Lisa Corva

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Di sera ci sono le lucciole nel mio giardino. Ogni sera mi sembra una piccola magia.

Giovedì, 18 giugno 2015 @08:19

"Il prato si era riempito di lucciole. Era la prima volta in vita mia che le vedevo e mi sembrava una magia. A un certo punto un bambino con cui avevo giocato per tutto il tempo si è avvicinato con le mani chiuse a conchiglia e mi ha detto di stare ferma. Ha dischiuso leggermente le mani davanti al mio viso, illuminandolo con la luce di una mezza dozzina di lucciole. Volevo vederti ancora un po’, ha detto. Io sono scappata via".
(Enrico Remmert)
Estate, piccole magie.

Di sera ci sono le lucciole nel mio giardino. Ogni sera mi sembra una piccola magia.

Per raccontarlo rubo le parole a uno scrittore italiano, e le trasformo nel mio #spillo della settimana su Gioia. Sono sfilate dal suo romanzo "Strade bianche" (Marsilio).

22 commenti

Marta | Domenica, 28 giugno 2015 @17:15

@Lady C: grazie della solidarietà,
un sorriso a te.
Marta

una a caso | Sabato, 27 giugno 2015 @17:05

ciao marta , va un po' meglio oggi ? spero proprio di si hai tanti amici , ma non ti servono ,cerca la forza dentro di te ..... ci sarà senz'altro una prossima volta con " a better one " chi di noi non conosce la tua disperazione di questo momento alzi la mano ? vedi quante mani alzate ? 10,100,1000 .... ma poi l'uomo giusto ti verrà incontro con un bel sorriso ..e tu capirai ... posso abbracciarti ?.

Lady C: | Venerdì, 26 giugno 2015 @18:23

C'è poco da capire in un tradimento. certo, quando lo viviamo sulla nostra pelle fa male e mi sembra inutile chiederci "dove ho sbagliato?" Nessuno sbaglio credimi Marta. L'unico sbaglio se c'è è quello di aver creduto nella persona sbagliata, str...ana. str..atificata. Hai letto "L'insostenibile leggerezza dell'essere" di Milan Kundera?

Marta | Venerdì, 26 giugno 2015 @07:16

@ Lady C
Vero, una amica ti ascolta e un uomo, se uomo vero é, ha il coraggio di dirti come ti vede.
Non ho bisogno di compassione ma di capire, forse questa è la mia illusione che nel tradimento ci sia qualcosa da capire.
O almeno -io- ho disperatamente bisogno di capire perché spezzare qualcosa che era così bello, evidentemente non per ambedue.
Faccio fatica a vederlo come uno "str..." debolezza mia sicuramente, mi chiedo quando in questi anni qualcosa mi ha colpito in un altro uomo se mi sentissi "str..." anche io, però non avendo mai tenuto in mano il cerino fino a bruciarmi le dita non posso saperlo.
Boh, più che a lui guardo a me, mi chiedo dove e se ho sbagliato.
Ora è così.

una a caso | Giovedì, 25 giugno 2015 @08:33

a roma c'è anche il tevere .... pensa quante risate si sta facendo lui ... ma chi vorrebbe una piagnona come te ?

Lady C. | Mercoledì, 24 giugno 2015 @19:52

MARTA. una amica, una amica.Solo Domo e Max possono andare bene ma ce l'hai un'amica che potrà comprenderti profondamente e farti capire che che puoi farne a meno di uno str.....

Marta | Mercoledì, 24 giugno 2015 @17:44

Ricordo Domo, quel bicchiere di vino stretto nella mano e la felicità nel cuore.
Ora è tutto buio, giorni passano e mi affossano.
Tornate presto,,ho bisogno di voi,

LISA | Lunedì, 22 giugno 2015 @21:26

Domo, mi ha fatto sorridere il tuo riferimento alle osmize… Ci sono stata proprio qualche giorno fa, e sono pochissime quelle con vista mare. Per i non triestini: "osterie" spontanee ed effimere nel Carso (in genere stanno aperte una settimana, vedi etimologia, "osam" in sloveno, ovvero il numero di giorni in cui i contadini potevano tenere aperto il cortile e vendere i loro prodotti, vino formaggio e prosciutto). Si raggiungono seguendo la frasca per le stradine. Un vero cult triestino.

