Lisa Corva

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Quel che raccontano i gioielli.

Lunedì, 15 marzo 2010 @07:55

"Tiene la mia mano nella sua
come per farle prendere luce
separa le dita
per guardare i miei anelli, uno ad uno.
E poi domande e risposte
i paesi, le pietre, quando, da chi
e poi l’altra mia mano
perché questo è stato il rito
tra di noi, per cinquant’anni:
così lui conta le parti di me.
Ma oggi indosso un braccialetto
che non ha mai visto…
E sono una ragazza, di nuovo
che ondeggia e brilla nei suoi gioielli, nella sua vita".
(Linda Chase)

Oggi, sono un anello.

(Il titolo di questa poesia è "Old flame". Quello che mi piace di questi versi è lo sguardo sui gioielli che portiamo, le storie che raccontano, che potrebbero raccontare. Chi ce li ha regalati, perché; o perché e dove li abbiamo comprati. L’anello o gli anelli che avete addosso in questo momento, mentre mi leggete… O quelli che avete regalato)

17 commenti

Verle | Giovedì, 19 aprile 2012 @07:37

This kind of cruelty and disregard for other people’s life will never be something that most of us will ever be able to comprehend. Every time I think about what happened in New York or any other place that was impacted in a similar way I keep hanging onto my belief that majority of people are good and kind and would never, ever even contemplate doing anything like this.

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Tess | Giovedì, 12 aprile 2012 @03:39

I still remember this day very distinctly. I grew up in Canada’s capital city so it was a pretty chaotic day for our city as well, thinking we were next. Plus Canada had to take in all those hundreds of flights that were in the air that day heading to the states. It was my 2nd day of uni and the university is about 10 min walk from the Canadian parliament buildings. My mum was working in the city and we were trying to get ahold of her and determine whether classes were cancelled because they were evacuating the city centre in case something happened there. I spent the next week just sitting in front of the tv…I still have the newspapers from that week somewhere back home. That Christmas we visited family friends in Washington and were able to see the Pentagon in person. It is still astounding to me what happened that day and I can’t believe someone can hate that much. That day definitely changed the world forever….I still can’t look at a low flying plane without thinking about those pictures.I’m sorry you never got to visit the Twin Towers but good for you getting that out. Besides….there’s still New York to visit!

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Marlien | Lunedì, 2 aprile 2012 @08:21

Hola gente!, hoy viernes con mi Sra estuvimos en “La Aguada”, muy buen partido el que presenciamos como todos aquellos que hemos visto dentro de los torneos que uds organizan, ya que los seguimos desde hace tiempo. Destacamos los detalles de organización, atención y amabilidad que se siente en el ambiente, coronándolo con el “after polo”, impecablee!. Sigan así!!, un abrazoo!.

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ifiqwgwi | Sabato, 31 marzo 2012 @18:18

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Tamour | Sabato, 31 marzo 2012 @04:11

Habiendo sido invitada por Banco Santander, para el cmtareen, quisiera saber si para el se1bado 12,necesito confirmacif3n o podemos presentarnos en el campo de juego.Cordialmente, Nilda Cufari

Ursenna | Sabato, 20 marzo 2010 @18:43

la mia mamma ha sempre detto che le piacerebbe morire ricoperta d'oro come Tutankamon... come veste d'oro lei, come porta i suoi gioielli, come si illumina quando le vengono regalati... difficile da descriverla, ma come parlano le sue gioie! Bellissima poesia

Cam | Martedì, 16 marzo 2010 @09:08

Caro/a "VIA DEL COAMPO", se avessi voluto completare il verso l'avrei fatto. I tre puntini rimandavano ad altro e qualcuno, fortunatamente, l'ha capito.
SIMONA la tua è una riflessione amara, appunto, ma sicuramente assolutamente non senza inportanza. Il dramma di chi non ha avuto figli "per sfiga", come dici tu, non viene gridato ai quattro venti, non fa rumore ma "i rumori sono quelli che impediscono di comunicare" come dice Blanca al suo Gringo. Noi siamo qui ad ascoltare i nostri timidi sussurri per cercare di capire, per tentare di condividere (e il non sentirsi soli secondo me è importante), per provare a "sentire" ciò che altri, sulla propria pelle, hanno vissuto. Ovviamente cerchiamo di farlo con un sorriso. Grazie a voi per quello che mi scrivete.

via del campo | Lunedì, 15 marzo 2010 @21:43

Cam, hai ragione, dai diamanti non nasce niente, ma che c'entra il letame con l'argomento di oggi?

Simona | Lunedì, 15 marzo 2010 @18:56

Cara Cam, le tue annotazioni sono sempre profonde e in questo caso anche consolatorie. Io consideravo stupida la mia amara riflessione, ovvero senza importanza, perchè le problematiche di chi non ha avuto figli per sfiga sono sempre sottovalutate. Il non sapere a chi donare i 4 ori quando invecchierò racchiude la sostanza di non aver avuto eredi. Poi certo, so che è più importante avere un compagno che condivida la vecchiaia con noi però la noticina amara - che poi ho cercato di sdrammatizzare - ci stava.

claudia mdg | Lunedì, 15 marzo 2010 @18:56

Ho perso la fede anni fa, e non ho più voluto comprarne un'altra. Non porto mai anelli, quindi le mie mani non raccontano storie. Dopo averti letto, però, sono andata a pescare in fondo a un cassetto un anellino minuscolo, consumato dal tempo, con piccole pietre che una volta erano sfaccettate e ora sono piatte, un anellino che è stato al dito di mia madre, di mia nonna e prima non lo so. L'ho messo e mentre scrivo sorrido. Grazie.

