Lisa Corva

Commenta come:
Testo:
Anti-Spam: CAPTCHA Image
 Immagine different
Posta commento

La cosa bella dei tulipani è che non mi ricordo mai di che colore saranno ora che sbocciano.

Giovedì, 21 aprile 2016 @08:31

La cosa bella dei tulipani è che non mi ricordo mai di che colore saranno ora che sbocciano.

Così mi ha scritto un’amica ieri, su whatsapp (quanto mi piace mandare foto e messaggi al volo su whatsapp?), insieme alla foto dei tulipani che stavano sbocciando sul suo balcone. Un’amica storica, l’amica di una vita: Simonetta. Che adesso vive anche lei in un suo altrove, lontano dalla Milano dove siamo cresciute insieme, dove i fiori che mi ricordo erano le mimose delle manifestazioni dell’8 marzo, le palmette sulle borse di Naj Oleari, e i fiori di una canzone: "Sara, svegliati è primavera" (sì, eravamo ragazze alla fine degli anni Settanta). L’altrove di Simo, dove sbocciano adesso i tulipani (e anche un papavero) è a Nord: tulipani tardivi, dunque, ma testardi e tenaci nella loro magia, com’è la primavera. Ci pensavo ieri, camminando per le vie e i giardini della città dove vivo; pensavo a quanto, a sedici anni, non notassi neppure i fiori, o i petali (forse perché quando torna la primavera, come dice un verso di Rilke che è stato un mio #spillo, "la terra è come un bambino che sa poesie a memoria", e quello che mi interessava a sedici anni era copiare poesie e slogan di manifestazioni sul mio diario). Al massimo c’era un mazzo di fiori rubati dalla tarda primavera in Liguria, i piccoli profumati fiori bianchi del pitosforo, che un’amica – sempre un’amica dell’adolescenza, Orietta – mise sulla tavola della colazione. Un piccolo gesto che mi è rimasto negli occhi e nel cuore: basta poco per la bellezza quotidiana.
Ma l’incantesimo dei petali è arrivato dopo, pian piano. E’ arrivato leggendo piccoli capolavori come "Il giardino di Elizabeth" della mia adorata Elizabeth von Arnim. Imparando ad alzare gli occhi verso i glicini nelle ville, quando cominciano a fiorire. Fermandomi a raccogliere foglie di eucalipto in Australia, meravigliandomi di quanto sono profumate; lasciandomi stregare dai "bottlebrush", i fiori che assomigliano a degli scovolini di piatti rossi e fiammeggianti (e hanno anche un nome più serio: Callistemon), lì "down under" veri alberi che crescono sulle strade verso il deserto rosso; e io poi, sull’onda - anzi sul petalo - della fascinazione, avevo provato a coltivarne una sul mio balcone milanese. L’incantesimo dei petali è arrivato con i gerani testardi ("when in doubt, plant a geranium", frase-mito della giardiniera Margery Fish); con i papaveri spericolati che crescono anche sui binari di periferia (la splendida immagine di Vivian Lamarque); con i dorati e speziati fiori di elicriso che raccolgo sulle mie isole; con i tulipani muti di dolore in una camera d’ospedale di Sylvia Plath ("i tulipani sono troppo eccitabili, è inverno qui"); con i giacinti in bulbo che mi fanno ridere, ogni volta che rileggo la pagina della Provincial Lady che non riesce a farli spuntare per tempo (è uno dei miei "livres de chevet", l’esilarante "Diary of a Provincial Lady" scritto negli anni Trenta). Con le rose che sono la colonna olfattiva della mia vita. Con la peonia sulla copertina del mio ultimo romanzo. Con i petali che raccolgo, che tocco, che fotografo, che porto alle labbra, ovunque io sia, meravigliandomi ogni volta di quanto possa rendermi felice un fiore.

2 commenti

LISA | Venerdì, 22 aprile 2016 @07:18

Carla, mi hai fatto venire in mente i gerani sul balcone di mia nonna...

Carla | Giovedì, 21 aprile 2016 @21:36

L' incantesimo dei fiori!? Già un vero incantesimo, che per quanto mi riguarda, si è risvegliato da qualche anno. Infatti, solo recentemente mi sono appassionata di fiori e in particolare in estate, al mare. La casa estiva ha un bellissimo terrazzo che la nonna riempiva di gerani rossi e rosa: quando arrivavo al mare era la prima cosa che notavo, i fiori erano curati e rigogliosi. La nonna, poi, é morta e il terrazzo é rimasto vuoto, ed io allora da qualche anno cerco di ripetere quella magia comprando i fiori. Ed è qui che avviene l' incantesimo: i fiori resistono tutta l' estate, nonostante la mia scarsissima abilità, e mi accompagnano fino a quando non chiudo casa per l'inverno. E un po' mi sembra di avere la nonna vicino.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.