Lisa Corva

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Primavera. Riscopro l’arte di passeggiare.

Lunedì, 18 maggio 2015 @09:52

"E secondo te io cosa diventerò?", le chiese Carl.
"Penso che saresti un ottimo flâneur", rispose Melinda.
(Caleb Crain)
Primavera. Riscopro l’arte di passeggiare.

Errori necessari. La prima cosa che mi ha colpito di questo romanzo (romanzone: 500 pagine, la cronaca quasi day by day di un anno di un ragazzo americano a Praga, nel 1990), è il titolo: "Necessary errors". Non li facciamo tutti, del resto? Errori necessari, scelte inevitabili, errori che dobbiamo fare, forse semplicemente per crescere. Per Jacob, l’alter ego dello scrittore, un ragazzo che va a Praga subito dopo la caduta del Muro, insegna inglese, e cerca di capire chi è (lui non lo sa ancora, ma noi lo sappiamo: un aspirante scrittore gay, con la sua Olivetti verde pallido portata da casa), l’errore necessario forse è andarsene da Praga, lasciare un amore appena trovato e un Paese che sta cambiando. O forse no. In ogni caso "Errori necessari", di Caleb Crain (66th and2nd, traduzione di Federica Aceto) mi è piaciuto: forse perché mi ha sbalzato indietro, non solo a una Praga e un Est Europa che ho conosciuto anch’io; ma a quegli anni in cui tutto sembra possibile, in cui tutto è possibile. In cui le strade e gli incroci e le deviazioni sono tutte lì, sulla mappa della vita, come nel bellissimo disegno di Philippine d’Otreppe che è la copertina, e che viene proprio da un suo "cahier de voyages". (Che belle copertine fa questa piccola casa editrice romana, ognuna è una sorpresa).

Ed ecco allora che quel "flâner", quel passeggiare quasi pigro, è l’arte della vita, un’arte da riscoprire: passeggiare, guardare, scoprire, pensare, prendere una strada sconosciuta, vedere cose nuove nel tragitto di sempre. Avere il coraggio di cambiare strada. Adesso, in primavera, quando la sera l’aria è dolce di tigli in fiore.

5 commenti

LISA | Lunedì, 18 maggio 2015 @11:49

Non credo che abbia a che fare necessariamente con l'età. Nel libro il protagonista ha poco più di vent'anni, ma in quella Praga del 1990 non corre, passeggia, esplora, scopre, anche la mappa dei suoi desideri e del suo cuore. E forse è bello questo poter pensare che in diversi momenti della vita possiamo, come altro posso dirlo?, cambiare marcia. O scendere dalla macchina.

Cristina | Lunedì, 18 maggio 2015 @11:17

È vero Lisa, c'è un tempo per ogni cosa. La riconquista della "lentezza" appartiene ad un' età più matura...
Gianni, forse ogni epoca ha i suoi miti e i suo demoni!

LISA | Lunedì, 18 maggio 2015 @11:11

Ma forse semplicemente c'è un momento per correre, e uno per passeggiare.

GIANNI | Lunedì, 18 maggio 2015 @10:56

CE LA FAREMO CRISITINA A FAR CAPIRE AI GIOVANI CHE NON VALE LA PENA DI BUTTARSI VIA CORRENDO??????PURTROPPO NON CAPISCONO CHE GIA' LA VITA E' UNA CORSA PER CUI RALLENTIAMO.

Cristina | Lunedì, 18 maggio 2015 @10:25

Ritrovare ritmi lenti, pacati, riassaporare i profumi, recuperare il piacere del tempo che scorre lento...sono un lusso che a volte ci sembra di non poterci permettere! Ma lo dobbiamo a noi stessi e soprattutto come insegnamento alle nuove generazioni, così frastornate dal mito della velocità e del fracasso!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.