Lisa Corva

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Per fondere di nuovo l’inseparabile, salpando insieme a me dal Molo Audace.

Lunedì, 15 giugno 2015 @09:02

"Ho disposto alcuni treni per attrezzare la stazione,
un adeguato numero di navi per il porto,
ribattezzato il Molo Audace col vecchio nome di San Carlo.
Sono poche ancora le locomotive a carbone,
cingono la città a corone di fumo ebbro,
il bestiame si spaventa al passaggio delle merci e del lavoro.
S’ingalluzziscono i levantini e fanno i conti gli ebrei,
i dalmati ammiccano al vessillo del Lloyd Austriaco,
agli sloveni e ai boemi Micheze e Jacheze scandiscono le ore.
Sbavando i buoi trascinano enormi marmi
al ritmo delle seghe, e di scalpelli, martelli e punteruoli,
da sottocoperta escono cataste di sacchi di caffè.
Da Miramare la barca svetta come un bianco cigno,
un giovane poeta con l’amata va remando:
doveva esserci per fondere di nuovo l’inseparabile
salpando insieme a me da Molo San Carlo".
(Miroslav Košuta)
Torno indietro nel tempo, partendo dal Molo Audace.

A volte i Buongiorno mi vengono incontro per caso, per coincidenza. Come la poesia di oggi, che è così bella che l’ho trascritta intera: era sul domenicale del Sole24Ore, letto ieri ai tavolini del Caffè San Marco a Trieste (e tratta da "La ragazza dal fiore pervinca", Del Vecchio Editore, con la traduzione di Tatjana Rojc; lui è un poeta sloveno di Trieste, che non conoscevo, nato in Carso, a Santa Croce).
Bella la poesia, vero? E’ bello quando le parole riescono a farti viaggiare nei secoli e nel tempo. E’ bello quando ci sono parole che riescono a sorprenderti, per caso, al tavolino di un caffè rimasto intatto dalla Mitteleuropa; è bello quando passi il finesettimana a mostrare la tua città a un’amica che non la conosceva, un’amica che viene da un altro mare, e a ripassare con wikipedia sul telefonino cose che dovresti sapere, vedi l'antico nome del Molo (il Molo San Carlo cambiò nome in onore del cacciatorpediniere Audace, il primo a entrare in città nel 1918, alla fine della prima guerra mondiale); è bello quando proprio da quel Molo Audace prendi una barca per andare a prendere il sole e fare il bagno nel porto, alla Diga che è come una di quelle isole di legno vittoriane che c’erano un secolo fa in città. E’ bello quando l’inseparabile si fonde ancora. Trieste.

3 commenti

Brother | Lunedì, 15 giugno 2015 @22:52

quasi quasi vado a cercarrmi il libro...!

Cristiana | Lunedì, 15 giugno 2015 @14:55

... è bello avere un'amica che ti fa scoprire una città, e tu ti lasci portare, facendo decidere a lei dove, come e quando andare...

Giusy | Lunedì, 15 giugno 2015 @13:47

Mi piace, e molto, sentir parlare di Trieste.Ne ho sentite di storie vere, accadute in quella città. Prima del '18 e dopo, fino al 1956. Racconti di chi ha vissuto quegli eventi storici estremamente dolorosi. Alla "fin fine" perdonami, Lisa, sono arrivata a pensare che a Trieste il separabile riesce a fondersi con l'inseparabile.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.