la pioggia quando si colora (Lisa capisci vero?), che bella la pioggia quando, appena finita, ci regala quelle bellissime gocce di rugiada. Devo dire, Lisa, che io preferisco il sole ma anche la pioggia ci fa dei bellissimi regali e forse ci fa apprezzare ancora di più una nitida giornata di sole. Un soffio a Marina e a Clara. p.s. la canzone naturalmente è del mitico Lorenzo Cherubini. Lila

micheline | Venerdì, 26 febbraio 2010 @17:38

Grazie Marina,sei la mia forza.In un'attesa dove la pazienza si perde facilmente,dove pensi di non farcela perchè trovi degli ostacoli,perchè forse non ti senti pronto,perchè hai paura di una cosa così grande :IL DONO DELLA VITA,che non cresce dentro te ma in un'altra donna,che un giorno inconsapevolmente ti farà felice e ti farà piangere di gioia...io guardo te,Nazim e Jad nelle bellissime foto e mi dico DAI ce la farai.Grazie mia meravigliosa amica per tutte le belle cose che mi hai insegnato:pazienza,tenacia e amore.Un bacio a Jad mio nipotino virtuale

Romana | Venerdì, 26 febbraio 2010 @16:35

apprezzo il tuo modo di invitarci alla lettura. Per quanto mi riguarda, i regali piu'graditi sono i libri e i fiori, specialmente se profumati (i fiori).A proposito di pioggia, ricordo che uno dei miei figli, da piccolo, correva in giardino ad accogliere la pioggia a braccia aperte e con le palme delle mani rivolte verso il cielo.Credo continui ancora a farlo. Non usa quasi mai l'ombrello. Io preferisco la leggerezza e il silenzio della neve.

Clara aspirante madre adottiva-il ritorno | Venerdì, 26 febbraio 2010 @16:06

Ciao Lisa leggo sempre il blog e leggo sempre i commenti.Ho poco tempo da quando è arrivato il mio bimbo dallo Sri Lanka, ma la notizia di Marina, della quale non avevo più notizie, mi ha veramente riportata al vecchio blog.Sono molto felice per lei e suo marito, auguro loro la felicità e la gioia che mio figlio sta regalando a noi.
Noi ora siamo in attesa della seconda adozione.Scusate l'intrusione.

Cam | Venerdì, 26 febbraio 2010 @15:38

Cara Lisa, cosa sussurra quel silenzio fatto di bisbigli che intercorre tra suoni di gocce che battono sui vetri? Un silenzio che passa quasi sempre inosservato, cui quasi mai si presta attenzione e che invece probabilmente parla, incompreso. Intervalli silenziosi, spazio immateriali in cui immergerci per esplorare i territori sconosciuti di quella nostra identità di cui nessuno sa nulla, forse nemmeno noii. Qualcosa di simile o che forse sta ancora più in là di quella terra di nessuno (la "no mann's land" di Nina) in cui rifugiarci per "incontrare noi stessi".

Hai lanciato un sasso nello stagno, cara Lisa. Hai smosso quel velo opaco che si forma in superficie e che troppo spesso ci impedisce di guardare l'universo che sta sotto il pelo dell'acqua. Io, incuriosito, mi sono tuffato in questo nuovo mondo per cercare di conoscerlo un po' meglio e quel "Giunco mormorante" (pianta che solitamente cresce in prossimità degli stagni e che oscillando sembra emettere suoni simili a mormorii di persone) è già nella lista dei miei prossimi acquisti.
La mia speranza è che, respirando un po' l'ossigeno che tu e gli affezionati del blog riuscite a farmi arrivare, si avveri - almeno in parte - quella che Nina, con parole profetiche, racconta all'inizio del suo libricino: «Nella vita di ognuno esistono momenti quando la porta sbattuta all’improvviso e senza alcun visibile motivo di colpo si riapre, quando lo spioncino chiuso un attimo fa viene di nuovo aperto, quando un brusco "no" che sembrava irrevocabile si muta in "si", momenti in cui il mondo intorno a noi si trasfigura, e noi stessi ci rempiamo di speranza come di nuovo sangue.»

marlene | Venerdì, 26 febbraio 2010 @13:35

mi somigli

Andrea Rényi | Venerdì, 26 febbraio 2010 @09:46

Stupenda citazione, mia ha fatto venire la voglia di leggere il libro. Grazie Lisa, mi fai cominciare sempre bene le giornate.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.