Lisa Corva

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Per la prima volta in vita mia ho avuto nostalgia di uno shopping center. O forse di quella che ero quando ci andavo.

Mercoledì, 21 ottobre 2015 @09:10

Hai mai avuto nostalgia di uno shopping center?

Io sì. Proprio così, non un negozio, ma uno shopping center, con quello strano contrasto tra una parola antica e carica di sentimento come "nostalgia"; e una parola neutra come "shopping center", banale, inglese, parola che ha dentro scale mobili e confusione e specchi nel camerino mai troppo accondiscendenti. Eppure sì, ho avuto nostalgia di uno shopping center. Per la precisione ieri, quando sono entrata nei grandi magazzini della città dove abito adesso (non quella dove sono nata, non quella dove sono cresciuta), per uno degli acquisti più banali dell’autunno: un nuovo paio di calze. (Acquisto, tra parentesi, che in genere odio fare). Forse perché pioveva, forse perché faceva freddo, forse perché le luci al neon mi fanno girare la testa, eppure al banco delle calze ho avuto un attimo di "mal di ricordi". Se si può dire così.
Ho avuto nostalgia della Rinascente di Milano, anche se non sono mai stati i miei grandi magazzini preferiti; del Coin di Cinque Giornate, dove andavo a volte a ora di pranzo, quando ancora lavoravo nelle segrete di Segrate e il Coin era un posto che mi sorrideva. Ho avuto nostalgia di quei grandi magazzini dove cresci e dove sai a memoria dove sono gli scaffali giusti, dove sai come orientarti e dove sei stata mille volte, con la mamma e con le amiche, o anche solo quando hai mezz’ora da perdere prima del cinema o di un appuntamento. Ho avuto nostalgia di negozi che sanno di te, anche se non è vero. E persino delle calze, che ho sempre odiato; persino delle calze velate di una nonna triestina che aveva fatto la guerra, e che si ostinava a regalarmele, impacchettate, per Natale, come se fossero un gioiello. Per lei lo erano, quando di calze velate non ce n’erano, c’era solo il desiderio di quelle calze. Ecco: vorrei attraversare il buio che separa il mondo dei vivi e quello dei morti, il presente e i ricordi, e dirle che adesso la capisco, e che la ringrazio, anche se quelle calze non le ho mai messe; vorrei chiederle dove le comprava, quelle calze, probabilmente in uno di quei negozi di quartiere con la commessa che ti conosce e ti chiama per nome; e ho pensato tutto questo, e a tutto quello che non torna più, in una giornata di pioggia, tenendo una busta di calze in mano.

4 commenti

Alessandra R. | Mercoledì, 21 ottobre 2015 @17:12

Un post da (ri)leggere con calma. Pause e respiri per i ricordi. E da accompagnarsi ad una corroborante tazza di tè,

Carla | Mercoledì, 21 ottobre 2015 @14:56

La nostalgia, le castagne matte, le calze ... É proprio autunno.

LISA | Mercoledì, 21 ottobre 2015 @11:42

Ciao Aniuska, sono contenta che tu mi abbia scritto! Forse ti ricordi anche che nel libro rosa c'è una scena in uno shopping center, il Mutanda Day con le amiche, che per me è proprio nel "vecchio" Coin. Nuova vita, nuovi shopping center; ma, come mi ha scritto una mia amica oggi leggendo il blog, "la nostalgia è la conta di quello che hai". Pensiero nostalgico ma consolatorio. Da portare in tasca nelle scale mobili.

aniuska | Mercoledì, 21 ottobre 2015 @11:29

Bello! Che roba la nostalgia... ti prende quando meno te lo aspetti. E a me oggi ha preso così, leggendo questo e ripensando anni fa, quando ogni tanto scrivevo qualche commento sul tuo blog, quello prima di questo, quello tutto rosa, cercando di capire qualcosa di me e scoprendo il potere consolatorio della scrittura. E poi come non condividere l'immagine del Coin di cinque giornate prima con la mamma e poi con le amiche... Quelle scale mobili hanno sorriso a molte, anche a me... Quindi... felice di averti ritrovata

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.