Lisa Corva

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How long is now.

Lunedì, 12 ottobre 2015 @11:00

Il mio lunedì ha i buchi, come la mia borsa. I buchi sono l’attesa; dai buchi si perdono idee, speranze, concentrazione, progetti. I buchi sono il mio lunedì.

(La borsa è quella di un’amica stilista, Almira Sadar: la vedete su Instagram; è grigia, di stoffa tagliata al laser, ha davvero i buchi, ma anche un manico verde neon che mi fa sorridere. Ci sono lunedì che. A volte per ricominciare basta una borsa, e una frase da scrivere a penna su un quaderno. A volte no. Perché ci sono lunedì che.)

18 commenti

LISA | Domenica, 18 ottobre 2015 @18:07

In effetti probabilmente funziona anche come risotto, Giusy… In ogni caso mi avete fatto venire nostalgia e l'ho cucinata l'altra sera! Buonissima.

Giusy | Venerdì, 16 ottobre 2015 @15:21

Grazie per la ricetta, Lisa! io ricordavo i limoni rimuovendo la pasta, visto che. sotto il profilo culinario, ragiono a...risotti...

Carla | Giovedì, 15 ottobre 2015 @19:21

Devo dire che piacerebbe sapere cosa sta facendo Stella, se é ancora una ragazza dalla sguardo prezzante o se è diventata un megadirettore, se l' attività di riciclo del marito sta continuando ad avere successo o no, forse Stella ha cambiato marito... Chissà, si Stella un po' mi manca

LISA | Giovedì, 15 ottobre 2015 @15:10

Mi state facendo venire la nostalgia di Stella e Glam Cheap! Chissà come se la cava, la nostra eroina. (La ricetta era pasta con limoni, scorza di limone e menta, tutto dal balcone/terrazza milanese. E una grattata di pecorino - anche l'orto cittadino era profetico!)

Giusy | Giovedì, 15 ottobre 2015 @14:42

Ma certo! l'anonima lombarda trapiantata sono io.

Anonimo | Giovedì, 15 ottobre 2015 @14:41

....mi sa tanto che Stella, quell'anello, lo porta ancora. Mitico Glam Cheap! Ha precorso i tempi...Ma ve lo ricordate il risotto alle scorze di limone e (forse, se non ricorso male) prezzemolo???

LISA | Giovedì, 15 ottobre 2015 @11:38

Riepilogo il guardaroba magico, prendo solo quello che mi piace: il mantello dell'invisibilità di Harry Potter (che pare sia derivato da antiche fiabe nordiche, "the cloak of darkness", così come le "shoes of swiftness"); le scarpette rosse del Mago di Oz e quella perduta di Cenerentola; la scopa della Befana (possiamo considerarla come accessorio?); la borsa portatutto di Mary Poppins e le tasche portatutto di Eta Beta. Mi hanno parlato anche di un sarong magico indonesiano… Uno scialle/sarong che, se lo indossi, ti permette di volare e andare (tornare, nella favola) in paradiso.

LISA | Giovedì, 15 ottobre 2015 @11:15

Carla, cha carina ad esserti ricordata dell'anello del mio Glam Cheap! Ed è vero, in fondo è un anello magico...

Carla | Mercoledì, 14 ottobre 2015 @21:36

Mi é molto piaciuto giocare con voi, e mi é venuta qualche idea da proporre in biblioteca... E poi in una favola moderna non c'è anche un gioiello fatto di materiale di riciclo, che fa ripartire la vita di una giovane Stella!

LISA | Mercoledì, 14 ottobre 2015 @15:47

Questa favola, Giusy, invece non la conoscevo. O forse non la ricordavo. Mi hai dato la scusa per cercarla: è "I cigni selvatici", che cita anche Carla: rielaborazione di Hans Christian Andersen di una vecchia fiaba dei Fratelli Grimm. La protagonista è una principessa, che deve salvare i fratelli, trasformati in cigni per sortilegio; per farlo deve raccogliere a mani nude delle ortiche e tesserle, per ricavarne delle camicie/tuniche per i fratelli. Ma verrà accusata per questo di stregoneria… Anche questi sono abiti magici: provo a interpretare? Quelli che cuciamo con il nostro amore, con le nostre attenzioni, forse, per chi amiamo.

Giusy | Mercoledì, 14 ottobre 2015 @14:51

Carla mi ha fatto tornare indietro nel tempo...ricordo abbastanza confusamente una bella giovane che, per rompere un incantesimo, intrecciava con grande sofferenza camicie (o maglioni) con i gambi delle ortiche affinché i suoi fratelli ritrovassero sembianze umane. Quanto di reale si nasconde nelle favole che abbiamo letto e poi
raccontato?

Carla | Mercoledì, 14 ottobre 2015 @14:47

É quella da cui tira fuori tantissime cose, tra cui un attaccapanni!, e i bambini la guardano sbalorditi e incuriositi.

LISA | Mercoledì, 14 ottobre 2015 @14:41

Sai che non mi ricordavo proprio la mitica borsa di Mary Poppins? Brava Carla.

Carla | Mercoledì, 14 ottobre 2015 @14:08

A me viene in mente la borsa, quella di Mary Poppins, dei maglioni fatti a mano che vengono lanciati a dei cigni che si trasformano in principi. La pelliccia di Pelle d'asino, gli stivali del gatto con gli stivali!! E ho ancora qualche idea... Il mantello della trasparenza di Harry Potter. Vanno bene come suggerimenti?

LISA | Mercoledì, 14 ottobre 2015 @10:15

A proposito di borse che hanno buchi da cui si può perdere qualcosa (magari qualcosa che non vogliamo più). Ieri parlavo con un'amica che insegna Letteratura Francese all'Università (a Ferrara tra l'altro), e che parteciperà a un convegno sugli oggetti magici in letteratura. Ci chiedevamo quali sono gli abiti magici… A parte la bacchetta magica delle fate, che forse conta come accessorio, e la scarpetta di Cenerentola, non mi è venuto in mente nulla! Forse perché non sono più una grande frequentatrice di favole. Ma l'argomento è bellissimo. Idee?

Carla | Martedì, 13 ottobre 2015 @20:22

É vero!! Però i miei errori erano intonati al tema!! ;)

LISA | Martedì, 13 ottobre 2015 @11:07

Vedo che ci sono delle parole che sono scivolate nei buchi del tuo messaggio, Carla… Scherzo! Ma è vero. Ci sono cose che possono scivolare via, dai buchi della rete. E magari sono quelle che ci servono di meno. Cose e pensieri grigi di cui facciamo volentieri a meno.

Carla | Lunedì, 12 ottobre 2015 @17:26

É vero ci sono lunedì che vorresti fossero finiti ancora prima di cominciare, perché sai che avrai una brutta giornata. Ti svegli e non sai cosa mettere, vorresti gettare tutto in buco... I buchi non hanno, in genere, una buona reputazione: tasche bucate si perdono i soldi, scarpe bucate entrano i sassi, ma dovremmo pensare, forse, a tutte le volte che diciamo per fortuna c'era un buco, pensandolo cioè come una possibilità. E

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.