Lisa Corva

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Hai mai scritto una lettera a un ex?

Martedì, 29 dicembre 2015 @08:35

Io l’ho fatto. O meglio: ho chiesto a scrittori, designer, artisti, imprenditori di scrivere un messaggio a un ex… Una lettera, o anche solo un sms. Il risultato è in un pezzo su D di Repubblica che trovate in edicola questa settimana. La lettera che forse mi ha più toccato? Quella che André Aciman, uno dei miei scrittori preferiti (sì, proprio lui, quello di "Chiamami con il tuo nome" e "Notti bianche", Guanda, li avete mai letti?) mi ha mandato, da New York, una domenica, pensando a un suo perduto amore. L’ho letta (e tradotta, che emozione tradurre qualcosa di uno scrittore che mi piace così tanto) e mi è venuta voglia di scrivere, davvero, a chi ho amato e perduto. Perché non ci sono mai lettere scritte invano. Ecco intanto quella di Aciman:

Cara Nancy,
c’è un giorno che ricordo bene. Dev’essere stato a fine dicembre o gennaio, di sicuro durante le vacanze di Natale. Faceva molto freddo, e noi ci eravamo incontrati per caso in uno dei corridoi vuoti dell’università. Abbiamo deciso di uscire insieme. Volevi lasciare qualcosa a casa, io anche; volevi comprare una maglia; ho chiesto se potevo accompagnarti. Siamo passati prima a casa dei tuoi. Ti sei cambiata, hai dato da mangiare al gatto, hai messo su della musica. Ci siamo seduti per terra, su un tappeto. Vicini, ma non abbastanza... Poi ancora in metropolitana, a casa dei miei; volevo posare dei libri. Il concierge ci ha visto entrare; mi ha strizzato l’occhio, io ho fatto finta di non vederlo. In casa eravamo soli, mi hai chiesto se potevi avere un bicchier d’acqua. Te l’ho portato. Volevo baciarti allora, sai. Ma non ero sicuro che lo volessi anche tu. Ti ho fatto vedere la mia camera, il mio letto, che era rimasto sfatto; ti sei seduta sopra, ma anche allora non ero sicuro che tu quel bacio tu lo volessi davvero. Ti sei avvicinata alla mia scrivania, guardavi tra le mie cose, le mie penne; mi hai detto che ti piaceva tanto la mia Pelikan. Te l’ho regalata. Poi siamo usciti ancora, verso Broadway, abbiamo pranzato insieme. Siamo stati insieme tutto il giorno; eppure, quando ti ho riaccompagnato a casa la sera, neppure allora ci siamo baciati.
Qualcosa è successo - o non è successo - quel giorno. Qualcosa ha fatto sì che tu non mi abbia più voluto vedere. Mi dicevi che mi avresti chiamato, e poi non chiamavi. Ci ho provato io, un paio di volte. Poi ho smesso. Come sarebbe cambiata la nostra vita, se fosse successo qualcosa quel giorno, a casa dei miei o a casa dei tuoi? Non lo so, non posso saperlo. Ma so che in qualche modo sono ancora innamorato di te, così come lo ero in quel freddo giorno d’inverno.
So anche un’altra cosa. Da allora ho capito che non avrei mai avuto il coraggio di fare il primo passo con una donna. Ogni volta che incontravo una ragazza che mi piaceva, inconsciamente ripensavo a quella giornata di freddo, noi due a casa dei tuoi, e poi a casa mia. Il tappeto, la musica, il gatto, il bicchier d’acqua, il letto sfatto, la voglia terribile di baciarti insieme alla terribile sensazione di disprezzo per non avere il coraggio di farlo.
Qualche mese fa ti ho cercato su Facebook. C’eri. Ti ho riconosciuto subito. Anche se avevi troppo rossetto, anche se i tuoi capelli ormai sono bianchi. Del resto, sono passati cinquant’anni. Mezzo secolo fa. E io sono ancora quel ragazzo di diciassette anni che non ha il coraggio di chiamarti.