Max | Lunedì, 22 giugno 2015 @21:22

Bella Marta! Ma che te frega, hai preso na tranvata dal tipo fico che t'eri trovata? E vabbè, capita!
Mettila così, prima o poi n'arriverà n'artro, se ti dice proprio proprio male è difettoso pure il prossimo se ti dice "fondoschiena" trovi un modello con l'aggiornamento e qualche bug in meno (si vede che sto a trafficà coi compiuterari) e andrà meglio.
Daje martaré che tutte stè lacrime non sortiscono nulla.
Mò che torniamo a casa ci vediamo, intanto stai dritta e non stà piegata.
Max
Oh, ciao a tutte.

Giusy | Lunedì, 22 giugno 2015 @14:03

...E bravo Domo! Se le tue parole o, meglio, il tuo pensiero fosse stato per me (almeno mezzo secolo fa) lo avrei preso in seria considerazione e apprezzato, studiato- Spero che Marta faccia altrettanto.

Domo | Lunedì, 22 giugno 2015 @13:42

Ciao Marta,
Fortunatamente gli amici tentano di donarti altro rispetto ad una storia di amore, noi ci siamo persi ma i fili si possono sempre riannodarsi
specialmente quando è tempesta improvvisa che li ha spezzati.
Il senso di vuoto che hai dev'essere devastante, l'ho provata da uomo mi chiedo come sia per una donna.
Però credo che anche la provocazione di "una a caso" sia da tenere a vista sulla mensola dove non regnano più le vostre foto ( e per fortuna aggiungo, erano in insopportabile quantità....), -era solo un uomo- e non ha tutti i torti, sai?
Siamo solo uomini, che spesso sbagliano, ancor di più abusano dello sbaglio, fino a farlo diventare una quotidiana abitudine.
Che diventa come un cappotto invernale tale ai pesanti costumi di scena per le messa in scena di Cechov, ricordi?!
Quanto era surreale la costumista che faceva indossare questi pastrani pesantissimi mentre fuori teatro di posa era estate assolata.
Ogni giorno, a fine giornata, da un inverno freddo e silenzioso entravamo in una splendida estate, tutto era surreale.
Ecco, è tutto surreale, ma c'è l'estate che bussa, la piazzetta, gli amici e più di tutto c'è il non cedere al surreale, alla finzione, alla messa in scena.
Tu non mollare.
A presto.
Ps: Lisa ho capito, questo luogo oltre ad essere "un caffè che guarda il mare" è una accogliente osmiza....grazie della tua ospitalità.

LaBice | Domenica, 21 giugno 2015 @11:42

In trasferimento Domo mi ha raccontato, troppo avaro di particolari però!, la tua storia. Anche io ricordo (fortunatamente ora è un ricordo) il senso di vuoto e di smarrimento, passavo un sacco di tempo a gettare sassolini in una cassetta di legno bianca,
strano più del dolore ora ricordo solamente il rumore dei sassi che sbattevano contro il legno.
Mii unirò alla birretta quando torniamo.
Da lontano, un abbraccio

una a caso | Domenica, 21 giugno 2015 @07:56

ma quante storie fai ... era solo un uomo ...solo un amore ...cresci non penso che tu abbia 15 anni

