Lisa Corva

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Se ti avvicini troppo, brucio.

Lunedì, 29 marzo 2010 @08:10

"Ci sono corpi come fiori
altri come pugnali
altri come lacci d’acqua
ma tutti, prima o poi
saranno bruciature che in un altro corpo affondano
trasformando grazie al fuoco una pietra in un uomo".
(Luis Cernuda)

Se ti avvicini troppo, brucio. Adesso ho capito perché.

Vi avevo promesso versi di fuoco: eccoli. Sono di Luis Cernuda, poeta che sto scoprendo adesso, e la traduzione è un regalo di Pablo, lettore del blog. Cernuda fu fashionista e gay (allora si diceva omosessuale e dandy), in anni in cui era ancora scandaloso, gli anni Trenta a Madrid. Allievo di Salinas – ricordate "Non ho bisogno di tempo/ per sapere come sei:/ conoscersi è luce improvvisa", il mio Buongiorno del 18 settembre? – morì in Messico nel ’63, a casa di amici, mentre in piedi, in pigiama, appena uscito dal bagno, si accendeva la pipa.

Ed ecco come suonano i suoi versi in spagnolo:

Unos cuerpos son como flores,
otros como puñales,
otros como cintas de agua;
pero todos, temprano o tarde,
serán quemaduras que en otro cuerpo se agranden,
convirtiendo por virtud del fuego a una piedra en un hombre.


26 commenti

Carlos | Giovedì, 20 maggio 2010 @20:29

Questi primi versi sono belli, ma quelli che seguono sono ancora più belli, più intensi e profondi.
Srebbe il caso di citarli.

Giusy | Giovedì, 1 aprile 2010 @15:55

Avvincente, Pablo, molto ispirata. Vero; la quarta strofa e, per me, l'ottava, sono sublimi.

Pablo | Giovedì, 1 aprile 2010 @10:18

Ciao Lila, difficile compito mi hai affidato.
A poco a poco sto tentando di farlo indegnamente, ti mando il risultato quando è pronto.
A presto

Lila | Mercoledì, 31 marzo 2010 @09:27

per quelli che non sanno che cos'è un link
A UN POETA MUERTO
(F.G.L.)

Así como en la roca nunca vemos
La clara flor abrirse,
Entre un pueblo hosco y duro
No brilla hermosamente
El fresco y alto ornato de la vida.
Por esto te mataron, porque eras
Verdor en nuestra tierra árida
Y azul en nuestro oscuro aire.

Leve es la parte de la vida
Que como dioses rescatan los poetas.
El odio y destrucción perduran siempre
Sordamente en la entraña
Toda hiel sempiterna del español terrible,
Que acecha lo cimero
Con su piedra en la mano.

Triste sino nacer
Con algún don ilustre
Aquí, donde los hombres
En su miseria sólo saben
El insulto, la mofa, el recelo profundo
Ante aquel que ilumina las palabras opacas
Por el oculto fuego originario.

La sal de nuestro mundo eras,
Vivo estabas como un rayo de sol,
Y ya es tan sólo tu recuerdo
Quien yerra y pasa, acariciando
El muro de los cuerpos
Con el dejo de las adormideras
Que nuestros predecesores ingirieron
A orillas del olvido.

Si tu ángel acude a la memoria,
Sombras son estos hombres
Que aún palpitan tras las malezas de la tierra;
La muerte se diría
Más viva que la vida
Porque tú estás con ella,
Pasado el arco de tu vasto imperio,
Poblándola de pájaros y hojas
Con tu gracia y tu juventud incomparables.

Aquí la primavera luce ahora.
Mira los radiantes mancebos
Que vivo tanto amaste
Efímeros pasar junto al fulgor del mar.
Desnudos cuerpos bellos que se llevan
Tras de sí los deseos
Con su exquisita forma, y sólo encierran
Amargo zumo, que no alberga su espíritu
Un destello de amor ni de alto pensamiento.

Igual todo prosigue,
Como entonces, tan mágico,
Que parece imposible
La sombra en que has caído.
Mas un inmenso afán oculto advierte
Que su ignoto aguijón tan sólo puede
Aplacarse en nosotros con la muerte,
Como el afán del agua,
A quien no basta esculpirse en las olas,
Sino perderse anónima
En los limbos del mar.

Pero antes no sabías
La realidad más honda de este mundo:
El odio, el triste odio de los hombres,
Que en ti señalar quiso
Por el acero horrible su victoria,
Con tu angustia postrera
Bajo la luz tranquila de Granada,
Distante entre cipreses y laureles,
Y entre tus propias gentes
Y por las mismas manos
Que un día servilmente te halagaran.

