Lisa Corva

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Che cosa racconta di te la tua casa, quando non ci sei?

Martedì, 1 marzo 2016 @09:40

"Amo le case, le cose che mi raccontano, e questo è uno dei motivi per cui non mi dispiace fare la donna delle pulizie. E’ proprio come leggere un libro… Perlopiù pulisco case vuote, ma anche le case vuote hanno le loro storie, i loro indizi. Una lettera d’amore nascosta in fondo a un armadio, bottiglie vuote di whisky dietro l’asciugatrice, liste della spesa: Per piacere compra una scatola di Tilde, un pacco di linguine e una confezione da sei di Coors. Scusami per quello che ti ho detto ieri sera ".
(Lucia Berlin)

Ho letto questo passaggio del libro di racconti di Lucia Berlin ("La donna che scriveva racconti", Bollati Boringhieri, traduzione di Federica Aceto; finito ieri e veramente bello), e ho pensato: già, che cosa raccontano di noi le nostre case, quando non ci siamo?

5 commenti

Arianna | Mercoledì, 2 marzo 2016 @12:23

La mia è stata definita una casa hippie, di certo é disordinata, mia madre non la sopporta. Il mio coinquilino é lo spirito di un animale domestico.

Alessandra R. | Mercoledì, 2 marzo 2016 @10:57

A memoria, uno dei più bei complimenti che abbia ricevuto è stato "la tua casa ti rispecchia appieno". E non importa se è una casa nuova o vecchia, piccola o grande, di passaggio o per tutta la vita. Lì è il nostro mondo, quello in cui ci rifugiamo quando chiudiamo fuori l'altro. Visitare la casa di qualcuno è un piacere: non per curiosare nei suoi affari ma per avere conferme o scoprire qualcosa di nuovo del suo abitante, amico o conoscente che sia. Ecco forse anche per quel motivo inconscio che fin da piccola sono sempre stata attratta dalle case. Tornata a casa, dopo essere stata in visita "per case", estraevo il mio album di carta millimetrata e disegnavo piante in scala di appartamenti, sulla falsa riga di quelli visti creando qualcosa di speciale. E immaginare poi gli abitanti di quella casa, muoversi fra le quattro mura e sentirsi pienamente se stessi. Le case raccontano. E riportano a galla ricordi. Anche ora.

A. | Martedì, 1 marzo 2016 @20:04

Io sono molto amante dell'ordine e amo il minimalismo. Sicuramente la mia casa racconta tantissimo di me ma è come una caccia al tesoro, esattamente come sono io. Se non conosci il contesto non sai dare un valore quindi è molto simile a me. Io amo farmi scoprire solo da chi decido io e se no si passa il limite non si saprà mai cosa nascondo. La mia casa è uguale. Sai Lisa, il mese scorso sono andata per la prima volta a casa di una mia amica e quando sono entrata nella sua camera mi sono sentita mancare. C'erano tantissime cose dappertutto, era una camera pienissima di foto, oggetti, ordinata però molto molto piena ed io avevo questa stanza da piccola, nel senso che tempo fa mi piaceva che la mia camera sia piena di tracce e simboli. Ma da quando ho avuto la mia casa amo il minimalismo e sono malata della pulizia e dell'ordine. Se un vestito è messo a caso ci sto male e l'arredamento sicuramente parla tantissimo di me ma devi scavare, capire, saper cogliere. La mia casa è per l'occhio attento e sveglio. Ho fatto il giro del mondo ma non troverai mai per ogni paese un oggetto, non amo le esposizioni, come non amo neanche mostrarmi . È vero, le case sono come noi. Grazie per questo post. E ti auguro un bellissimo marzo :)

Giusy | Martedì, 1 marzo 2016 @18:31

La straordinaria ragazza che una volta a settimana mi aiuta in casa (o fa finta di aiutarmi) e viene da me nei ritagli di tempo perché molto richiesta e amata, afferma che la mia casa racconta, perché piena zeppa di libri, foto, disegni,quadri, oggetti strani che hanno una storia vera, vissuta. Come una piccola pala austroungarica che forse apparteneva ad uno zio mandato in Galizia nel '15...per questo motivo leggerò il romanzo-

Carla | Martedì, 1 marzo 2016 @15:50

La mia casa racconta stratificazioni di oggetti, perchè,nonostante sia di moda il vuoto e il minimal architettonico, in casa mi piacciono le foto, i soprammobili più stupidi, ricordi di piccoli viaggi, i quadri di amici e di qualche artista famoso. Libri che straripano ovunque, specialmente sul calorifero della cucina dove io leggo abitualmente. Una casa glam cheap, perchè i primi mobili sono stati acquistati all' Ikea, poi quando siamo diventati una famiglia boho abbiamo comprato qualche pezzo meno cheap, ma sempre inserendolo nel nostro disordine bohemien.
I tavoli grandi dicono la mia passione per gli inviti e la convivialità, la cucina è perennemente "impataccata" perchè c'è sempre qualcuno che mangia fuori orario, dietro la lavatrice mi cadano, soprattutto, i calzini che poi sono spaiati.
Le lettere segrete, i bigliettini che mi scrivevano i bambini quando erano piccoli, e le multe!, le nascondo nei cassetti della biancheria vicino al mio letto: li le, rare, volte che faccio ordine, mi fermo prendo in mano le lettere e le leggo cercando di riassaporare il momento in cui le ho ricevute, cercando la stessa fragile emozione.
Si, forse, adesso mi piace un po' di più fare la donna delle pulizie a casa mia.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.