Lisa Corva

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In che quadro vorresti vivere?

Martedì, 15 marzo 2016 @09:42

"Era come stare in un quadro di De Chirico, l’ombra della donna si allungava verso di me tagliando la strada di traverso, ma lei si trovava in un luogo ben al di fuori della sfera della mia coscienza"
(Murakami)

Ho trovato questa frase leggendo il mio secondo libro di Murakami, "L’uccello che girava le viti del mondo" (lo sto leggendo nella traduzione di Antonietta Pastore, Einaudi. Un bell’800 pagine abbondanti che spero di finire prima di Musil). Ho letto la frase, comunque, e mi sono vista lì, in un quadro di De Chirico, con quelle piazze spiazzanti, quella luce metafisica. E ho pensato: in effetti, in che quadro vorrei vivere? Che, tra l’altro, è una domanda che faccio spesso nelle mie interviste a collezionisti d’arte o creativi o scrittori. Bè, la risposta non è per niente facile.
In che quadro vorrei vivere? Ho ripensato a certe tele del Carpaccio, quelle che sono nella piccola nascosta chiesa veneziana di San Giorgio degli Schiavoni; personaggi misteriosi col turbante, tappeti appesi fuori dalle terrazze e dai balconi, donne dalle acconciature complicate, prodigi e miracoli per strada (del resto, siamo nel Cinquecento). Poi ho pensato a paesaggi più dolci e quotidiani; certi divani di Matisse su cui allungarsi, con i fiori nel vaso e una finestra da cui guardare il mare (ma lui pare fosse un uomo poco simpatico, non vorrei rischiare di incontrarlo); certi interni di Bonnard con una vasca in cui immergersi (io adoro l’acqua calda e profumata, e ho sempre trovato così romantico come lui dipingesse, anno dopo anno, la moglie nuda nella vasca: finché ho scoperto che in realtà lei faceva così tanti bagni per una strana malattia…); e ancora Chagall con violinisti sul tetto, coppie innamorate che volano, una certa aria leggera di felicità. E voi, in che quadro vorreste vivere?

17 commenti

LISA | Venerdì, 18 marzo 2016 @14:57

Domo, non la conoscevo. Bellissima.

LISA | Venerdì, 18 marzo 2016 @14:56

Grazie di tutti questi quadri in cui passeggiare. E vivere. Alcuni, come l'abbraccio di Klimt, sono anche i miei...

arianna | Giovedì, 17 marzo 2016 @11:18

Io vivo nel quadro degli orologi molli di dalí. Da sempre.

Angela | Giovedì, 17 marzo 2016 @10:03

Carissima Lisa vorrei vivere in viaggio tra le vedute degli Orientalisti e tra i lavori di Klee dipinti in Tunisia ma anche tra le distese di mare siciliano di Guccione o riflettere nel tunnel di Alviani ma forse più di tutti vorrei vivere in un eterno abbraccio (bacio) quello di Klimt

Bianca | Mercoledì, 16 marzo 2016 @20:43

Ion entrerei subito in un quadro di Piero della Francesca

Laura | Mercoledì, 16 marzo 2016 @20:37

... Vorrei essere la donna del "Bacio di Klimt", sentirmi avvolta ed assaporare ad occhi chiusi l'incanto di sentirmi amata e protetta.

Carla | Mercoledì, 16 marzo 2016 @20:15

Lisa, una delle donne di Boldini! Meravigliose

Alessandra R. | Mercoledì, 16 marzo 2016 @13:53

In quale quadro vorresti vivere? Mmmmm non so se influenzata inconsciamente da una recente conversazione, ma istintivamente ho pensato all'Ophelia del preraffaelita Millais. O forse per una sorta di misreading ho colto un "quale quadro ti rappresenta?" ... bello questo porsi domande, un pò ponte tra realtà e immaginazione. Le tue note sono sempre così fonte di ispirazione e riflessione.

silvana | Mercoledì, 16 marzo 2016 @08:37

The Singing Butler Io vorrei essere in questo quadro di vettrano

Domo | Mercoledì, 16 marzo 2016 @08:25

Buongiorno Lisa, conosci Adrienne Rich?

Canzone
Ti domandi se mi sento sola:

Ok allora, si’, mi sento sola

come un aereo vola solo e orizzontale

sulla sua onda radio, puntando

oltre le Montagne Rocciose

verso le piste recinte di blu

di un aeroporto sull’oceano.

Mi vuoi chiedere, mi sento sola?

Bene, certo, sola

come una donna che attraversa il paese guidando

giorno dopo giorno, lasciandosi dietro

miglio dopo miglio

piccole citta’ dove avrebbe potuto fermarsi

a vivere e morire, da sola.

Se mi sento sola

dev’essere la solitudine

di svegliarsi per prima, di respirare

il primo respiro freddo dell’alba sulla citta’

di essere l’unica che e’ sveglia

in una casa avvolta nel sonno.

Se mi sento sola

e’ come la barca chiusa nel ghiaccio della riva

nell’ultima luce rossa dell’anno

che sa che cos’e’, che sa che non e’

ghiaccio ne’ fango ne’ luce d’inverno

ma legno, con quel dono di poter bruciare

(Adrienne Rich)

LISA | Martedì, 15 marzo 2016 @21:37

Con l'ombrellino mi vengono in mente anche le donne di Monet nei campi di papaveri. Quando l'abbronzatura era vietata! E invece, Carla, come quadri della scapigliatura, a cosa pensavi?

Carla | Martedì, 15 marzo 2016 @20:49

Piccolissima ratifica, il quadro di Seruat é "Una domenica pomeriggio alla Gran Jatte"

LISA | Martedì, 15 marzo 2016 @20:05

Carla, che bello quello che hai scritto! E che bella l'idea di essere un fiore, anche solo un fiore, in un vaso di un quadro. Un dettaglio prezioso che dà senso, a volte, a tutto l'insieme. Lì dove si posa l'occhio e il cuore.

Carla | Martedì, 15 marzo 2016 @19:32

Anch'io avevo pensato alla primavera del Botticelli, all'inizio, per via dei tessuti impalpabili. Poi sono passata al divisionismo di Seruat, la dama bianca con l'ombrellino che guarda all'orizzonte il mare mi piace da pazzi. Mi piace l' aria che si respira, l' abito elegante, lo sguardo libero che vaga lontano e la tecnica di piccolissimi punti di colore , che danno forma solo se ti allontani. Mi piace il divisionismo francese per la tecnica e per i soggetti che rappresenta, così come vorrei vivere in uno dei dipinti della nostra scapigliatura italiana: essere una di quelle donne un po' lascive, che mostrano piccole pezzi di carne , hanno labbra e gote rosse e bianche pelli. Io sono esattamente l' opposta di quella delicata trasgressione che questi pittori rappresentavano ( sono molto comune!) ma mi accontenterei anche di essere solo un fiore nel vaso di fiori dietro di loro.

LISA | Martedì, 15 marzo 2016 @17:18

Non male passeggiare con il Canaletto!

Giusy | Martedì, 15 marzo 2016 @14:59

Beh...

Anonimo | Martedì, 15 marzo 2016 @14:58

Procedendo con ordine, il primo quadro in cui vorrei tuffarmi (per un attimo) è il più ovvio: La Primavera botticelliana. Sembra stucchevole, ma non lo considero tale. Niente male passeggiare con il Canaletto in Riva degli Schiavoni. Per non parlare di Fragonard, stucchevolissimo:mi sono sempre piaciute le altalene. Poi c'è il surreale Magritte che adoro, con la sua surreale triste ironia. Bella domanda, Lisa!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.