Lisa Corva

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Tutto è in disordine: i capelli, il letto, le parole. Il cuore. La vita.

Giovedì, 10 settembre 2015 @08:07

"Tutto è in disordine: i capelli, il letto, le parole. Il cuore. La vita".
(William Leal)
Il caos della vita. A volte, semplicemente meraviglioso.

A volte mi capita di incontrare delle frasi che rimangono con me. Nei libri, certo: nei romanzi e nelle poesie. Ma a volte le frasi luminose mi vengono incontro per strada, scritte sui muri, quando "la città mi parla"; o nel mondo fluttuante di Internet, sulla bacheca di un amico su Facebook, nel riquadro colorato di Instagram. Così è successo per questa frase, anche se non sono riuscita a capire chi sia l’autore: ma l’ho raccolta per voi. E l’ho trasformata nello #spillo di Gioia di questa settimana. Mi piace quel letto sfatto ma accogliente, come certi letti della domenica mattina; mi piacciono i capelli spettinati (come i miei); mi piace la vita che arruffa. Dal caos nasce bellezza. E poi, si può sempre mettere ordine.

25 commenti

Alberta | Giovedì, 17 settembre 2015 @14:45

Ciao Lisa, si , bella storia davvero... e leggerti è sempre un piacere. ;-) Buona giornata!

LISA | Giovedì, 17 settembre 2015 @08:37

Ciao Alberta, bella storia, vero, delle parole che viaggiano misteriosamente per il web? Ma ora la frase-luce è nostra, chiunque l'abbia scritta. E più la leggo più mi piace!

LISA | Giovedì, 17 settembre 2015 @08:37

Ciao Alberta, bella storia, vero, delle parole che viaggiano misteriosamente per il web? Ma ora la frase-luce è nostra, chiunque l'abbia scritta. E più l leggo più mi piace!

Alberta | Mercoledì, 16 settembre 2015 @14:50

P.S.: ho trovato l'originale in inglese a firma William Leal... :-)

Alberta | Mercoledì, 16 settembre 2015 @14:48

Certo, cara Lisa, "Storie di ordinaria follia" è di Bukowski... e di William Leal non sono riuscita a trovare uno scritto in tutto il web... mah! Che dirti... per quanto riguarda "Lentamente muore"... le smentite pubbliche ci sono state e sono, ormai, arcinote ai più, invece di questi versi l'attribuzione è per lo più a Keruoac ed è citato in più parti come tratto da "Storie di ordinaria follia"... come mi diceva un amico: "Che importanza ha chi l'ha scritto? Sono dei bellissimi versi che lasciano il segno ed è questo ciò che conta di più, o no?" ;-)

LISA | Lunedì, 14 settembre 2015 @11:27

Ps: "Storie di ordinaria follia" è di Bukowski...

LISA | Lunedì, 14 settembre 2015 @11:19

Buongiorno Alberta! Anch'io l'avevo trovata attribuita a Jack Kerouac - e in qualche modo mi sembrava disordinatamente appropriato, molto On the road - ma credo che sia un'attribuzione falsa. Un po' come la famosissima (e bellissima) poesia "Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine…", che circola come Neruda, ma in realtà è di Martha Medeiros, scrittrice brasiliana. Resta il fatto che di questo William Leal non ho trovato traccia su web. Misteri delle poesie che viaggiano nel cosmo e su internet, e che, alla fine, diventano semplicemente di tutti. E di chi le raccoglie.

Alberta | Lunedì, 14 settembre 2015 @09:45

Pare sia di Jack Kerouac, tratto da: "Storie di ordinaria Follia"

Giusy | Domenica, 13 settembre 2015 @13:43

...contenta ma delusa (di me stessa) per il Nescafè. le conosco bene le Altre Tazze, per via del "lèche-vitrine" che facevo a Ts con l'acquolina in bocca e non per via del caffè: Alla prossima occasione - se ci sarà - mi regalerò - tra Uffa e sbuffi - una confezione tazzina-caffè. Grazie!

LISA | Domenica, 13 settembre 2015 @13:30

Gocciolina, ben arrivata qui! Ma ci diamo del tu, vero? Ormai tu mi conosci. E se avrai voglia di raccontarmi qualcosa di te (quanti anni hai? da dove mi scrivi?), un pochino ti conoscerò anch'io...

LISA | Domenica, 13 settembre 2015 @13:29

Giusy, rispondo volentieri al tuo commento su mio corvapezz(in)o su D di Repubblica. Le "iconiche tazze rosse" sono quelle di Nescafè (brand giustamente non citato), e sono dei mugs, la tazza col manico. Le tazzine della Art Collection sono invece, come ben sai, bianche, semplici (tazzina e piattino disegnate tempo fa dall'architetto Matteo Thun), e decorate di volta in volta da artisti, a volte anche registi… Io, da non collezionista ma a vera triestina, ne ho un paio, come quella di Anish Kapoor, artista che amo molto. E dire che parlavamo di "breakfast dating"! Una comunque, Giusy, te la dovresti regalare…Una sola per un caffè solitario, i migliori forse.

LISA | Domenica, 13 settembre 2015 @13:24

Concordo, Carla. Viva la nostre tenniste, la forza, l'energia, i sorrisi. Viva le donne che si mettono in gioco!

gocciolina | Domenica, 13 settembre 2015 @11:24

Anch'io sono un cespuglio...di capelli.. E in questo momento lo e' anche la mia vita. La conosco da poco,, e Lei mi piace, per quello che scrive e per gli scrittori e poeti che mi ha fatto conoscere. Perché' sa cogliere la poesia nelle cose che vede, perché' le condivide con tutti.
Ho scritto un pensiero l'altro giorno ad un amico che compiva gli anni: " noi siamo le persone che abbiamo incontrato nella vita".
Bello mettere dentro anche Lei, Lisa, nella mia.