Para el poeta la muerte es la victoria;
Un viento demoníaco le impulsa por la vida,
Y si una fuerza ciega
Sin comprensión de amor
Transforma por un crimen
A ti, cantor, en héroe,
Contempla en cambio, hermano,
Cómo entre la tristeza y el desdén
Un poder más magnánimo permite a tus amigos
En un rincón pudrirse libremente.

Tenga tu sombra paz,
Busque otros valles,
Un río donde del viento
Se lleve los sonidos entre juncos
Y lirios y el encanto
Tan viejo de las aguas elocuentes,
En donde el eco como la gloria humana ruede,
Como ella de remoto,
Ajeno como ella y tan estéril.

Halle tu gran afán enajenado
El puro amor de un dios adolescente
Entre el verdor de las rosas eternas;
Porque este ansia divina, perdida aquí en la tierra,
Tras de tanto dolor y dejamiento,
Con su propia grandeza nos advierte
De alguna mente creadora inmensa,
Que concibe al poeta cual lengua de su gloria
Y luego le consuela a través de la muerte.

Luis Cernuda
Ora Pablo sarebbe gradita una traduzione, potresti?

Pablo | Mercoledì, 31 marzo 2010 @08:46

Brava Giusy,
mi piace tanto "Quien yerra y pasa, acariciando
El muro de los cuerpos".
baci

LISA | Mercoledì, 31 marzo 2010 @07:26

GIUSY, visto che hai imparato a leggere i link, guarda cos'ho trovato, un vecchio articolo del Corriere della Sera e un gossip: fu Lorca a presentare a Cernuda il ragazzo di cui si innamorò e per cui scrisse, immagino, tormentose tormentate poesie.
http://archiviostorico.corriere.it/2002/settembre/19/CERNUDA_Giochi_proibiti_poeta_innamorato_co_0_0209199555.shtml

Giusy | Martedì, 30 marzo 2010 @21:55

Evviva, ci sono riuscita. E l'ho anche stampata. Non so dirvi quanto tempo impiegherò a leggerla: "captarla" veramente, forse mai.Bel regalo mi avete fatto.Grazie di nuovo, Lisa e Pablo .

Giusy | Martedì, 30 marzo 2010 @20:38

Sono recidiva...forse dovrei optare per l'anonimato.

Anonimo | Martedì, 30 marzo 2010 @20:34

Ti ringrazio, Pablo, ad occhi chiusi: Non so cosa sia un "link",, sono anziana e il vostro linguaggio telematico mi sfugge.. Andrò comunque a gustarmi il tuo "regalo".. non mi servono traduzioni, anche se,a volte, il testo a fronte può essere interessante: Grazie di nuovo, Hidalgo!

Pablo | Martedì, 30 marzo 2010 @19:50

http://www.poesia-inter.net/lc34010.htm
e di nuovo pardon

Pablo | Martedì, 30 marzo 2010 @19:47

Cara Giusy,
questo il link alla versione in spagnolo. Purtroppo non so se è stata tradotta, Lisa mi ha già dato il compito di informarmi ed io obbedisco,
ciao

Giusy | Martedì, 30 marzo 2010 @13:53

Grazie per i dettagli. L'elegìa dedicata a Garcìa Lorca, e scusa per l'accento grave sulla i, dove la si può trovare o, meglio, scovare?

Lila | Martedì, 30 marzo 2010 @13:33

credo di aver perso una esse per strada, vero?

Lila | Martedì, 30 marzo 2010 @13:02

Grazie Lisa e grazie Pablo di darci tutte queste informazioni o come si direbbe in Spagna mucha gracias (del mio spagnolo non sono tanto sicura)

Pablo | Martedì, 30 marzo 2010 @11:58

Errata corrige, "conosciuti"

Pablo | Martedì, 30 marzo 2010 @11:55

Ciao Lisa,
in effetti si sono conosciuto a Madrid, Cernuda e García Lorca, anche se entrambi sono molto diversi. Mentre Federico vive la sua omosessualità come un dibattito interno molto forte, Cernuda la mostra senza pudore fin da molto giovane. Anche le fonti della poesia di entrambi sono lontane una dall'altra.
Invece, per entrare più nel vivo della questione, Federico ebbe il merito di presentare a Cernuda l'attore del quale questi s'innamorò e al quale dedicò i suoi due più bei libri: "Donde habite el olvido" e "Los placeres prohibidos", i cui titoli sono già stupendi.
Cernuda partecipò anche alla guerra attivamente, per un periodo molto breve, nonostante il suo fashionismo, e alla morte di Federico scrisse un'elegia molto bella.

