Lisa Corva

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Seguendo la primavera.

Venerdì, 19 marzo 2010 @08:48

"È strano come i cambiamenti di stagione ci mettano addosso la voglia di essere in un posto diverso da dove siamo. Sarà che l’aria si fa diversa suggerendoci altri climi, sarà che ci rendiamo conto che il tempo passa e noi restiamo fermi…"
(Gianfranco Calligarich)

Oppure semplicemente è la primavera? Che ci dice: esci, respira, vivi… Oggi, seguiamola.

(La frase di oggi è tratta da "L’ultima estate in città", Nino Aragno Editore: un’estate a Roma alla fine degli anni Sessanta, un’estate quando un uomo e una donna si incontrano e tutto sembra possibile. O forse no. Potete leggere l’intervista a Gianfranco Calligarich se tornate indietro al 9 marzo. Intanto, buona primavera)

16 commenti

LISA | Sabato, 20 marzo 2010 @19:06

Per GIUSY: la primavera a Trieste è la primavera che sogno, sempre. (Ma anche l'estate con un "tocc", un tuffo, al Bivio di Miramare o a Barcola, l'autunno con il sommaco rosso, l'inverno con la bora...). Per ROSSOFRAGOLA: vedi? Il vento di primavera ti ha riportato qui. E mi ha fatto molto piacere. Per DANIELA: sì, expat anch'io! Per NEGALA e CAPOLINEA: non c'è bisogno di essere "acculturati" per amare dei versi che parlino di primavera. Basta soltanto aprire il proprio cuore. Non è straordinario, questo? Ed è la magia delle parole, della poesia.

Ursenna | Sabato, 20 marzo 2010 @18:33

Itchy Feet anche per me!! Ma che sia estate, che sia estate subito! Perchè le rondini tatuate sul suo petto non torneranno da me. Perchè mia sorella soffre di allergie ai bei fiori primaverili. Perchè voglio re-imparare a respirare dai pomeriggi neghittosi e caldi della Riviera ligure estiva. Perchè le infradito occhieggiano dalle vetrine. Perchè il mare chiama, chiama, chiama!

Rossofragola | Sabato, 20 marzo 2010 @15:03

Ciao Lisa,
è secoli che non passo da qui...e scorrendo qualche commento dei giorni precedenti il mio cuore si è fermato di fronte alla meravigliosa notizia di Marina che finalmente ha attraversato il fume e ha ora tra le mani il suo bambino.
Non so nemmeno quanto tempo sia passato da quando io e Marina ci siamo parlate x telefono...anni luce...il ns cuore era ancora inondato dalle lacrime...le ferite ancora aperte.
Entrambe abbiamo intrapreso la strada dell'adozione...e oggi Marina ce l'ha fatta: il suo cuore ora è pieno d'amore e il fiume è stato attraversato.
Io sono ancora in mezzo al fiume, non so quanto tempo dovrà passare perchè io attraversi la sponda e approdi in Sri-Lanka, il paese di mio figlio/a...ma spero accada presto, perchè il mio cuore ancora a volte lacrima.
E' un'attesa infinita, spesso ancora mi chiedo perchè...una risposta non so se l'avrò mai, forse l'avrò solo quando potrò finalmente abbandonarmi a questo bimbo tanto sognato e desiderato.
Di certo verrò ad annunciarvelo.
Auguro a tutte le mamme in attesa che arrivi presto il loro bambino.
E chiedo a Marina se si ricorda ancora di me, di scrivermi...mi piacerebbe conoscere il suo piccolo cucciolo.
Un abbraccio forte a tutte.

Poetessa | Venerdì, 19 marzo 2010 @21:20

E' il cambiamento, è il desiderio di provare qualcosa di nuovo, che senti già, addosso. Ti avvolge il vento primaverile, ti scalda il calore del sole. E così sei già proiettato lì dove tutto questo sembra fissato nello spazio e nel tempo. Lì dove sai di poter sentire la primavera senza lasciarla sfuggire. Non vedo l'ora di respirarla davvero questa primavera!

Lisa, posto qui un frammento del mio racconto "Introspettiva" tratto dalla raccolta NEVERMIND per accompagnare le note di "The show must go on". Io gli anni '90 li ho vissuti poco però ci sono canzoni che non puoi non sentire, che ti porti dietro comunque. Che senti esplodere molti anni dopo e diventano parole ed emozioni.
Questa è una raccolta di emozioni. Presenti e passate di chi ha ascoltato la musica degli anni '90.
CAM, io le ho scoperte recentemente, anche attraverso gli altri autori ed il loro entusiasmo. Spero di riuscire a trasmettere così anche il mio...