Carla | Sabato, 12 settembre 2015 @18:42

Approfitto del tuo spazio per dire brave, e molto altro!, alle nostre tenniste!. Sono felice perché sono due donne, perché merdionali, perché non sono giovanissime ci ricordano la bellezza della nostra Italia. La bellezza dell' impegno e della semplicità, non urlata( le Williams), il controllo della maturità. Non so forse nell'emozione, e non capisco nulla di tennis!, non sono chiara ma questo fatto mi ha riempito di piacere

Ierardi Vincenzo | Sabato, 12 settembre 2015 @17:26

LA STANZA

La mia stanza è piena
di arazzi
persiani e pensieri
che frullano la mente.
Sui muri ci sono dipinti
particolari
e belle parole d’amore,
per terra giornali
cristiani con preghiere
devote.
Dietro la porta un poster
di Ledy Marlene ...
aveva vent’anni.
Sulla scrivania una lampada
accesa per le letture lusinghe
e una sveglia a carica manuale,
oramai antiquata.
Il letto?
Tutto disordinato …
Non è mai stato in ordine.
La mia stanza grande o piccola
che sia?
è pur sempre
dove passo le mie giornate
più lunghe … quelle uggiose.

17/09/2009 21:43 piove.
Vincenzo Ierardi

Giusy | Sabato, 12 settembre 2015 @15:41

Carino e leggermente ironico il tuo pezzo su Donna (l'unico ebdomadario dedicato a noi) che leggo volentieri. Una curiosità ce l'ho: "le iconiche tazze rosse" non saranno per caso quelle di Illy? La Pietra Carsica - per via di una incontenibile avarizia su quel che non gli interessa - si è sempre rifiutato di comprarle. Non solo rosse, bellissime con decorazioni astratte e colorate...Se vuoi, puoi anche glissare la domanda, tanto mi diverto ugualmente con il tuo salotto verde.

Giusy | Venerdì, 11 settembre 2015 @13:42

...forse avrei dovuto scrivere "colei" Ma tanto, con tutti gli svarioni degli speakers (e giornalisti) di Rai News 24 e non solo.. Dovrei annotarli e farne un "bestiario"

Giusy | Venerdì, 11 settembre 2015 @13:39

Veramente pregevole questa di Hemingway: Mi sto chiedendo per chi l'abbia scritta e mi viene in mente la sua (forse) ultima love-story con quella che sembra essere stata l'ispiratrice di "al di là dal fiume....." Beh, mi piace pensarlo.

LISA | Venerdì, 11 settembre 2015 @09:44

E a proposito di caos, e ordine: su Gioia di questa settimana ci sono anche 4 coloratissime pagine di un articolo che ho scritto su Imago Mundi, di cui sono appena stata all'opening a Venezia. La collezione di Luciano Benetton: 18mila artisti da 5 continenti, con un'opera formato cartolina: 10x12. Ho intervistato sei donne, artiste o curatrici, dalla Tunisia e dalla Siria… Non è anche questo un caos meraviglioso? Quello della creatività.

LISA | Venerdì, 11 settembre 2015 @07:15

Domo (e credo anche Marta che ci sta leggendo?), come mi piace quel "sei anche i posti in cui sei stata e il solo che davvero chiami casa!.

LISA | Venerdì, 11 settembre 2015 @07:14

Carla: i capelli cotonati, la "messinpiega", la lucidatrice e la cera d'api… Archeologia domestica, mi piace tanto! Ma prima, c'era anche molto pià tempo per stare a casa.

Domo | Giovedì, 10 settembre 2015 @22:23

@marta
"Tu non sei i tuoi anni, nè la taglia che indossi,
non sei il tuo peso o il colore dei tuoi capelli.
Non sei il tuo nome, o le fossette sulle tue guance,
sei tutti i libri che hai letto, e tutte le parole che dici
sei la tua voce assonnata al mattino e i sorrisi che provi a nascondere,
sei la dolcezza della tua risata e ogni lacrima versata,
sei le canzoni urlate così forte, quando sapevi di esser tutta sola,
sei anche i posti in cui sei stata e il solo che davvero chiami casa,
sei tutto ciò in cui credi, e le persone a cui vuoi bene,
sei le fotografie nella tua camera e il futuro che dipingi.
Sei fatta di così tanta bellezza ma forse tutto ciò ti sfugge
da quando hai deciso di esser tutto quello che non sei"

Hernest Hemingway

carla | Giovedì, 10 settembre 2015 @17:18

Nell' ordine non riesco a farci stare tutto!! Il disordine accoglie tutto e tutti si sentono a casa. Questo è il mio disordine che, con buona pace della mia nonna, forse è una di quelle qualità che noi donne contemporanee abbiamo lasciato andare via..come i capelli cotonati

Mariella | Giovedì, 10 settembre 2015 @13:28

Per fare ordine, bisogna prima mettere in disordine.

Alessandra R. | Giovedì, 10 settembre 2015 @09:05

P.R.O.P.R.I.O.C.O.S.I'. E anche l'umore - il mio - è in disordine. Talmente indecifrabile che non ha né capo né coda. Confido comunque che da questo caos dello spirito nasca una stella danzante (Nietsche, vero?), magari di mazurka, con la K. Buona giornata!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.