Lisa Corva

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Quel che è sogno diventa una realtà che richiede un nuovo sogno.

Venerdì, 26 agosto 2016 @08:10

"Quel che è sogno diventa una realtà che richiede un nuovo sogno".
(Jonathan Safran Foer)

Il Buongiorno di oggi viene da un libro che ho letto quest’estate, in anteprima, e che troverete in libreria tra qualche giorno, con la sua copertina yellow: "Eccomi" (Guanda), il nuovo romanzo di Jonathan Safran Foer, dopo i bestseller "Molto forte, incredibilmente vicino" (che ho molto amato), e "Ogni cosa è illuminata". Romanzone (sono 600 pagine), che arriva dopo dieci anni di silenzio (e un divorzio, dalla scrittrice Nicole Krauss), molto atteso dunque. Un romanzo che ho letto con curiosità anche perché dovevo intervistare Foer: non vi dico di più, se non che troverete la mia intervista sul numero di Vogue di settembre!

Intanto vi racconto di altri sogni… Sogni mitteleuropei. A proposito del Danubio blu che non è blu e di una chiesa blu a Bratislava. Perché quest’anno ho passato un Ferragosto non tra isole, ulivi e mare, come al solito, ma un Ferragosto mitteleuropeo. A casa di amici a Vienna, una casa proprio all’angolo con il Donau Kanal, il canale sul Danubio, abbiamo deciso di prendere il ferry del mattino per Bratislava, una gita sul fiume che volevo fare da anni. Caffè nel bar super design sull’acqua, e poi in un’ora e mezza, sul Danubio che non è blu ma direi di un grigio acciaio misto a verde, si sbarca a Bratislava, capitale della Slovacchia. Bella? Bè, non è Praga… Ma è una piccola città accogliente, piena di baretti e caffè, e ci sono due cose che mi sono piaciute tantissimo. La prima è un grande caffè-libreria, di quelli che vorrei avere all’angolo dietro casa mia, anche se è dentro un bruttissimo palazzo post socialista. Si chiama Gorila.Sk Urban Space, se mai vi capitasse di andarci (e se mi seguite su Instagram avete visto in diretta le foto). Dentro, bella musica, sedie e poltrone comodissime e scompagnate, un piccolo angolo di quaderni e borse design, scaffali e scaffali di libri, lampadari fatti di vecchie bottiglie… Mi è piaciuta molto! La seconda è una chiesa dedicata alla mia santa, sant’Elisabetta, la santa ungherese delle rose: una chiesa tutta blu, incredibilmente azzurra e blu, quasi kitsch. Fu progettata all’inizio del secolo scorso da Ödon Lechner, eccentrico architetto considerato un po’ il Gaudì ungherese, e oltre a sant’Elisabetta con le rose in grembo, sulla facciata, ha decorazioni blu su blu, azzurro su azzurro, fatte di micro-piastrelle e specchietti, che mi hanno vagamente ricordato la Birmania e la Thailandia. Altre terre, altri sogni.

6 commenti

LISA | Lunedì, 29 agosto 2016 @09:49

Carla: su Instagram allora hai visto anche il mio libro erbario!

LISA | Lunedì, 29 agosto 2016 @09:48

Sì, Giusy, la frase funziona anche così... E non esistono solo, ahimè, i terremoti di Amatrice. Penso a tutti quelli che sono in fuga da guerre e paesi crudeli. Penso a chi sta vivendo in questo momento un terremoto dell'anima. C'è sempre bisogno di sogni, nuovi sogni.

Giusy | Sabato, 27 agosto 2016 @14:13

Oggi direi che "quel che è incubo diventa una realtà che richiede un nuovo sogno". L'incipit è bellissimo: vogliamo dedicarlo al devastante evento sismico ?

Carla | Venerdì, 26 agosto 2016 @15:05

Io ti ho seguito su instagram e devo dire che mi hanno incuriosito molto i posti...

LISA | Venerdì, 26 agosto 2016 @10:59

Budapest è una delle mie città del cuore! Insieme a uno dei miei scrittori preferiti, Sharon, Sándor Márai. Ti è piaciuta?

Sharon | Venerdì, 26 agosto 2016 @10:04

Ciao Lisa! Hai detto bene: Altre terre, altri sogni....
Anche per me quest'anno ferragosto nord - europeo: Gotenborg e Budapest.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.