Lisa Corva

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Davvero sappiamo vivere solo dopo la sconfitta.

Giovedì, 9 luglio 2015 @08:46

"Davvero sappiamo vivere solo dopo la sconfitta,
le amicizie si fanno più profonde,
l’amore solleva attento il capo.
Perfino le cose diventano pure.
I rondoni danzano nell’aria,
a loro agio nell’abisso.
Tremano le foglie dei pioppi,
solo il vento è immoto.
Le sagome cupe dei nemici si stagliano
sul fondo chiaro della speranza. Cresce il coraggio."
(Adam Zagajewski)
Non perdi, se trovi te stesso.

Il Buongiorno di oggi è anche il mio #spillo su Gioia, ed è tratto dall'antologia di un poeta polacco che mi piace molto: "Dalla vita degli oggetti" (Adelphi, a cura di Krystyna Jaworska).
Su Gioia in edicola trovate anche una delle storie che raccolgo e racconto, la storia di un uomo gay che ha sposato la sua migliore amica. Perché? Leggete, scrivetemi…

6 commenti

LISA | Giovedì, 16 luglio 2015 @08:46

Mariella, grazie per averci raccontato la tua storia. Anch'io, sai, spero che chi ci ha amato e non c'è più sia in qualche modo con noi; che a volte possa coprirci, quando abbiamo freddo. La tua storia mi ha ricordato il libro di una cara amica, Stefania Rossotti: "Ti parlo da una vita", Mondadori. E' una storia, la sua storia. Due amiche, due che si parlano "da una vita". Di tutto, di tutti. Due ragazze-per-sempre, che a cinquant’anni chiacchierano fino a notte in macchina: con i piedi nudi sul cruscotto e la sigaretta in bocca. Una si ammala, muore. L’altra l’accompagna alla soglia. La perde. Ma poi le farfalle su un balcone le ricordano che forse c'è, che forse è possibile parlarsi, ancora. E’ questa la storia, cucita nel libro ad altre storie, di mamme che "parlano" con i figli morti, cercano le tracce di chi non c’è più. Cercando quei segni, quelle coperte leggerissime che a volte ci accarezzano.

LISA | Giovedì, 16 luglio 2015 @08:28

Domo, che belle queste parole di Frida Kahlo. Un amore che ti porti il caffè, l'illusione e la poesia. Io sostituisco il tè, ma per il resto mi ci ritrovo esattamente.

Domo | Sabato, 11 luglio 2015 @23:21

@marta e, con immensa delicatezza e rispetto @ Mariella

Ti meriti un amore che ti voglia spettinata,
con tutto e le ragioni che ti fanno alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non ti lasciano dormire.
Ti meriti un amore che ti faccia sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo quando cammina accanto a te,
che senta che i tuoi abbracci sono perfetti per la sua pelle.
Ti meriti un amore che voglia ballare con te,
che trovi il paradiso ogni volta che guarda nei tuoi occhi,
che non si annoi mai di leggere le tue espressioni.
Ti meriti un amore che ti ascolti quando canti,
che ti appoggi quando fai il ridicolo,
che rispetti il tuo essere libero,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.
Ti meriti un amore che ti spazzi via le bugie
che ti porti l’illusione,
il caffè
e la poesia.

Frida Kahlo

@marta: questo mio lungo viaggio alla ricerca di capire le ragioni di questa terza guerra mondiale ha, purtroppo visto gli ultimi accadimenti, variato programma.
A presto amica mia

Mariella | Sabato, 11 luglio 2015 @15:23

Carla, grazie. Davvero.

Carla | Sabato, 11 luglio 2015 @10:50

Bellissima e commovente. Io sono figlia di un padre morto giovane e anch'io, come i tuoi figli, sono stata un figlia serena e talvolta gioiosa. Sono gioiosi anche i tuoi figli anche se a te non sembra. Una confidenza: Ho scoperto che mia madre scrive da quasi venti anni una lettera al mese a mio padre, come se lui fosse solo partito. Perché come dici tu chi ci ha amato continua a seguirci in forme inattese.

Mariella | Venerdì, 10 luglio 2015 @13:00

Non puoi immaginare quante volte ho provato a scriverti ma, ogni volta che ci provo, le parole scelte, con cura, mi sembrano vuote e insignificanti. Ci provo oggi. Ho 48 anni: sento che avrei potuto spenderli meglio ( ma si è sempre in tempo per fare, cedere, curiosare, impastare, vedere, cadere e rialzarsi ).
Ho due figli e un cane, una peste di beagle. I miei figli sono il mio orgoglio: crescono sani, combattivi e sereni nonostante l'assenza del loro papà. Lui, il mio amore grandissimo, scomparso dieci anni fa. Spero di poterti dire un giorno che vedo i miei figli "gioiosi". Per ora li vedo sereni e forse non è poco. Ma io li vorrei gioiosi. Avverto che un pezzo del nostro ingranaggio è venuto meno e anche se la macchina ha ripreso a funzionare, irrimediabilmente la nostra vita è cambiata. Sono stati anni tristi, difficili, confusi e anche veloci. I miei figli mi riempiono. Mi manca, certo, un amore… Forse arriverà.
Ma intanto mi è capitata una cosa bellissima. Il tre luglio è il giorno del nostro anniversario di matrimonio. Lui non c'è da dieci anni e non c'è giorno che non attraversi i miei pensieri, anche soltanto per un attimo. Ma il pensiero non è insistente, è veloce.
Invece, lo scorso tre luglio per tutto il percorso che mi porta al lavoro, mio marito mi ha fatto compagnia. All'improvviso ho realizzato e ho rammentato la dolcezza di noi insieme...
Mi sono detta che la ragione cerca di dare ordine, compostezza, rigore e logica. Ma il cuore riconosce ogni strada. Sa ogni cosa e la ricorda.
Bene, arrivata sul lavoro, incontro una collega che con un certo imbarazzo mi dice che deve parlarmi in privato. Sa che sono vedova, null'altro. Mi dice: " Non conosco tuo marito, non conosco il suo volto, ma devo dirti che l'ho sognato. Meglio, mi sono svegliata e sapevo che questa mattina avrei dovuto dirti che l'ho sognato.." Lei cercava di spiegarsi, ma io già ero in lacrime, commossa. È stato un regalo. Io diffido, però che bello sarebbe se chi abbiamo amato continua a seguirci, a coprirci con una coltre quando il cuore ha freddo e a rammentarci che va tutto bene..
Te ne parlo perché sento che capisci, Lisa. Questa è la mia storia.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.