Lisa Corva

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Il mio Buongiorno di oggi è una domanda: l’abito da sera, lungo o corto?

Martedì, 15 dicembre 2015 @08:59

Ma sì, oggi comincio la giornata con un quesito glamcheap. Con un #storiecucite. Tutta colpa della mia amica Gaia che mi ha invitato a una superfesta nei giorni di Natale, e che qualche giorno fa mi mandava foto in diretta dal camerino dell’abito (lungo, con molte trasparenze e voile) che voleva comprarsi. Non black, cosa su cui sono assolutamente d’accordo! Colpa anche di una lettrice del blog, Mariella, che mi ha scritto la sua storia:

"Nella prima metà del mese di maggio, probabilmente alla Reggia di Caserta, ci sarà il ballo delle debuttanti. Mio figlio vi parteciperà in quanto frequenta l'ultimo anno della scuola militare Nunziatella. Io lo accompagnerò... Sono contenta di partecipare perché ho voglia di festeggiare mio figlio, ma anche me stessa, il mio desiderio di rinascere. I miei ultimi anni senza mio marito, il lutto e il dolore di essere da sola, la forza ritrovata.
Un abito da sera, dunque. Sarà un modo per festeggiare la vita. Un abito lungo. Le mamme già hanno iniziato con le diete, suggerimenti riguardo questo o quell’altro abito e l’immancabile conto alla rovescia. Esagerate ed esagitate. Io non sono così. Ma il tam tam mi sta travolgendo. Cosa indossare di sobrio, ma elegante? Non posso spendere cifre da capogiro. So che esistono negozi che vendono abiti di seconda mano, ma può valere la pena? Tu che ne pensi? Hai suggerimenti? Che fare?"


Difficile rispondere. Un abito lungo è una vera tentazione, è un capriccio, un lusso del guardaroba sentimentale. Un tempo non c’erano dilemmi: l’abito da sera doveva essere lungo. Hanno cominciato a sforbiciarli solo nell’era del jazz, pensate al Grande Gatsby, alle "flappers" con le frange sul bordo dell’abito… In tutti i piccoli libri comfort che mi piace leggere, quei romanzi inglesi anni Trenta tra romanticismo e humor, gli abiti da sera sono, per forza, lunghi. Per esempio in "Pomfret Towers" di Angela Thirkell (Astoria): la protagonista è una timidissima Alice che pensa che "le coetanee sono la cosa più spaventosa che una ragazza possa affrontare", e che va con il cuore in gola a una festa nella magione di campagna vicina, e con gli abiti da sera, uno per ogni sera, in valigia… Cominciando con un abito bianco e le scarpe d’oro. E un talismano: una mantellina bianca in pelo di coniglio, foderata con un vellutino color albicocca, regalo della mamma per darle coraggio. E che la prima sera sembra persa, con lei che non ha il coraggio di chiamare cameriere e maggiordomi per rintracciarla…
Rabbrividite? Per la mantellina in pelo di coniglio? Oppure perché in questi romanzi anni Trenta si sente il gelo degli enormi saloni mal riscaldati? Io sorrido seguendo le avventure di Alice. Penso agli abiti da sera lunghi che ho nell’armadio. Entrambi assolutamente glamcheap: uno, di velluto tra il grigio e il silver, senza maniche, comprato secoli fa alla Upim, ancora bellissimo. Potrei accessoriarlo per la festa che mi aspetta.
Intanto penso come rispondere a Mariella. Abito lungo, dunque? E quale? Vintage? Gli abiti vintage sono meravigliosi, ma – credo – ancora più difficili da abbinare. Però sono abiti con dentro una storia, abiti con fodere, orli, tessuti che sanno di lusso e di bellezza. Vale sicuramente la pena di provare a cercarne uno. Considera anche il vintage anni '70: ci sono abiti un po’ flower power, lunghissimi e fruscianti, che potrebbero andare benissimo a maggio. Certe tuniche o caftani, certi Yves Saint Laurent… E poi guarda nei negozi low cost: a volte riservano sorprese. Anche da H&M si può trovare l’abito lungo che ci sta perfettamente. Il segreto è solo saperlo accessoriare. Io, che sono alta (bassa) come SJP, ovvero Sarah Jessica Parker (sì, lasciatemi una piccola consolazione), e che mi sento sempre un po’ ridicola con un abito lungo, mi salvo pensando a lei, a come, in Sex and The City ma anche adesso nella vita, li riesce a sdrammatizzare. Magari con un paio di scarpe da tennis o di anfibi militari. E infine, perché non una gonna lunga di tulle? Quasi come quella di SJP. E’ diventata il trademark della mia amica Valeria, davvero per me un’icona di stile; lei, e le sue amiche, "le ragazze del tulle". Ne ha corte e lunghissime, si portano coi tacchi ma anche con le sneakers. Le trovate su Facebook, basta digitare: Leragazzedeltulle. E una di loro è una sarta e le cuce davvero, su ordinazione, le meravigliose gonne di tulle. Leggerezza per giocare! Potresti metterla, Mariella, insieme a una semplice T-shirt, magari di paillettes. Ti auguro di trovare un abito che dichiari la tua nuova leggerezza. Ma ricordati: il vero accessorio è sentirti bella dentro l'abito che sceglierai.

