Lisa Corva

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Cronache da Amsterdam: tulipani al museo, un museo solo di borsette, e un ristorante in una serra.

Lunedì, 29 febbraio 2016 @09:18

Le mie cronache di Amsterdam cominciano sotto la neve, io a piedi (non avevo osato la bicicletta) verso il Rijksmuseum riaperto da poco, e poi vedo quell’insegna: Latteria Milanese. Un piccolo bar dove entro scrollandomi i fiocchi di neve, in cerca di un espresso italiano. Latteria milanese! Quasi un cortocircuito temporale, adesso che le latterie non esistono più a Milano: io ne ricordo solo una, a Brera; per il resto ci sono solo panetterie glamcheap e sushi veri o fake. Il barista è italiano, un ragazzo entusiasta della nevicata ("sono abruzzese", mi dice, "quanto mi manca la neve!"; dev’essere il primo italiano che incontro all’estero che non è nostalgico del mare e del sole…). Poi smette di nevicare e io ritorno tra i tulipani.
-Tulipani ovunque, anche al museo. I tulipani sono, com’è giusto, la prima cosa che noto arrivata in aeroporto: coloratissimi, avvolti a mazzi in carta bianca e blu con due olandesini che si baciano. Super-kitsch ma affettuoso e divertente. E al primo caffè ancora in aeroporto, una piccola sorpresa: in un piattino, gli Stroopwafel, i biscotti tondi al caramello che adoro. Qui li danno insieme (o al posto) della bustina di zucchero. Amsterdam calorica! I tulipani li ritrovo poi, fiammeggianti, in uno dei più bei caffè dentro un museo che io abbia visto: quello del nuovo Rijksmuseum, appunto (era stato chiuso per restauri dieci anni, ed ha riaperto nel 2013), dentro un grande atrio luminoso, con la luce nordica che abbaglia dall’alto. Sul bancone del caffè sono infilati, uno per uno, in una specie di piramide di ceramica a motivi bianca e blu, quella tipica di Delft: sono i porta-fiori tipici inventati qui nel Seicento (li vedrò poi nella collezione del museo, insieme alla luce silenziosa dei quadri di Vermeer). Gli stessi che ritrovo in un bell’albergo dove vado a prendere un caffè, da vera curiosa di design: è l’Andaz, disegnato da Marcel Wanders, olandese fascinoso e barocco che ho incontrato varie volte in questi ultimi anni da giornalista glamcheap. L’Andaz è un capolavoro di barocco contemporaneo; e anche il caffè è ottimo. Mi guardo riflessa in uno specchio dove Wanders ha messo, come decorazione, decine di cucchiai e cucchiaini uno diverso dall’altro: un’idea da copiare?
-Borsette? Sì, borsette, per un museo tutto dedicato a loro. Si chiama Tassenmuseum Hendrikje http://tassenmuseum.nl/en/ , dal nome della signora bag-addicted che mise insieme la collezione: più di 5000 borse e borsette, qui in mostra. Dalle prime bisacce del Medioevo, alle Châtelaines (le catene, spesso d’argento, legate in vita o a una borsa appunto, a cui le signore d’antan appendevano forbicine, ditali da cucito, sali…), borse di perline o ricamate, di piume di pavone o di struzzo, di bachelite; borse con il logo e borse da uomo (le doctor’s bags); la mitica 2.55 di Chanel, dal mese e anno in cui fu inventata (ricordate? La piccola borsa matelassé con la tracolla). E finalmente qualcosa che ho anch’io: "I’m not a plastic bag", una borsa di tela di Anya Hindmarch con la scritta ben cucita in vista, lanciata in edizione limitata dalla designer inglese, per cui anni fa ci si accapigliò in Corso Como (io ce l’ho, forse è il caso di tirarla orgogliosamente dall’armadio, quest’estate?). Esco (il museo è in una bella casa antica sui canali) e, confesso, mi gira la testa. Un altro caffè?
-A pranzo in una serra, e una lobby al sesto piano. Salto la più classica Amsterdam, che mi era così piaciuta la mia prima volta (compresi i giri in bici, la casa di Anna Frank e Van Gogh), e decido di godermi i lati più nascosti. Ad esempio, un pranzo dentro una vecchia serra ristrutturata, con tanto di cicogna sulla ciminiera (è il ristorante De Kas: http://www.restaurantdekas.nl ). E prendo un tè nell’albergo in cui sono stata invitata, anche perché i tavolini sono gold e la vista è straordinaria. Sono al W Hotel, e la lobby, stranamente, non è al pianterreno, ma al sesto piano, con vetrate da cui godersi i tetti e i pinnacoli della città. E un camino! Quasi quasi non viene voglia di uscire… Il W Hotel è in un vecchio massiccio ufficio postale, e nell’edificio di fronte, un’ex banca, è stato appena aperto X-Bank, un negozio di moda e design solo olandese, un trionfo technicolor. Avevo conosciuto gli architetti, gli israeliani Baranowitz Kronenberg http://www.baranowitzkronenberg.com , durante un reportage design su Tel Aviv, per Elle Decor. Poi, a cena, mi raccontano dove si sono sposati: a Lucca! Lui al terzo matrimonio, lei al secondo, per accontentare soprattutto una delle bambine che sognava un matrimonio da favola… E forse è vero, che cosa c’è più da favola di un matrimonio in terra straniera? Per una bimba cresciuta tra il mare e i grattacieli di Tel Aviv, è la Toscana con i suoi palazzi rinascimentali; per una bimba toscana, forse, è sposarsi tra i canali di Amsterdam.

5 commenti

Giusy | Martedì, 1 marzo 2016 @14:24

Mah! alcune regalate tanti anni fa. magari alle collaboratrici domestiche che mi erano simpatiche, altre in "scovazzòn" Caritas.Invece,l'unica arrivata al capolinea del mio guardaroba è la più semplice e la più sciupata di quelle che appartenevano a mia nonna Giuseppina. Ad altri la cura di eliminarla.

LISA | Martedì, 1 marzo 2016 @10:14

Spero, Giusy, che siano finite in mano a persone che le amano come le hai sicuramente amate tu! Sarebbe bello seguire il viaggio di quelle borsette...

Alessandra R. | Lunedì, 29 febbraio 2016 @15:37

Ovunque e altrove la primavera sembra già dietro l'angolo. Qui, tra cieli grigi e piogge incessanti ancora no, nemmeno una gemma in procinto di sbocciare. Eppure nei vasi a casa, sparsi qua e là, sono proprio i tulipani a farsi strada prima di tutti. Bulbi trapiantati che non vedono l'ora, come me, di sbocciare e assaporare il profumo e i cieli della primvera; primavera che si fa desiderare ma è qui, imminente!

Giusy | Lunedì, 29 febbraio 2016 @14:35

Io, che ormai viaggio solo con la fantasia (e con i ricordi) ti sono molto grata per questo reportage: frizzante, rapido ma incisivo, accurato nei dettagli...però, però...mi dispiace di aver eliminato alcune delle mie vecchie, belle borsette...

Carla | Lunedì, 29 febbraio 2016 @10:34

Io che vivo la Toscana come mia seconda terra, trovo che Amsterdam sia una sintesi perfetta per una favola! Ha i canali, architetture moderne e passate, la gente è calorosa nell'accogliere ( e nell'abbigliamento) e piccola e grande insieme. Grazie per questa bellissima cronoca

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.