Lisa Corva

Commenta come:
Testo:
Anti-Spam: CAPTCHA Image
 Immagine different
Posta commento

Siamo quello che siamo non per i nostri successi, ma per i nostri fallimenti.

Venerdì, 4 novembre 2016 @08:01

"Siamo quello che siamo non per i nostri successi, ma per i nostri fallimenti."
(Olen Steinhauer)
L’arte di saper cadere.

La frase di oggi, che è anche il mio #spillo su Gioia di questa settimana, è tratta da un giallo appena uscito: "La cena delle spie", Piemme, dello scrittore americano Olen Steinhauer. Due spie, un uomo e una donna che si sono molto amati, si rivedono dopo anni a cena… Un appuntamento romantico, o forse no. Un buon giallo per l’autunno. E di sicuro un buon insegnamento per la vita: non aver paura della sconfitta. Del fallimento. Saper cadere. Ma ne siamo davvero capaci? Da piccola sono andata per anni a judo (un’idea immagino non mia, ma dei miei genitori). Le prime lezioni erano appunto sul come cadere – senza farsi male. Come vorrei che ci fossero psico-lezioni su questo, per potermi allenare. O forse s’impara solo cadendo.

9 commenti

LISA | Mercoledì, 9 novembre 2016 @11:41

Frrr, bel titolo quello del Manifesto. E grande sconforto per le elezioni.

FRRRR | Mercoledì, 9 novembre 2016 @11:28

Oggi entriamo nella Trump Era. Un fallimento della democrazia reale, in qualche modo. "La Casa sbianca", titola Il Manifesto, con una foto di schiena di Obama, presidente uscente alla Casa Bianca.

un pò | Mercoledì, 9 novembre 2016 @07:54

di ottimismo , please la chimica della felicità ....affrontiamo la verità .... indossiamo l'autunno...i fallimenti .... .....oggi è una bella giornata , godiamocela senza fare tanta filosofia .

FRRRR | Martedì, 8 novembre 2016 @00:08

bella la lista di antidoti per giornate uggiose! Il problema è che l'antidoto degli antidoti per me è sempre un uomo-che-non-ho-del-tutto.
Adoro i maschi, la loro essenza, oggi un po' incerta e vacillante. Ma nonostante tutto, resta il loro odore ancestrale, che rassicura noi donne sul fatto che qualcosa di profondo non è cambiato della loro mascolinità.
Io sto bene con un maschio attorno. ne voglio uno, forse anche alcuni. Con un po' di ingordigia. Ho finalmente visto un film che mi capisce. Eh già, perché molte amiche mi danno della pazza, ingorda e svitata: solo perché dico che mi piacciono anche tanti uomini contemporaneamente (attenzione: mi piacciono, mica li ho tutti insieme!).
Insomma, il film è "Qualcosa di nuovo" di Cristina Comenicini, con un'esilarante Cortellesi in salsa jazz e una Ramazzotti svitata e divertente, madre separata che candidamente dichiara di volerne tanti...ma come la capisco! Mi basta andare da qui al supermarket per vederne almeno 3 o 4 che mi attizzano la fantasia e mi fanno sognare possibili incontri, esistenze potenziali....ma non è bellissimo??
Insomma, io amo gli uomini, tanto. Li difendo persino quando gruppi di donne li denigrano.. Non sono di quelle che dicono sia meglio bastare a sé stesse. Macché. io ho proprio bisogno della loro aura intorno a me. Del loro odore così diverso dal nostro. Così animalescamente attraente.
Adoro avere amici uomini, perché comunque sono maschi. E con loro, se ne senti il bisogno, puoi farti stringere da braccia forti e affondare in quel profumo di uomo che adoro..

LISA | Lunedì, 7 novembre 2016 @09:46

Frrrr, cinema, mercato, amiche, piumoni, tè o caffè (ma con la tazza preferita). Forse dovremmo compilare una lista di antidoti per giornate uggiose...

