Lisa Corva

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Un giorno nuovo che sembra un enorme regalo impacchettato di arancione, ancora tutto da scartare.

Martedì, 9 giugno 2015 @08:46

"Tutto il mare gigantesco e la sua acqua che non dorme mai, e le onde che arrivano da sempre e per sempre una dopo l’altra, toccano la riva e sembra che finiscono lì, ma invece non finiscono. Solo tornano indietro per farne salire altre e altre e altre, con una spinta che non so da dove viene ma c’è, sta là in fondo e ci manda su e giù, su e giù, in questo abbraccio caldo che non serve voltarsi per sentirlo, ci sta tutto intorno, mentre teniamo gli occhi là davanti, verso quello che ci porta la corrente, verso un giorno nuovo che sembra un enorme regalo impacchettato di arancione, ancora tutto da scartare".
(Fabio Genovesi)
Quei giorni che sembrano regali, ancora tutti da scartare. Vorrei alzarmi ogni giorno pensando così.

Il Buongiorno di oggi, questo giorno impacchettato come un regalo, è sfilato dal romanzo di Fabio Genovesi, "Chi manda le onde" (Mondadori), che ha appena vinto il premio Strega giovani. Le onde sono quelle del mare della Versilia, dove abita lo scrittore e anche i protagonisti del libro: una bimba sognante e albina, un bimbo orfano che viene dalla Russia e che conosce tutte le vecchie, dimenticate canzoni italiane, una mamma single e lievissima, un fratello che adora il surf, un uomo senza lavoro che passa da un giorno all’altro senza progetti e senza desideri, finché… Personaggi strampalati e sofferenti che si incontrano e, misteriosamente, trovano una loro felicità: perché ci sono giorni che sono regali. Forse dipende solo da noi?

4 commenti

Lilabella | Martedì, 9 giugno 2015 @11:07

Ti ho compresa benissimo Lisa!!! E' che a me quella cosa del riciclo (regalare una cosa destinata a me per darla ad un'altra persona) non mi è mai piaciuta. Ma è vero, a volte ci possono capitare regali indesiderati. Forse possiamo solo sperare di ricevere ogni giorno quello che ci basta (credo sia già tanto). Grazie della precisazione e un sorriso :-)

LISA | Martedì, 9 giugno 2015 @10:21

Più che altro, Lilabella, è che a volte scartiamo il regalo ed è una brutta sorpresa! Scherzo, ma non troppo. Hai presente quando ci fanno un regalo assolutamente inadatto a noi, qualcosa per cui rimaniamo basite e mormoriamo un poco convinto grazie? Bè, ci sono giorni così. Bisogna trovare un modo per rimpacchettarli e regalarli a qualcun altro. Riciclo creativo. (Ps premio Strega: è lo Strega Giovani. deciso da una giuria di ragazzi e ragazze tra i 16 e i 18 anni. Lo Strega vero e proprio non è ancora stato assegnato)

Lilabella | Martedì, 9 giugno 2015 @10:11

Questo pezzo che hai riportato del novello premio Strega mi piace molto così come mi piace molto il commento di Alessandra R.. Cercare sempre di trovare nel giorno che viene qualcosa di buono anche se mica è sempre facile eh?

Alessandra R. | Martedì, 9 giugno 2015 @09:17

La giusta prospettiva che, ahimè, spesso perdiamo di vista. Quella appunto di vedere un nuovo giorno come un regalo da scartare. Perchè ogni giorno che passa non si diventa più vecchi, ma più nuovi. Ci si rinnova sempre ad un nuovo giorno che si schiude appena svegli. E potere della mente o meno, dipende dal nostro approccio, dalla nostra volontà, a far sì che quel regalo sia come ci piaccia. E se non è come lo vorremmo dovrebbe sempre donarci uno spunto per qualsiasi cosa da fare, dire, essere il giorno dopo, con un nuovo regalo da scartare e aprire.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.