Marta | Sabato, 20 giugno 2015 @19:42

Si, si grazie, ho bisogno di un luogo fermo dove sedermi, perché tutto sotto i miei piedi sembra faglia che scivola via, facendomi capovolgere, per poi rialzarmi, per nuovamente capovolgermi.
La città è diventata uno storyboard che il mio cuore scorre urlando sempre più silenziosamente.
Sono brava a guidare il motorino, piangendo. Forse non sarà consentito dal codice della strada, ma chi se ne frega.
Guido e guardo luoghi dove mi incontravo con lui, una volta Max mi spiegò che alcune telecamere quando schiacci record registrano anche qualche secondo prima dello schiacciare del tasto, una memoria tampone quasi un sussurro segreto.
Vorrei sapere dov'era gli istanti prima che ci incontrassimo, a chi scriveva, con chi organizzava gli istanti dopo.
Chi riempiva lo spazio che credevo pieno solo di noi.
Chi cazzo c'era, perché, perché porca miseria, perché.
Domo mi servirà una cassetta di birra, mi serviranno un sacco di cose.
Perché ora mi sembra di non avere più nulla.
Lisa, se esagero fammi un fischio, che proprio lucida non sono.
Un bacio

LISA | Sabato, 20 giugno 2015 @15:15

Ciao Domo, bel ritrovato. Ci mancavano i tuoi commenti, in questo "caffè che guarda al mare"! Marta, siediti qui con noi.

Giusy | Sabato, 20 giugno 2015 @13:57

Per quel che vale...bel commento, bel supporto quello di Domo. Ne deduco che Marta abbia ottimi amici. Bella "stampella" nelle amare circostanze.

Domo | Venerdì, 19 giugno 2015 @20:56

Ciao Marta,
Mi permetto di usare questo "caffè che guarda al mare" per salutarti e darti una carezza, ho saputo della miserabile storia che ti è capitata e per discrezione evito di commentarla, ma in fondo c'è poco da dire. Cito - storpiandole - le parole della padrona di casa per dire che c'è anche la banalità del tradimento, per me banalità è tutto ciò che è inutile, fatto per noia, e che si sintetizza nel gesto stanco di gettare la cicca di sigaretta fumata perché non si ha altro da fare, quella parabola lenta che si conclude in una pozzanghera, e tutto finisce lí.
Sei difronte ad una parabola inutile e banale, finita in una pozzanghera, spegnendosi in una istante.
Non ti appartiene nè la parabola inutile, nè la pozzanghera.
A te il sole di Roma dove immergerti.
A presto in piazzetta, recuperando anche Max, per una birretta, non terapeutica ma gelata,
A te cara Lisa grazie dell'ospitalità.
Domo

LISA | Venerdì, 19 giugno 2015 @09:11

Sì, "Una spola di filo blu" di Anne Tyler è proprio questo: un bel libro sui grovigli e i fili delle famiglie.

una a caso | Giovedì, 18 giugno 2015 @10:54

....... era uno splendido pomeriggio tutto giallo e verde .....ho finito di leggere "una spola..... una famiglia molto americana, ma che per certi versi ci assomiglia: l'amore per la casa,i figli lontani ma vicini , la cucina come angolo per le confidenze .... forse i nostri sentimenti sono un po' più profondi ..... mi piace lo stile semplice della tayler e qua e là si colgono belle frasi da ricordare .... il viso invecchiato di red è commovente .... grazie ......

una a cso | Giovedì, 18 giugno 2015 @09:54

molto spesso una scelta che sembra sbagliata porta ugualmente a bellissimi finali .

LISA | Giovedì, 18 giugno 2015 @08:56

Marta. Un abbraccio, fresco come il vento. Spero che l'estate ti porti piccole e grandi magie.

Marta | Giovedì, 18 giugno 2015 @08:36

Stamani ho gli occhi gonfi e avari di lacrime, stamani ho il sorriso amaro di chi tardi ha capito, perché tardi gli è stato permesso di sapere, stamani camminerò su quel ponte che si percorre dove senza girarsi si dice addio, stamani lentamente strapperò foto e lettere per poi pentirmene per poi esserne certa, stamani aspetterò la forza di trovare i jeans ai piedi del letto le zeppe alte e il casco rotolato via come il cuore, e poi mi immergerò nel sole.
Stamani, dove ti ho detto addio.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.