Lisa Corva

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Che bello scoprire che ci piace andare nella stessa libreria.

Venerdì, 8 gennaio 2016 @12:42

Andar per librerie. Lo faccio ancora, anche adesso che compro libri su Amazon e magari li leggo digitali. Mi piace ancora andar per librerie, perché penso sempre che lì, in quei labirinti di carta e sogni e storie, ci sia il #librochemiaspettava, proprio me. E che aspettava solo di essere trovato, aperto, annusato (il profumo della carta: ho un’amica che fa così, sempre, con i libri, prima di leggerli: li apre a caso e li annusa).
Quindi che bello scoprire, parlando, che ci piace andare nelle stesse librerie. E’ successo mentre intervistavo Scott Schuman, ovvero Sartorialist, il blogger e fotografo che ha reso famoso lo street style e che continuo a seguire su Instagram (l’intervista la trovate sul numero di gennaio di How To Spend It Italia, in edicola da oggi con Il Sole 24 Ore). Le sue librerie preferite a NYC sono anche le mie. "Strand, un vero cult, anche per i volumi rari e usati; McNally Jackson, che ha un bel caffè", mi ha detto. "A Manhattan compro libri: perché, confesso, alle scarpe riesco a resistere, ai libri no". E infatti nel suo appartamento newyorchese ci sono in bella vista, non solo negli scaffali ma anche impilati per terra accanto ai divani, libri, soprattutto di fotografia e di storia delle città.
Molte delle mie librerie preferite sono state chiuse, soprattutto a Milano (anche se, visto che nei prossimi giorni sarò a Milano, spero di andare a vederne una nuova nuova, una libreria-bar in zona Ticinese, Verso). Invece a Trieste c’è, da qualche anno, una nuova splendida libreria dentro uno dei miei caffè preferiti, il centenario Caffè San Marco. Per sfogliare i #librichetiaspettano mentre bevi un caffè. Qual è la vostra libreria preferita? Raccontatemelo...

12 commenti

LISA | Sabato, 16 gennaio 2016 @16:08

Franci, ma che bella la tabaccheria con il bookcrossing! Mi fa venire in mente tante cose... La farmacia con il bookcrossing (esisteva davvero) del mio secondo romanzo. I libri che passano di mano. I libri usati che cercano nuove persone che li portino a casa. Le sorprese di certi libri e di certe pagine, sempre. I libri che ci aspettano, come nuovi continenti ancora da scoprire. Anche i libri che abbandoniamo in fondo, strade non percorse, strade abbandonate.

Franci | Sabato, 16 gennaio 2016 @15:27

Tutt'altra cosa la tabaccheria del paese dove passo i mesi estivi, non ci sono tavoli a cui sedersi per sorseggiare caffè o cappuccini, ma in compenso ci sono libri in buon ordine in un apposito scaffale offerti a tutti per una lettura a casa propria. Non viene richiesto nulla, viene detto che è un prestito, si da fiducia a chi sceglie un libro, perché lo riporti, ma poi nessuno fa controlli. Questa "libreria" si avvale del fatto che chiunque può prendere un libro, ma anche donarne uno dei suoi. Personalmente ho portato diversi classici della letteratura dai sonetti di Shakespeare a Moby Dick, Le père Goriot, Giro di vite ecc. li avevo doppi. ho notato che sono stati presi e riportati, spero anche letti! mi è sembrata una cosa bellissima. I libri hanno il potere magico di insegnarci a vivere. A Bologna, dove abito, frequento una piccola libreria un poco polverosa, offre anche libri usati ed il libraio, che ormai conosce i miei gusti, sa consigliarmi. Comunque grazie per tutti gli autori e titoli che vengono via via consigliati da te, carissima Lisa, ne ho comprati parecchi e li ho letti con grande curiosità e piacere.

LISA | Sabato, 16 gennaio 2016 @14:36

Grazie, mi sono molto divertita a leggere i vostri ricordi di librerie... e punzecchiature! E bellissima l'Antilamentation di Dorianne Laux, che non conosco... Torno da Milano dopo essere stata nella nuova libreria-bar in corso di Porta Ticinese, quasi accanto alle Colonne di San Lorenzo, Verso Libri. Piccolissima, una sola vetrina, ma quando sono entrata c'era tutto quello che mi manca di una libreria: titoli scelti con amore, piccole case editrici, musica jazz, il bancone di un bar; e sopra un altro spazio di libri e tavoli a cui sedersi, sfogliare libri, lavorare al computer, con il cappuccino che arriva buffamente con un montacarichi. Andateci se passate da Milano: la magia della carta.