"Sono pronto.
Le luci sono accese, la base esce dalle casse, il sipario è alzato.
...
Il sorriso sulle labbra, il trucco perfetto, è questa la mia maschera. Una voce che si innalza nell’aria fino ad esplodere in volo, è questo il mio segreto. Non mi serve altro. Tutto ciò di cui ho bisogno fa parte di me: un entusiasmo che mi consuma, una forza che non si esaurisce, un sentimento che si trasforma in musica. Questo sono io: l’anima dello spettacolo. Nessuno mi potrà fermare, nessuno mi potrà sostituire.
Lascio svagare lo sguardo fino alla superficie lucida dello specchio del backstage. E’ un rituale che non riesco a spezzare: l’occhio si posa, controlla e l’adrenalina sale. E’ solo un rituale, che perde ogni volta un po’ del suo potere. Il microfono in una mano, la nota che mi dà l’attacco, l’occhio che si stacca dal vetro, il piede che si solleva, la tenda che si sposta: l’ennesimo passo che confermerà la mia fama. Il mio rituale. Ancora una volta sono arrivato a questo istante."

Capolinea | Venerdì, 19 marzo 2010 @21:02

anch'io seguo di tanto in tanto questo "blog" quando i dolori me lo permettono.Non ho capito quali siano i dolori diCam. Un consiglio non richiesto:prendi dalla vita ciò che ti viene offerto, afferra l'attimo fuggente e non disperarti inutilmente. La rima è uscita solo per caso. Non sono acculturata come voi.

Negala | Venerdì, 19 marzo 2010 @19:25

Buona sera a tutti! quotidianamente tramite pc leggo le "perle" che Lisa ci propone e resto letteralmente incantata dai commenti che ne scaturiscono. Le mie conoscenze in campo poetico sono molto limitate e risalgono all'età scolare, scusate la mia "grettezza" lettura per mè è sinonimo di narrativa, saggistista, ecc. Con tutto ciò io apprezzo e ammiro i vostri scambi di opinioni e suggerimenti su questo o quel poeta a me sconosciuto, posso solo fare solo da spettatrice...Riesco comunque a cogliere l'essenza dei sentimenti che si vogliono e possono esprimere attraverso i loro scritti.
Mi sento molto vicina a Cam, ha definito magistralmente "la morte del cuore" Io ho vissuto momenti molto tristi e dolorosi dai quali non riesco a sollevarmi nonostante mi sforzi di vivere apparentemente in modo normale, contraccambiando i sorrisi, battute e arrabiandomi pure...
Buon fine settimana a tutti i lettori del blog.

Cam | Venerdì, 19 marzo 2010 @15:00

LILA "il velo di malinconia dell’infernale inverno del cuore" è ciò che lascia su di me il dolore che mi circonda in questo brutto periodo. Il dolore, la sofferenza, la morte ci impongono il confronto con qualcosa che l’abbagliante luccichio della gioia molto spesso nasconde. Il tempo che passa e il nostro rimanere fermi, immobili, quasi paralizzati, incapaci - o impossibilitati - nel continuare a vivere. Il dolore ci impone riflessioni impensabili in altri momenti. Mi viene alla memoria la gaddiana "Cognizione del dolore": quante analogie vi riconosco (e quante differenze), quanto altro si potrebbe scrivere partendo da quel titolo, cosa il dolore ci permette di scoprire e di comprendere?. Per tentare di esorcizzare il dolore (dimenticare è difficile, impossibile forse) provo a giocare con parole pensieri emozioni sperando che segua poi la rinascita, confidando nel significato del termine "crisi" = "cambiamento", sperando che almeno per una volta si realizzi il mito dell’araba fenice che rinasce dalle sue ceneri, sperando che il buio della notte faccia poi meglio apprezzare i colori di una nuova alba che lentamente rischiarerà l’orizzonte. Chi lo sa, lo "scopriremo solo vivendo".

"INEUNTE" è il participio presente del verbo latino "inire": è ciò che sta per arrivare, ciò che "bussa dietro la porta" (chi l’avrebbe mai detto che quell’anonimo "Latinorum" studiato nella notte dei tempi al Liceo [non Classico ovviamente] un giorno avrebbe cominciato a parlare!).
A volte non solo l’inglese ha il dono della magica sintesi: mi piaceva il suono di quella parola, il senso che riusciva a trasmettere, non voleva essere sfoggio di vuota erudizione (la mia padronanza del "Latinorum" non va molto più in là).
Chiedo venia!!

