Lisa Corva

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Non amo l’amore. Amo l’amicizia: la montagna.

Martedì, 2 febbraio 2016 @09:58

"Non amo l’amore. Amo l’amicizia: la montagna".
(Marina Cvetaeva)

Pigra e contemplativa, ho sempre pensato all’amore come a un rifugio davanti al mare. Una nuotata, un immergersi. Al massimo, una passeggiata sulla riva. Forse per questo mi ha colpito la frase di Marina Cvetaeva, irruente poetessa russa di inizio Novecento, una donna che vedeva le relazioni – soprattutto quelle con gli uomini, certo – come delle arrampicate in alta montagna, vette da raggiungere e conquistare, panorami inaspettati, la fatica, l’ossigeno, il mondo dall’alto. "Nell’orografia cvetaeviana il cielo della passione fraterna è sempre ripidissimo, declive: rupe scoscesa, roccia a picco", scrive Serena Vitale nell’introduzione a "Le notti fiorentine" (Voland), piccolo libro di lettere poetiche che mi aspettava nella nuova libreria milanese Verso. Vado avanti, e sorrido: la Cvetaeva, esule russa negli anni Venti a Berlino, quando lascia la città chiede agli amici, per lettera, quelle "Bergschuhe tedesche", robuste scarpe da montagna, suo sogno e desiderio. Perché per camminare verso vette impervie emozionali ci vogliono scarpe giuste, e la Cvetaeva lo sapeva. Io, per quel che mi riguarda, rimango al mare.

1 commento

Carla | Martedì, 2 febbraio 2016 @14:07

Bisognerebbe avere delle buone scarpe, metaforicamente parlando, anche per camminare attraverso le vette della propria vita. Io che cerco sempre la via piana e meno dissestata, mi trovo, spesso, ad avere il fiatone quando sono in salita.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.