Monique | Giovedì, 14 gennaio 2016 @14:29

Chapeau, Alessandra!

"Non pentirti mai di nulla. Non dei crudeli romanzi che hai letto fino alla fine per scoprire chi aveva ucciso il cuoco. Non degli insipidi film che ti hanno fatto piangere nel buio. Non delle notti in cui hai invocato dio e maledetto tua madre, sprofondato nel divano del salotto mangiandoti le unghie".

(Antilamentation di Dorianne Laux)

Purificanti riflessioni della Laux.

Lei non si pente di aver lanciato un televisore dalla finestra, e a volte bisognerebbe essere di larghe vedute come lei.

Un "lungo" abbraccio virtuale :-)

Monique

Alessandra R. | Giovedì, 14 gennaio 2016 @12:01

D'altronde, Monique, si può e si deve giustificare i fiumi di parole che scorrono senza modo di agguantarli e fermarli? Io credo di no. E non sarei io. "Egoisticamente" si scrive per se stessi ma la scrittura ha il potere di portare alla luce sensazioni per poi condividerle e sono sinceramente contenta esse abbiano reso vivi i tuoi ricordi. E grazie a quelle librerie che ti fanno sentire veramente a casa, e il proprio spirito da un'indescrivibile karma.

Monique | Mercoledì, 13 gennaio 2016 @16:41

Alessandra, io invece l'ho trovato sublime...

Ero lì con te, passo dopo passo, sala dopo sala, scalino dopo scalino.
Forse perché le conosco le librerie che hai nominato.

"Io non ho mai avuto una tristezza che un'ora di lettura non abbia dissipato."
(Charles Louis Montesquieu)

M

Anonimo | Martedì, 12 gennaio 2016 @19:56

Alessendrà, stringi stringi sennò chi te legge? Alessandra: sarà anche bello e interessante il tuo racconto e l'incipit promette bene ma abbi pietà.

Alessandra R. | Domenica, 10 gennaio 2016 @14:11

Chiudo gli occhi e rivivo, come fosse oggi, quel sabato mattina in Bloomsbury. La primavera era ormai giunta e gli alberi londinesi, lungi dal rispettare una data sul calendario, si godevano ancora spogli la tranquillità di un quartiere ancora dormiente. L’Università era aperta ma pochi erano gli studenti che la affollavano, sparpagliati qua e là ma concentrati soprattutto alla caffetteria del piano terra. E come gli alberi nel loro mutare stagionale anch’io avevo i miei tempi, e il mio tempo da dedicare e improvvisare. Avevo un paio d’ore ancora per assaporare i dintorni, gli spazi, il cielo di quel nuovo quartiere londinese. Una passeggiata senza meta ma l’aria decisamente fresca e il vento dispettoso mi hanno spinto a invertire la marcia e intrufolarmi in un posto caldo in attesa di ricongiungermi più tardi con un’amica. Ed ecco che i miei occhi vengono attratti da un’insegna inequivocabile. Le Waterstones sono, come dire, omologate ma hanno una loro ben precisa identità, come se volessero mantenere l’allure di una vera libreria nonostante le regole dei tempi moderni. Ad esempio quella di Piccadilly, nonostante sia posizionata in un crocicchio affollatissimo, entrati e superato il piano terra (di inequivocabile richiamo per londinesi di passaggio e turisti incuriositi e avidi di novità) regala un senso di pace che non ti aspetteresti; complice la moquette che ricopre ogni spazio calpestabile. E la libreria in 82, Gower Street ha qualcosa di veramente speciale: qui rispolveri non solo scaffali che sanno di antico e vissuto ma anche quel piacere di perdersi e dimenticare il tempo, sensazioni che non capita spesso di provare. Quando entro in una libreria nuova sono solita fare un giro di perlustrazione generale: sommando spazi e tempo a disposizione, calcolo approssimativamente la mia permanenza in un settore piuttosto che in un altro, naturalmente lasciandomi guidare da improvvisazioni e scoperte che scardinano ogni piano iniziale. La libreria si trova all’interno di questo edificio storico in stile fiammingo gotico conservato in tutto il suo splendore. Cinque piani di puro godimento per la vista, il cuore, la mente. Ti senti in un posto speciale perché gli spazi restaurati sono pressoché originali: ampie sale intervallate da anguste stanze, come nicchie per nascondersi dal passaggio di altri lettori. Si raggiungono i piani alti salendo imponenti scale di legno massiccio; la mano scivola sul corrimano intarsiato e ti senti avvolgere da vissuti passati, come se una coperta fantasma ti avvolgesse e ti trasportasse indietro nel tempo, curiosando in quelle che allora erano gli appartamenti di sellai, commercianti di polli e tappezzieri. E quando ti accorgi che il tempo sta scivolando via, in preda ad un dolce senso di panico, cerchi di recuperare scendendo le scale fino al basement dove si può ammirare al reparto antiquario una collezione di rari e antichi libri. E qui e altrove ogni passo è reso felpato dalla onnipresente moquette che qui, credimi, adoro!
Ecco cara Lisa, questa è la libreria che, recentemente, mi ha letteralmente trasportato in una dimensione senza spazio e senza tempo anche se poi, richiamata da un inconscio senso del dovere e da una fisica stretta al polso, mi sono precipitata alla cassa e poi verso la piazza antistante per raggiungere la mia cara amica. Tra l’altro questa libreria si trova vicino a Persephone che pure questa, potenzialmente, si presta ad essere nominata libreria preferita ma, essendoci passata di domenica, non ho potuto che sbirciare all’interno, certo non scoraggiata dal cartello "closed". E con questo ti ho aperto invece una porta sui miei ricordi, e una delle mie librerie preferite. Non solo per la vasta ricchezza e scelta di testi ma per le sensazioni provate: semplici ma essenziali per lo spirito.