Lila per Giusy | Venerdì, 19 marzo 2010 @14:43

penso proprio di sì!

Giusy | Venerdì, 19 marzo 2010 @14:43

Come può esserni accaduto di mandare due volte lo stesso messaggio? scusatemi tanto.Pensavo troppo alla primavera triestina. Colpa di Lisa

Giusy | Venerdì, 19 marzo 2010 @14:37

e va bene, ancora una volta ho dimenticato. Il mio non è un soprannome

Anonimo | Venerdì, 19 marzo 2010 @14:35

non avevo proprio voglia di intervenire, ma oggi parli di Calligarich: triestino senza esserlo veramente, milanese, romano? Ma tu provochi! Penso a Trieste e ai suoi pochi alberi maltrattati dalla bora (bianca e nera). Nulla a che vedere con il tripudio dei parchi romani. Penso al Carso in primavera, rovi fioriti, robinie, ginestre, pruni selvatici, tante essenze presenti solo nel territorio.Tutto "sotto tono". Ma spuntano come fiori, sotto i Portici di Chiozza dove passo per tornare al mio alloggio,donnine aggraziate, "calate giù dal carso" che offrono, composte e mute, fragranti mazzolini: sono v iole mammole, narcisi, mughetti.; ti invitano all'acquisto con uno sguardo o con un quasi impercettibile movimento del braccio.Mi manchi, Trieste in primavera. Un blog può essere considerato come uno "sfogo" (non in senso dermatologico?)

Anonimo | Venerdì, 19 marzo 2010 @14:35

non avevo proprio voglia di intervenire, ma oggi parli di Calligarich: triestino senza esserlo veramente, milanese, romano? Ma tu provochi! Penso a Trieste e ai suoi pochi alberi maltrattati dalla bora (bianca e nera). Nulla a che vedere con il tripudio dei parchi romani. Penso al Carso in primavera, rovi fioriti, robinie, ginestre, pruni selvatici, tante essenze presenti solo nel territorio.Tutto "sotto tono". Ma spuntano come fiori, sotto i Portici di Chiozza dove passo per tornare al mio alloggio,donnine aggraziate, "calate giù dal carso" che offrono, composte e mute, fragranti mazzolini: sono v iole mammole, narcisi, mughetti.; ti invitano all'acquisto con uno sguardo o con un quasi impercettibile movimento del braccio.Mi manchi, Trieste in primavera. Un blog può essere considerato come uno "sfogo" (non in senso dermatologico?)

Lila | Venerdì, 19 marzo 2010 @12:20

Che bella la primavera. Pensando alla primavera penso ai prati con le margherite, ai profumi nell'aria che cambiano, ai fiori che sbocciano, alle farfalle.
Per CAM: vedo che anche a te piace giocare con le parole, solo una cosa: perché quel velo di malinconia dell'infernale inverno del cuore? E che vuol dire INUENTE? Perdonami ma sono ignorante in materia. Tornando alla poesia vorrei dire che io non vorrei essere in un posto diverso dalla mia città nell'aspettare la nuova stagione. L'importante è che lo senta il mio cuore che ora è sereno.

Cam | Venerdì, 19 marzo 2010 @11:53

INEUNTE PRIMAVERA - COLLAGE

"sarà che ci rendiamo conto che il tempo passa e noi restiamo fermi ..."
... assiderati nell'infernale inverno del cuore.
Speriamo che la primavera ci porti lontano, in un altrove straniero dove poter rinascere, dove poter uscire e respirare e vivere.

Dai SIMONA (CON CONSORTE POETA) regalaci una poesia che "sappia di te", che di te conosca ciò che noi ancora ignoriamo, che porti il tuo profumo tra le sue parole. Regalaci un soffio di primavera.

daniela | Venerdì, 19 marzo 2010 @11:51

Ma lisa...ho to appena letto la oesia di ier..."altrove straniero"?Ti sei trasferita all'estero?Anche tu,un'espatriata?

daniela | Venerdì, 19 marzo 2010 @11:49

Lisa, con questo passaggio mi hai letto nel pensioero, e' ESATTAMENTE il discorso che mio marito ed io facevamo ieri sera, la primavera ci da'...itchy feet, dicono qui!Piedi che prudono:-)che vuol dire voglia di andare!coi bimbi, o magari per un paio do giorni senza bimbi, solo noi due...

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.