Lisa Corva

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Primo di agosto, nuovi orizzonti. (A proposito di cappotti in arrivo, un viaggio a Santa Fe e la mia intervista a Li Edelkoort).

Lunedì, 1 agosto 2016 @10:56

Per la prima volta, quest’anno, entrando dentro un grande magazzino per curiosare tra i saldi, ho visto la collezione autunnale e non ho avuto un moto di malinconia, ma di sollievo… L’autunno in arrivo? Davvero? Che meraviglia. Forse perché quest’anno fa troppo caldo e sto diventando una donna d’ombra. Forse perché mi piacciono le stagioni ribaltate e invertite. Forse perché mi piace avere qualcosa da aspettare.
E a proposito di nuovi orizzonti. Una delle cose che più mi piace, facendo interviste per How To Spend It, l’allegato mensile del Sole24Ore (a proposito: questo weekend sarà in edicola il numero di agosto, con due miei corva-pezzi), è scoprire appunto nuovi orizzonti, nuovi pensieri, nuovi luoghi, nuovi oggetti del desiderio. O semplicemente nuove cose belle… Come mi è successo con Li Edelkoort,"trend forecaster", i suoi gusti sicuri, il suo occhio per quello che succede di nuovo e bello nel mondo. Ecco l’intervista che le ho fatto (è uscita sul numero di aprile). Parlandole, un desiderio: oltre ai cappotti, un viaggio a Santa Fe, così come l’ha raccontata lei, con un'improvvisa tempesta di neve, sulle tracce di Georgia O’ Keeffe (di cui è appena inaugurata, tra l’altro, una grande mostra alla Tate Modern di Londra). New Mexico, aspettami. Prima o poi…

LI EDELKOORT
I segni distintivi del mio stile
Cappotti! Perché mi coprono… ed esprimono quella che sono. Per questo li cerco speciali, che si facciano notare ma al tempo stesso mi diano sicurezza. I miei preferiti sono di Dries van Noten, Marni, Alber Albaz; ma ho anche un vintage Balenciaga e un Comme des Garçons (forse il più bello). Sono cappotti disegnati partendo dal tessuto, e questa è la cosa che mi piace di più. Le forme oversize fanno risaltare il materiale, e sottolineano la parte più eccentrica di me.
L’ultima cosa che ho aggiunto al mio guardaroba
Un cappotto, ovviamente! Comprato a Berlino, da Annette Görtz. E’ un prototipo della collezione del prossimo inverno, ma molto generosamente mi ha permesso di averne già uno! E’ fatto di un materiale speciale, un "obi" giapponese jacquard dai colori metallici e cangianti. Non vedo l’ora di indossarlo.
Un posto indimenticabile che ho visitato di recente
Santa Fe. Sono stata invitata per una conferenza al Museo di International Folk Art: così ho scoperto la città, che è molto bella; l’architettura e l’artigianato, davvero da ispirazione; i tappeti Navajo, irresistibili. Un’improvvisa tempesta di neve ha reso il tutto ancora più magico.
Nel mio frigorifero non manca mai
Una bottiglia di vodka Clarity.
L’ultima cosa che ho comprato e amato
Il Kiddy Ride di Maarten Baas, che faceva parte della sua mostra al Salone del Mobile nel 2014, quasi un circo. Un oggetto-gioco, una scatola che risuona come un toro feroce se infili dentro una sterlina. Mi piace il design quando diventa performance.
L’oggetto che vorrei acquistare
Una sedia Carlo Bugatti, molto ornata, che ho visto da un antiquario. E’ semplice, quasi da outdoor, ma le decorazioni orientaleggianti sono incredibili.
L’ultimo pranzo che mi ha impressionato
La cena di Thanksgiving da Etthem, il mio albergo preferito, un hotel dall’atmosfera intima a Stoccolma, disegnato dalla mia talentuosa amica Ilse Crawford, dove si mangia su grandi tavoli in cucina o in biblioteca. Ma un altro pasto memorabile è stato sulla terrazza dell’Heure Bleu Hotel ad Essaouira, in Marocco, con la mia grande amica Dominique. Davanti a noi il mare, la città, l’orizzonte; e un’incredibile insalata con scampi e calamari freschi alla griglia, pomodori e capperi. Da allora è diventata la mia insalata preferita, che cerco sempre di copiare (e migliorare) a casa.
Un oggetto a cui non rinuncerei mai
I miei tappeti. Che passano di casa in casa. Soprattutto non rinuncerei mai a quello dell’Anatolia che ho comprato da Altai a Milano, il miglior negozio di tappeti nel mondo. E’ decorato con fiori che sembrano quasi disegnati da un bambino; è stato con me nella mia casa a Parigi, in Marocco, e ora a New York. I miei tappeti sono nomadi come me.
L’artista che collezionerei, se potessi
Catharina van Eetwelde: sto cominciando a collezionare i suoi disegni. Terrà una mostra a Basilea in autunno.
I prodotti di bellezza a cui non rinuncio mai
Rossetto! Chanel "Gabrielle" #9, MAC Russian Red #A45 oppure Dior Rouge #941. Inoltre mi piace lavarmi i capelli con del sapone, non shampoo: quindi dev’essere di ottima qualità e con una buona fragranza, come quello dell’Officina di Santa Maria Novella a Firenze o del negozio di Jurgen Lehl a Tokyo (raccomando quelli profumati allo zenzero). Ma credo molto allo skincare: e quindi Crème de la Mer e Skin Caviar Collection di La Prairie, sperando che qualcuna di queste creme magicamente funzioni.
Le mie icone di stile
Senza dubbio, Georgia O’Keeffe, per il suo stile forte e severo. Ma anche il modo di vestirsi di certe donne della Secessione Viennese.
I libri sul comodino
"The Witches Salem 1692" di Stacy Schiff, per capire meglio certi lati dell’America; "Fearless Girls, Wise Women & Beloved Sisters", eroine delle favole folk nel mondo, per capire la forza femminile nelle leggende; "Vie et opinions philosophiques d’un chat", del filosofo francese Hippolyte Taine, un classico di humor e cinismo; "The Rock of Tanios" di Amin Maalouf, uno dei miei scrittori preferiti.
Se non vivessi dove vivo, a Parigi e New York, vivrei…
A Capetown, in Sudafrica. Il Paese, la gente, il paesaggio, il cibo, la musica: mi piace tutto. E oltretutto ospita la migliore conferenza sul design del mondo: Indaba, che ogni volta mi ispira, momenti di conoscenza e di grazia.
Un piacere a cui non rinuncerei mai
Patate! Cucinate in ogni modo, tranne che bollite.

