Lisa Corva

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In tutta quella tempesta dell’anima giunse la primavera.

Giovedì, 19 marzo 2015 @09:19

"In tutta quella tempesta dell’anima giunse la primavera."
(Karl Ove Knausgård)
La nebbia, la solitudine, la malinconia, l’inverno, l’inverno del cuore; e poi solo la voglia di accogliere, e abbracciare, il disgelo inarrestabile della primavera.

In omaggio alla primavera, che comincia – almeno da calendario, domani, 20 marzo, equinozio di primavera – un Buongiorno che ha dentro tutto il disgelo dei paesi nordici, così ben raccontati nel libro da cui l’ho sfilata: "La morte del padre", del norvegese Karl Ove Knausgård (Feltrinelli, traduzione di Margherita Podestà Heir). 505 pagine (ed è solo il primo volume) che parlano, in un qualche modo, della morte del padre appunto… Val la pena di leggerle, 505 pagine che parlano di questo, con pagine e pagine che raccontano magari solo di una festa di Capodanno tra teenager con le birre in un sacchetto di plastica? Sì. Vale la pena – e non ci credevo neppure io – ma il vikingo norvegese ha una forza trascinante: ti tira dentro il suo mondo, ed è come spiare un ragazzo e poi un uomo che cresce, dal buco della serratura. E’ un Bildungsroman oversize, l’avventura di un ragazzo che diventa uomo. Le feste, il guardarsi allo specchio, le ragazze e i turbamenti, il sesso, l’indecisione e l’alcol, e un bellissimo inaspettato passaggio in cui, da studente, va ad intervistare il poeta norvegese Olav Hauge, a cui ho rubato tanti Buongiorno. Capisco perché Knausgård sia diventato un tale bestseller; e, chiusa la cinquecentesima pagina, aspetto anch’io il prossimo volume. Intorno a un uomo.

4 commenti

Alessandra R. | Lunedì, 23 marzo 2015 @11:26

Bildungsroman ovvero parole nuove. Son sincera: ho cercato questo termine in quanto mai sentito. Ecco il bello di te, Lisa, è che non sei solo fonte a cui attingere pensieri stupendi e ispiratori. Ma si impara, tecnicamente, sempre qualcosa.
E di nuovo attendiamo questa nuova stagione: che la primavera ci porti via il torpore e il grigiore invernale per lasciarci grandi sprazzi di sole, cieli blu e speranze.

LISA | Venerdì, 20 marzo 2015 @08:20

"Il gruppo" della McCarthy, vero? La storia intrecciata di otto ragazze appena laureate e di un'America anni 50 e 60. Un libro che fece scandalo. Lo lessi da ragazzina a casa di mia zia; e poi l'ho ritrovato, tanti anni dopo, allo Strand di New York, una meravigliosa libreria di libri usati a Manhattan. Un bel libro per capire quello che avevamo - e quello che non avevamo. Le nostre madri, le nostre nonne. Quel che è rimasto uguale: la voglia di innamorarsi. Quel che è cambiato: la sicurezza dei propri diritti. Donne e libertà.

Carla | Giovedì, 19 marzo 2015 @16:34

Una sorta di Elena Ferrante al maschile! Bello lo leggeró, intanto sto leggendo"Il gruppo ' molto interessante, un libro per che in fondo le donne hanno sempre saputo dove volevano arrivate

Lilabella | Giovedì, 19 marzo 2015 @12:05

Per me è la primavera ad essere una tempesta, è dolcezza ma turbinio del cuore e dei sentimenti.
Un sorriso a te Lisa e al salotto verde aspettando domani!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.