Mariella | Sabato, 9 gennaio 2016 @21:14

Anch'io amo le librerie: c'è sempre un libro che mi attende. Un libro che mi riconosce e che riconosco come il mio.

Giusy | Sabato, 9 gennaio 2016 @17:57

...e poi, SI' proprio come faceva una mia amica del tempo che fu, anch'io ho sempre annusato i libri nuovi anche quelli di testo che promettevano, con il loro odore-profumo, studio e applicazione da parte mia...

Giusy | Sabato, 9 gennaio 2016 @17:50

anch'io vado per librerie quando e se posso, Sono una"nullafacente" piuttosto impegnata.Più delle librerie, le varie e asettiche Feltrinelli, Mondadori Rizzoli ( e va bene... indimenticabile quella in Galleria, nostra meta il sabato mattina) mi incuriosiscono i Librai, e la maiuscola non è a caso. Il negozio dove andiamo a curiosare, a scegliere libri da leggere o regalare è gestito da una signora ancor giovane: capelli grigi prima del tempo, occhi e viso triste che si illuminano quando scelgo qualcosa che piace anche a lei. Sa consigliare bene e sembra averli letti tutti i libri che vende.. Ricordo anche il libraio vicino al Liceo classico frequentato da mio figlio tanti anni fa. Era figlio di profughi istriani. Anche lui, pochi sorrisi, però trovava sempre ciò che chiedevo e desideravo...Potrei aggiungerne altri, ne ho in lista...

Carla | Venerdì, 8 gennaio 2016 @22:09

La libreria é proprio il mio luogo del cuore: uno dei primi ricordi che ho e nella libreria Puccini in corso Buenos Aires a Milano, il papà prima di partire per i lunghi viaggi di lavoro lontano da casa andava in libreria a fare la scorta. Proprio così la scorta come si fa con la pasta, l' olio ... E io bambina lo accompagnavo e ascoltavo la libraria che consigliava i libri e a mia volta acquistavo i miei libri inizialmente di favole. Poi é arrivata la mitica Feltrinelli di piazza Piemonte e le scorte erano tutti libri seri e impegnati perché dovevo fare l'intellettuale (!). Anche se la libreria che preferivo, e che non c'è più, é la libreria Giannini al Forte dei marmi... Era aperta su due lati, scaffalature bianche altissime, libri sparsi, disordinati ; una di quelle librerie dove non trovi mai quello che cerchi, ma esci sempre con un libro che ti ha cercato. Ora c'è una piccola libreria di quartiere che resiste grazie alla passione delle due librarie, e una piccola libreria a Pietrasanta: una libreria conceptor con mobili vintage bellissimi..

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.