10 commenti

Lilabella | Martedì, 5 gennaio 2016 @08:57

Anche io diverse volte mi sono chiesta come sarebbe andata se...
fossi stata meno timida e più spavalda. Ma guardo avanti. La vita mi ha cambiato, in meglio per fortuna!!!

LISA | Lunedì, 4 gennaio 2016 @09:31

Rosanna R.: per tutti, più coraggio, e più sogni.

LISA | Lunedì, 4 gennaio 2016 @09:30

Buongiorno Eyelitton. Bello pensare a chi cammina per strada con dei sorrisi misteriosi, pensando ad amori mancati, o amori appena nati. E' bello pensare che c'è ancora chi sorride per strada.

Elelytton | Domenica, 3 gennaio 2016 @23:19

Non tutti siamo fatti per osare, tuttalpiù alitiamo su vetri invisibili per scrivere i nostri messaggi, portiamo le nostre occasioni mancate e rimpianti sempre con noi, ci crogioliamo con la fantasia che tutto poteva succedere e di tanto in tanto ci incrociate per strada con in bocca strani sorrisi. Una bella scelta Lisa. Ti seguo da quando scrivevi su City. Buon anno

Rosanna R. | Domenica, 3 gennaio 2016 @17:50

Mi chiedo a quante volte Nancy, purché non sia mai stata indifferente, abbia pensato a quel giorno, a quel ragazzo che ancor oggi posa il suo sguardo sulla sua figura, sul suo ricordo. Mi chiedo quante Nancy esistano oggi, quanta timidezza esista- causa di amori mai nati. Mi chiedo soprattutto perché esista (e quando mai!?) quel mancato passo, quell'atteso gesto che non arriva mai, quel troppo pensare che altro non porta che occasioni sprecate. Penso alla Nancy che è in ognuna di noi, perché a tutte capita, prima o poi, di scontrarsi con l'indecisione altrui e di percorrere, nolente o volente, un futuro inaspettato (segnato per sempre da quel famoso "e se?"). Speriamo che questo nuovo anno regali più determinazione e meno lasciate perse...almeno io lo spero :)

Giusy | Domenica, 3 gennaio 2016 @14:36

Ma sì! sempre recidiva negli errori (quelli piccoli) Buon Anno Lisa e Buon Anno a tutti voi.

Anonimo | Domenica, 3 gennaio 2016 @14:34

questa lettera a un amore mai nato - come giustamente pensa Claudia - lascia spazio a diverse supposizioni. La mia? Che la bella giovanissima avrebbe voluto quel primo bacio, gli indizi mi portano a questo...poi ha scambiato timidezza per indifferenza e, arrabbiata e delusa, si è comportata secondo i normali canoni.

LISA | Mercoledì, 30 dicembre 2015 @09:54

Anch'io vorrei saperlo, Claudia mdg. O forse, Carla, vorremmo che un uomo, un ragazzo del passato, ci scrivesse una lettera così?

Carla | Martedì, 29 dicembre 2015 @12:35

A me é piaciuta tantissimo la lettera!! E mi ha fatto venire in mente un ragazzo che ai tempi dell'università mi offriva tutti i giorni il caffè della pausa-studio. Era bello e alto con gli occhi azzurri, é andato avanti per un po' ad offrirmi caffè, tante parole e chiacchere tra noi! Ma non è successo niente. Ci ho ripensato adesso e chissà se comunque non gli piacevo abbastanza o era davvero poco coraggioso? Anch'io come la ragazza della lettera, oggi, ho troppi capelli bianchi ( ma non uso il rossetto) e in fondo sono ancora quella ragazza di vent'anni a cui piace bere il caffè. Non necessariamente con un ragazzo

claudia mdg | Martedì, 29 dicembre 2015 @10:36

Di questa lettera, che più che un messaggio a un ex amore è un ricordo di un amore mai nato, di un'occasione persa per sempre, mi ha incuriosito lei: vorrei sapere cosa pensa la donna con qualche capello bianco e un po' troppo rossetto, se aveva capito, se avrebbe voluto quel bacio oppure no, se anche lei conserva il ricordo di quella giornata di freddo.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.