4 commenti

LISA | Venerdì, 5 agosto 2016 @08:39

E a proposito.. Questo venerdì, il primo di agosto, esce il nuovo How To Spend It, con un'altra delle mie interviste e uno dei miei topshop in giro per il mondo!

LISA | Venerdì, 5 agosto 2016 @07:59

Io sono rimasta affascinata dall'idea di una tempesta di neve nel deserto: a Taos, nel New Mexico, un luogo in cui desidero andare da quando conosco i grandi fiori di Georgia O' Keeffe... Ma anch'io ho improvvisamente rivalutato il rossetto rosso e l'abbraccio dei cappotti!

claudia mdg | Giovedì, 4 agosto 2016 @14:02

Non conoscevo Li Edelkoort, bella l'intervista e davvero affascinante lei (anch'io l'ho googlata). Mi è venuta voglia di autunno, di cappotti e di rossetti rossi.

Alessandra R. | Mercoledì, 3 agosto 2016 @15:29

Ma che meraviglia questa intervista. E Li, che donna sofisticata. Una donna con una vita, racconti, gusti particolari! Si capisce che è un'artista e una vera esperta. Se dovessi rispondere ad un'intervista (inventando tutto) credo non avrei così tanta fantasia nel fornire risposte non scontate. L'ho googlata per dare un volto a questa inspiring woman e spesso appare nelle immagini in posa con un rossetto rosso, in contrasto con la sua chioma sale e pepe... che donna! A me invece non resta che Agosto; mese che però vorrà trasformarsi in Settembe e l'autuno (che adoro). Mi son imbattuta in questi versi:

[...] Tutto finirà quando verrà agosto,
perché tutto ha fine dove comincia
agosto, per fortuna.

Beh io non posso che dire: tutto inizierà quando agosto finirà!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.