7 commenti

Mariella | Lunedì, 21 dicembre 2015 @09:06

Lisa, sto seguendo i tuoi consigli. Sabato, a Roma, ho scovato deliziosi negozi che vendono abiti vintage. Mi sa tanto che opterò per un abito anni '60, ne ho visti alcuni davvero belli. Per febbraio porteranno quelli più leggeri, adatti per il periodo che mi interessa. Ovvio che vi terrò aggiornate.

Giusy d'antan | Mercoledì, 16 dicembre 2015 @18:54

...mi dispiace, io ho sempre (forse per via dell'età) tra i miei preferiti lo Chiffon che per i francofoni significa straccio. Straccio bellissimo, ne ricordo uno in tutte le sfumature dell'azzurro. Mai indossato perché avevo otto-nove anni ed era della mia amatissima cugina. Finito chissà dove

A. | Martedì, 15 dicembre 2015 @14:08

Che post 'delizioso'!
Sono d'accordissimo con te,cara Lisa, sul tulle. Anch'io ne sono follemente innamorata. E trasmette davvero un velo di magia.
Mi piacciono molto anche gli abiti nude o colore rosa antico . Sopra il ginocchio, di pizzo e con la gonna a pieghe! Io vestirei così. Perché dal colore al taglio del vestito secondo me un abito color carne un po' alla marliyn vuol dire femminilità, sicurezza di sè ma allo stesso tempo regala un aria retró. E le scarpe rigorosamente alla sarah jessica parker in the sex and the city. Tacchi vertiginosi e trucco semplice , discreto. Anche se è sera, la classe non passa mai di moda.
In bocca a lupo alla tua lettrice. Saremo tanto felici se ci farà sapere la sua scelta.
Cari saluti :)

Mariella | Martedì, 15 dicembre 2015 @13:17

Mi piace questo blog, mi piace leggere tutto quello contiene. Deciso. Sarà colorato e spero con tanto tulle. Grazie, Lisa. Sono grata anche a tutte voi.
Vi aggiorno, sappiatelo ! :)

Sascia | Martedì, 15 dicembre 2015 @11:01

Tanto per dire come eravamo educati negli anni settanta: non potei partecipare ad una festa perché non mi comprarono un abito lungo ( famiglia borghese) . Già spendevano per mantenermi all' università che volevo di più???

Alessandra R. | Martedì, 15 dicembre 2015 @10:11

Bellissimi gli abiti di Self Portrait. Scoperti di recente sono nella mia wish list per (eventuali, ma no dai, sicure prima o poi) occasioni particolari! Per quanto Maggio sono lontano - e primavera - questo è il periodo giusto per guardarsi in giro e trovare il vestito giusto senza spendere cifre importanti, e che non sia nero o rosso, colori tipici per i party nei giorni di festa. Ho visto un fiorire di gonne di tulle, lunghe lunghe ma anche fino ai polpacci: eleganti ma potenzialmente sfruttabili per stagioni meno invernali, ecco. Io ho soddisfatto invece la voglia di rosso: già ai primi sentori di autunno sono stata invasa dal desiderio di un abito total red, forse ammaliata dalle prime voluttuose foglie rosse comparse lungo i viali cittadini. Sentirsi speciale e bella dentro: eh sì, questa è la sensazione che si deve provare! E allora è quello giusto.

Gaia | Martedì, 15 dicembre 2015 @09:54

Cara Lisa, cara Mariella, ecco la provenienza del mio abito tutto voile e trasparenze. Dal camerino è volato dritto dritto nel mio guardaroba in attesa della festa (e della sarta che me lo accorci visto che anche io sono della scuderia SJP...). Baci! Gaia
http://www.self-portrait-studio.com/

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.