Lisa Corva

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Vecchi cardigan e vecchi miti. Le nostre meravigliose illusioni d’amore.

Lunedì, 27 aprile 2015 @09:12

"Perché le donne preferiscono i vecchi miti, quando si arriva al dunque. Vogliono credere che stanno per essere scoperte, in un momento in cui sono al meglio di sé, dietro una porta chiusa, proprio mentre pensavano che tutto fosse perduto, da un uomo che ha combattuto sui vari continenti e abbandona tutto ciò che può aver incontrato sul suo cammino per reclamare il suo diritto su di loro. Ah, se solo fosse vero!"
(Anita Brookner)
Vecchi cardigan e vecchi miti. Le nostre meravigliose illusioni d’amore.


Il Buongiorno di oggi viene da un #librochemiaspettava: "Hotel du Lac", di Anita Brookner (Neri Pozza). Un libro che mi aspettava esattamente dal 2011, anno in cui Neri Pozza l’ha pubblicato (con la traduzione di Marco Papi), o forse dagli anni Ottanta (ha vinto il Booker Prize nel 1984). Ma non importa da quando: mi aspettava, semplicemente, nel mio studio, sul tappeto, nella pila dei libri impolverati, un po’ annoiati, da dove a volte pesco per il bookcrossing, e a volte mi appassiono con colpevole incantato ritardo.
E che meraviglia, passare questi giorni insieme ad Anita Brookner, il suo tono di voce sommesso ma deciso, come le scrittrici inglesi che mi piacciono tanto: Elizabeth von Arnim, Barbara Pym, Stella Gibbons… Che meraviglia seguire la protagonista, sul finire dell’estate, in un albergo su un lago svizzero, demodé come il suo cardigan; uno di quegli alberghi e quei laghi sbiaditi come certi vecchi acquarelli. La protagonista che, come scopriremo, è una scrittrice: scrive romanzi d’amore, sentimentali, romantici; ma d’amore, come sa e come scopriremo anche noi, non capisce (quasi) nulla. E le donne aspettano davvero di "essere scoperte dietro una porta chiusa, proprio quando tutto sembrava essere perduto"? Chissà. Le donne non vogliono più rimanerci, dentro quella camera chiusa, a volte troppo calda o troppo fredda, in quell’Hotel du Lac. Anita Brookner, che ha 86 anni, lo sa. Ma ci fa pensare lo stesso, con delicatezza, alle nostre meravigliose illusioni d’amore.

3 commenti

Carla | Lunedì, 27 aprile 2015 @13:32

Non mi piacciono le porte chiuse! Però devo dire che sul finire della giornata chiudermi in camera per dire a tutti: Basta io ho finito!, mi piace

LISA | Lunedì, 27 aprile 2015 @10:37

Sai, Alessandra, che leggendoti mi sembra di essere proprio lì, a chiacchierare di questo libro, con una tazza di tè, nella sala dell'Hotel du Lac, fuori invece un'incerta giornata di primavera? E al tavolo accanto c'è Emma, la protagonista. Sta scrivendo un messaggio sul suo smartphone (nell'84 non c'erano). Chissà cosa le è successo nel frattempo...

Alessandra R. | Lunedì, 27 aprile 2015 @10:25

Un buongiorno tenero, come il plumcake homemade che mi sto gustando con l'immancabile tazza di tè, perfetto per far contro a questa giornata uggiosa, di lunedì poi... Quando ho letto Hotel du Lac, probabilmente sotto effetto inconscio delle tue recenti trasferte, l'ho localizzato proprio in un angolo suggestivo della Svizzera! Questa immaginazione dai risvolti azzeccati mi piace, come non ho potuto fare a meno di sorridere al tuo bookcrossing: capita anche alla sottoscritta di ripescare libri abbandonati; perchè è sempre così: entri in libreria, prendi, ispirata dal momento, fai il mucchio e poi quel libro che tanto ti aveva entusiasmato, diventa bersaglio fisso per la polvere. Ma una spolverata e quasi per magia quella storia, quel racconto, diventano intriganti. E va bene così, perchè probabilmente quello era il momento giusto per leggerlo. Come ora il momento perfetto per lasciarsi coccolare dalle tue storie.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.