Lisa Corva

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La vita comincia da qualche parte con il profumo alla lavanda.

Sabato, 9 maggio 2015 @14:21

"La vita comincia da qualche parte con il profumo alla lavanda".
(André Aciman)
C’è sempre un profumo che ci parla di noi, di terra, di paesaggi, di ricordi, di vita. Un profumo che siamo noi.

Per me la lavanda è: spighe di lavanda nel mio armadio, raccolte dalla mia terrazza nel mio altrove, che perdono grani ma anche profumo, e il dispiacere perché la mia lavanda non ha resistito all’inverno (proprio oggi ne ho comprato un’altra, ancora piccola e non sbocciata ma profumatissima: mi ricorda, come sempre, certe terre accanto al mare). Per Aciman, uno dei miei scrittori preferiti, così come lo racconta nel libro di racconti-saggi "Città d’ombra" (Guanda), la lavanda è la colonia che usava il padre, in Egitto; ed è il profumo che ha segnato tutta la sua vita… Per me invece è quello di rose. Acqua di rose Roberts, nella bottiglietta blu di plastica, che uso da sempre; crema alle rose per il viso, quella di Dr Hauschka o quella ancora più delicata di Korrès che chiedo agli amici che vanno in Grecia; profumi alla rosa, tutti, da quello che porta il mio nome, Elizabethan Rose di Penhaligon’s, alla mia nuova passione, quello di Hermès (cito i brand non perché io sia sponsorizzata: magari! questo è un blog libero e indipendente. ma perché sono sempre alla ricerca di suggerimenti passaparola, e immagino anche voi...).
Insomma: rose e petali. Quando è uscito il mio primo romanzo, "Confessioni di un’aspirante madre", avevo fatto scrivere, sul retro di copertina: Lisa Corva non porta l’orologio e usa solo profumi alla rosa. Sono passati, vediamo… dieci anni? Dieci anni e quanti profumi alla rosa provati, quanti flaconi, quanti petali, quante delusioni, quanti sogni ancora.

La frase di Aciman, che sa di profumi che raccontano pezzi di passato e mondi, è anche il mio #spillo su Gioia di questa settimana.

10 commenti

LISA | Mercoledì, 13 maggio 2015 @08:15

Che bello questo ricordo di lavanda in tasca!

Valentina Maria Elisabetta | Martedì, 12 maggio 2015 @13:59

Per me la lavanda è la mia infanzia, quando da bambina mettevo il naso fuori dalla finestra e sentivo il profumo della pianta dei vicini. allora uscivo, ne prendevo un po' e la mettevo in tasca.
Lavanda è casa, ricordi e passato. Per altro qui a Londra non l'ho mai vista...

LISA | Lunedì, 11 maggio 2015 @16:03

Il profumo di lavanda che sale fino alle stelle, la lavanda che custodisce il segreto dei cassetti. Che belle parole che mi avete regalato, grazie. Oggi il Buongiorno lo date voi a me...

Monique | Lunedì, 11 maggio 2015 @12:46

Fu la fata Lavandula a far attecchire la lavanda nelle terre di Provenza.
Sfogliando un libro di paesaggi alla ricerca di un luogo in cui vivere, si imbatté in un'illustrazione della Provenza. Che terra arida e incolta era quella! La fata pianse, le lacrime macchiarono la carta, per rimediare al danno, lei colorò il cielo di blu e di viola. Così, da allora, la lavanda cominciò a crescere e a prendere possesso del paesaggio provenzale.
Sarà pure una fiaba questa storia, il fatto però che da quando, tra giugno e luglio, si arriva in Provenza e per strade ora tese ora serpeggianti si sale sul plateau di Valensole non si può sfuggire a una sensazione di miracolo, vero Lisa?
"Qui la lavanda profumava fino alle stelle", diceva il poeta Arthur Rimbaud...
Buona settimana!
Monique

Alessandra R. | Lunedì, 11 maggio 2015 @10:03

"Al riparo dal tempo
in una scatola di legno odorosa di lavanda,
che nascondi nell’angolo più buio dell’armadio,
conservi la chiave della tua vita."
La chiave della vita non poteva che essere in una scatolina profumata di lavanda (comincia così una poesia di Hilario Barrero. Una poesia sullo scorrere del tempo). Buona settimana.... che sia profumata di rose, di lavanda, di cieli azzurri!

LISA | Lunedì, 11 maggio 2015 @08:20

Il profumo, la musica e il gusto? Ovvero la madeleine di Proust: qualcosa che si scioglie in bocca e ci riporta immediatamente indietro nel tempo. Forse è vero, Enzorasi (strano nickname: mi racconti chi sei?); ma anche la scrittura è una macchina del tempo. Perché ferma e spiega.

Enzorasi | Lunedì, 11 maggio 2015 @08:06

Il mio profumo è il sandalo, non ci sono che due modi di rivivere la vita: il profumo e la musica. La scrittura viene dopo. Non sono sicuro che questo commento arrivi a destinazione.

LISA | Domenica, 10 maggio 2015 @22:55

Oggi, giornata della mamma, mi fermo da Grom: gelato al caffè invece del caffè, uno dei miei preferiti. La ragazza al banco mi dice: è la giornata della mamma, c'è la panna gratis… Rispondo: ma io non sono una mamma, purtroppo (pensando a quante volte l'ho detto con il pianto in gola). La ragazza non risponde e mi porge il gelato con doppia panna. Auguri a tutte: alle (ex) aspiranti madri come me, alle aspiranti mamme, alle mamme. Tutte comunque siamo figlie.

Chicca | Domenica, 10 maggio 2015 @09:05

10maggiofestadella mamma...
Auguri anche alle aspiranti mamme...molto più mamme di molte altre...
il mio profumo è sandalo....

Carla | Sabato, 9 maggio 2015 @22:03

Il mio è il muschio bianco in tutte le declinazioni e sto coinvolgendo anche la piccola donna, che dopo il bagno si profuma con la crema. Lei, però, ha scelto il fiordaliso... Insomma piccole donne crescono, con gusti diversi dalle mamme ma con on lo stesso stile (forse)

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.