Lisa Corva

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L’unica cosa che vorrei disegnare è una freccia che mi porti fino a te.

Venerdì, 2 ottobre 2015 @07:00

"All’inizio è la forma delle cose che ce le fa desiderare, vale per un quadro di Piero della Francesca come per il vestito che indossiamo, per il compagno che scegliamo. Adesso prendete una matita… Disegnate, senza pensarci troppo, la forma di un desiderio qualsiasi. La fame, la sete, un bacio, una mano che sfiora, quello che volete… Sono sicuro che saranno segni differenti, infinite geometrie".
(Elisabetta Bucciarelli)
L’unica cosa che vorrei disegnare è una freccia che mi porti fino a te.

Mi piacciono (anche) i romanzi "contemporanei", quelli che raccontano il mondo in cui camminiamo ogni giorno. Mi piacciono i romanzi in cui i protagonisti giocano col cellulare, si struggono per un "like" o un whatsapp che non arriva; in cui cercano di districarsi nei troppi grovigli di una vita che è molto più digitale e accelerata di quel che vorremmo. Romanzi contemporanei: anche se poi, forse, vogliamo parlare sempre d’amore… Elisabetta Bucciarelli ci prova con "La resistenza del maschio": pubblicato da NN Editore, la piccola casa editrice milanese fondata quest’anno, che mi ha sorpreso con il molto bello "Sembrava una felicità" di Jenny Offill (ricordate gli #spilli che avevo sfilato al libro-diario e l’intervista? http://www.lisacorva.com/it/view/1522/ ).
Ma torniamo a "La resistenza del maschio". Che cosa mi è piaciuto di questo racconto tutto italiano? Il titolo, innanzitutto. Titolo enigmatico come il protagonista, intorno al quale si muovono tre donne. Un uomo che resiste: resiste ai desideri della moglie (che vuole un figlio, e lui assolutamente, caparbiamente si rifiuta); un uomo che resiste forse anche ai suoi desideri, ai lacci del destino. Un uomo testardo: meglio non averci a che fare. Ma capitano… E ci si innamora. Mi è piaciuta la scenetta di seduzione al supermarket con un’app acchiappa-incontri; Happn, sulla scia di Tinder, e chissà se l’autrice l’ha provata in prima persona (traduzione: un’application sugli smartphone che rende possibile incontrare al volo degli sconosciuti). Mi è piaciuto il riferimento a Mollino, architetto e designer cult del secolo scorso che ho scoperto per la prima volta un anno fa a Torino, visitando la sua misteriosa casa-museo… E soprattutto mi è piaciuta la frase che è diventata lo #spillo della settimana su Gioia.

2 commenti

LISA | Sabato, 3 ottobre 2015 @15:38

Devo dire che il protagonista di "Amori e disamori di Nathaniel P." (il libro Einaudi che mi ha molto divertito qualche mese fa) è ancora più sfacciato nella sua "resistenza" (o forse solo più giovane, o forse le storie ambientate a Manhattan ci intrigano sempre di più). Comunque non sono male i libri che provano a entrare nella testa di un uomo. Per ora il mio preferito rimane, anzi rimangono perché sono due, tra poco tre, i libri fiume e autobiografici di Karl Ove Knausgård, tutti Feltrinelli. Ipnotici. Si sente che a mettersi a nudo - in maniera quasi imbarazzante - è un uomo, in prima persona...

Alessandra R. | Venerdì, 2 ottobre 2015 @10:44

Insomma, un altro ometto (?) sulla scia di quello di Adelle Waldman, in Amori e disamori di Nathaniel P.
Io Tinder non l'ho mai usata ma a proposito di app sto leggendo un libro (The Underwriting, di Michelle Miller) che è un thriller (sulla scia dell'entusiasmo della Ragazza del treno) e sullo sfondo la Silicon Valley e Wall Street, animate da (quasi) trentenni, tra l'arrampicatore, l'attivista, la donna alfa, il playboy e dove si consuma una morte dai risvolti poi inquietanti... e il motore/la causa pare proprio essere un'applicazione di incontri e i suoi fondatori... reading in progress... intanto mi lascio coccolare, mentre consumo il mio chai tea latte, da una freccia, che da qui vorrei lanciare e che mi portasse nel mio altrove preferiterrimo. Buon weekend Lisa.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.