LISA | Lunedì, 7 novembre 2016 @09:43

Carla, il viaggio in Georgia è stato una sorpresa: un altro mondo, e un altro alfabeto! Infatti non usano il cirillico, ma un loro alfabeto millenario. Presto arriveranno le mie cronache da Tbilisi.

FRRRR | Domenica, 6 novembre 2016 @11:28

Cara Lisa-e-amiche di Lisa, mettiamola sul ridere: domenica di novembre piovosa e plumbea, in cui ho totalizzato 3 bidoni. Piccolo fallimento? Beh sì...Un bidone è stato l'imbianchino sudamericano che doveva finire la casa e mi ha mollato a metà dell'opera. E fin qui, vabbè. Un altro bidone era un vecchio amico che non vedevo da un decennio e avrebbe dovuto venire a trovarmi, ma imprevisto lo colse. Ma il vero pesantissimo bidone, quello che ti appesantisce il corazón e ti getta nello spleen della giornata uggiosa, è stato un quasi-due-di-picche dell'amico del cuore, l'amico unico e speciale, che avresti dovuto vedere, cena carina a due, e ti spiazza dicendo "Oggi preferirei stare per conto mio" e quelle parole ti graffiano il cuore, tu che hai aspettato con trepidazione il momento, hai comprato le delizie migliori al mercato del venerdì, per preparare una cena speciale.....
Ho fatto appello alle amiche e sono andata al cinema, ottimo toccasana per ogni male.

Alessandra R. | Venerdì, 4 novembre 2016 @10:50

Forse, il fatto che il focus sia stavolta su qualcosa di negativo come il fallimento, non è perché nella vita accade solo quello ma è innegabile che nella vita di ciascuno credo siano più le esperienze negative a caratterizzare il nostro percorso. O è l'approccio (sbagliato o meno, da evitare sicuramente) a focalizzarci tendenzialmente sulle cose e gli eventi con segno meno? E’ altrettanto innegabile quanto la stessa vita sia puntinata di cose belle… come dicevo poco fa, è l’approccio che ci frega, quello che è più facile vedere le cose brutte che le cose belle. E’ altrettanto innegabile comunque che il fallimento, il "piano" non andato come voluto, è una palestra per crescere. Fallisco, ergo sono. Ma ciò non significa essere un fallimento, anzi, è da questi, dalle deviazioni di percorso che ci si arricchisce, che si scopre man mano un nuovo io, che non pensavamo – stupendoci – di non essere. Certo, si imparasse egregiamente a cadere e trarre sempre qualcosa di positivo e costruttivo. Buon weekend.

Carla | Venerdì, 4 novembre 2016 @10:25

Sono pienamente d'accordo! non perchè io sono una fan della sfiga, del fallimento, ma credo, davvero, che se imparassimo a coccolare i nostri fallimenti li sentiremmo di meno. Da ragazzina ricordo soffrivo moltissimo per i brutti voti a scuola, almeno io ne ho presi, ricordo con un dolore inimmaginabile, quando non avendo passato un esame, non ho ottenuto la borsa di studio. Al mio primo lavoro sono stata licenziata dopo un mese e nel modo più brutale.
Però da ognuno di quelle sconfitte sono venute fuori cose bellissime, dopo il licenziamento sono andata a insegnare, che era davvero quello che volevo fare, e rispetto a tutti i miei colleghi non ho fatto anni di precariato. I brutti voti mi hanno insegnato a essere indulgente con i miei alunni e a dire loro, che comunque sono belle persone anche con un quattro! la borsa di studio non ottenuta, mi ha fatto cercare un lavoro che poi ho trovato.
Non credo che siamo solo la somma dei nostri fallimenti, siamo anche la somma delle gioie e dei successi, però credo che dovremmo tutti perdonare i nostri fallimenti e anche quelli altrui.
Ps bellissime le fote dalla Georgia ! Aspetto con trepidazione il Lisa guide!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.