Cam | Lunedì, 15 marzo 2010 @18:32

Cara SIMONA perché definisci stupidata la tua amara riflessione? Ci hanno voltuo convincere che "Diamonds are girl's best friends" ma non sono riusciti a cancellare il buon De Andrè e le sue parole "dai diamanti non nasce niente ..." . L'importante è avere qualcuno che ci tenga la "mano nella sua come per farle prendere luce": le nostre dita saranno i veri gioielli, dita arabescate dai segni del tempo, e ... quanto calore nell'altra mano, un calore che tutto l'oro del mondo non è mai stato in gradi di comprare.

Cam | Lunedì, 15 marzo 2010 @18:03

Oggetti e memoria.
Che tema affascinante quello della memoria (nel bene e nel male: braccialetti che si trasformano a volte in catene e il confine tra le due cose è così sottile). Quanto agli oggetti ...
Ho pietre prese in quelle terre alte dove l'aria è sottile, terre dove - alzando un dito - si ha l'impressione di sfiorare il cielo, pietre antiche piene di ricordi di vite altrui che aspettano di aggiungerne altri.
Che dire di quelle ultime parole"E sono una ragazza, di NUOVO che ondeggia e brilla nei suoi gioielli, nella SUA VITA". Continuiamo a vivere pensando ai fiori che stanno sbocciando, ai frutti che verranno ... ai nuovi anelli che qualcuno ha preparato per noi.
POETESSA anche noi siamo molto curiosi!! e grazie per quelle "parole che generano relazioni": in fondo un blog è questo, non necessariamente un club privato alla Eyes Wide Shut, è semplicemente una bacheca su cui affiggere i post-it delle nostre emozioni. La tecnologia non è nè buona nè cattiva siamo noi molto spesso ad essere inadeguati (Pirsig docet!)
Per LILA: va sul tuo blog - che non è qualcosa di perenne come conchiglia fossile nella pietra, si può sciogliere in un attimo come neve di primavera - nella pagina dei "Post-it" ho inserito un indirizzo mail "usa e getta" cui puoi inviare le tue osservazioni, forse saremo più fortunati. Intanto prenditi cura delle tue mani, una delle cose più preziose che abbiamo a prescindere dagli anelli, che non possono brillare in una notte senza stelle nè luna (le mani parlano e raccontano molto più di quanto non si pensi).

Lila | Lunedì, 15 marzo 2010 @16:03

Cara Lisa mi vengono in mente la mia fede (che ora riposa in pace) e il mio anello dell'anniversario di matrimonio che il mio ex marito mi fece (molto bello devo dire). Ma mi vengono alla mente anche tutti gli anelli scelti da me (i miei autoregali) e quelli che mi ha regalato mia sorella. Non so quando troverò un uomo che mi guarderà le mani ma spero che quando arrivi (non importa quando) sia l'uomo giusto. Soffi di primavera a tutte/i e un soffio speciale a Simona.
Per Cam: ho provato per ben due volte ad inviarti un commento a quello che mi hai scritto ma sono proprio negata.

Giusy | Lunedì, 15 marzo 2010 @14:35

Dimenticavo: da orecchino, venne trasformato in anello dalla mia distratta mamma.

Giusy | Lunedì, 15 marzo 2010 @14:32

Delizioso rito quello dei due anziani coniugi ancora innamorati l'uno dell'altra che, attraverso il gioco degli anelli, dimenticani il loro avvizzimento solo esteriore. Molti anni fa (30) mi sono stati sottratti, come a Simona, i "gioiello di famiglia" e non solo quelli.Li ho tutti presenti nei minimi dettagli; di tanto in tanto li passo "in rivista" e per me equivale ad indossarli. Quasi la stessa cosa che possederli. Il mio preferito fra quelli che ho ricevuto in seguito, è un piccolo gioiello che non ha proprio voluto abbandonarmi. Faceva parte di una bella parure della nonna, in seguito privato per caso o distrazione del sui gemello. E' poi passato alla sottoscritta che l'ha fatto finire sotto le ruote di un'autovettura. Fortunosamente ricuperato e riparato, oggi brilla al mio dito: mi piace immaginare quante cose avrà visto nel suo secolo di vita.

Simona | Lunedì, 15 marzo 2010 @09:03

Bello raccontare la vita delle donne attraverso i gioielli anche se in questo momento cheap si potrebbe raccontare della bigiotteria. Purtroppo noi siamo stati visitati dai ladri e ci/mi hanno portato via tutto l'oro che hanno trovato e gioielli preziosi solo perchè "pezzi di famiglia": catenine del battesimo, gamelli del nonno, collana della mamma, bracciale del primo anno di matrimonio, bracciale antico della bisnonna ecc. Io ho tre anelli ai quali sono affezionata: un trilogy vero per i 10 anni di matrimonio, un trilogy falsissimo e più grosso di quello vero comprato lo scorso dicembre a Ponte Vecchio (quante risate ci siamo fatti), un anello di foggi antica con pietra (non so mai quale sia) che apparteneva a mia nonna e che mia madre mi ha donato per i 40 anni. A questi ne aggiungo un altro di legno "scolpito" dal consorte in montagna che mi ricorda una parte di Stella in Glam cheap. Poi un paio di orecchini de "L'orafo nel tempo" che rappresentano le rane della fertilità (ah, ah, ah!!). A questo aggiungo una fede etiope triangolare che portavo quando avevo 20 anni persa da quel disgraziato con cui stavo all'epoca "Che originale, me la fai provare, me la fai provare....?" e, paf, persa. Ora per il futuro, a parte le donazioni di una zia 90enne o dellka suocera che "non vuole fare torti alle nuore", quando invecchierò non saprò a chi lasciare i 4 ori visto che non ho avuto eredi. Sarà una stupidata, ma è triste. Però potrei rivenderli per pagarmi un pezzo della casa di riposo. ;-)

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.