LISA | Martedì, 30 marzo 2010 @08:04

Per GIUSY: sì, Cernuda aveva conosciuto, e frequentava, García Lorca a Madrid. Era l'inizio degli anni Trenta. Poi, nel mezzo della Guerra Civile, lascia la Spagna: nel 38 comincia il suo esilio. Ma forse Pablo potrebbe raccontarci qualcosa di più? Per LEI E IL SUO CAFFE' AL GINSENG: ma vuoi dirmi che lui, l'uomo che ti conosce da quando eri piccola, l'uomo fidanzato a un'altra, l'uomo a cui pensi, non sa nulla di quello che provi per lui? Non gli hai detto niente? Per X: bello, nel film e nei versi di Girondo, l'elogio delle donne che sanno volare. Ma lui doveva per forza catapultarla fuori dal letto, la poveretta che non ha le ali?

ALEXO | Martedì, 30 marzo 2010 @06:41

Per Lei e il suo caffè al ginseng ( bellissimo questo nickname, te lo invidio); niente consigli in questo campo minato che è l'amore, ti dico solo che stanotte non ho dormito pensando a lei. Tu dormi?
Cara Lilabella, anche io la pensavo come te, ma quell'amorino dispettoso di Cupido svolazzava una sera di primavera a Villa Ada.
Comunque, essendo ormai sveglio da ore, aspetto con ansia il regalo che ci farà Lisa stamattina: grazie a lei ho scoperto Mark Strand che ha letteralmente cambiato la mia vita. Ho tradotto " La storia delle nostre vite" , mi piacerebbe metterla a disposizione di tutti i tuoi lettori. Buon giorno!

Lei e il suo caffè al ginseng | Martedì, 30 marzo 2010 @00:10

Carissimo Alexo,
ti capisco benissimo.
Ho vissuto una storia simile alla tua penso ed è straziante.
Ancora oggi a distanza di mesi, fa male un amore a metà.
Ho un fardello che penso sia la causa di questo continuo soffrire ed è il fatto che non gli ho mai detto quello che provo per lui, mentre lui si è sempre aperto con me.
Se gli confesso tutto quello che provo e che rappresenta per me, secondo voi... sbaglio? Potrei stare meglio dopo?
Quanti dubbi per nulla.

Lilabella | Lunedì, 29 marzo 2010 @22:17

Oggi è il compleanno di Claudia la mamma del gladiatore ed io mi sono divertita a mandargli una cartolina virtuale niente male, speriamo che possa leggerla ed ascoltarla. TANTI AUGURI CARA CLAUDIA E SOFFI POTENTI.

Lilabella | Lunedì, 29 marzo 2010 @22:15

Per x.:Bella la canzone-poesia ma non ho capito se il video del film è solo quello che si vede nel blog (c'è solo un'immagine che si vede), belle le parole di Machado e particolare l'impostazione del blog. E' il tuo? Comunque grazie.
Per Alexo: non saprei dirti del tuo amore segreto, il mio di amore era un amore alla luce del sole, anche se poi non è andata bene e ora devo dire che sono un pò prevenuta verso l'altro sesso perché non è facile trovare una persona che ti sappia conquistare (almeno non lo è per me). Non mi piacciono inoltre le situazioni difficili e non mi piace dividere l'amore con qualcun altra. Buona serata

ALEXO | Lunedì, 29 marzo 2010 @19:46

Lisa e Lila, non so bene perchè lo scrivo su questo blog,
ma a chi potrei dirlo in effetti? Un amore proibito, un amore segreto finisce nel silenzio del quale si è nutrito.
Oggi eravamo su una collina inondata dal sole dell'ultimo marzo, il vento veniva fresco dal mare: eravamo felici mentre ci dicevamo addio, gli ultimi baci,
gli inutili rimpianti. Dovrò dimenticarla, ma tra qualche giorno è a cena da me col marito. Buon appetito!

x. | Lunedì, 29 marzo 2010 @14:54

decisamente meglio in spagnolo.
è sempre un piacere conoscere allievi di Salinas, grazie Lisa!
Ti consiglio "El lado oscuro del corazon" di Eliseo Sabiela, regista argentino; è una meravigliosa fusione di cinema e poesia sudamericana (Girondo e Benedetti su tutti).
Posto il link con il video della scena iniziale del film ed il testo della poesia di Oliviero Girondo.
http://revolucionyhumanismo.blogspot.com/2009/05/me-importa-un-pito.html

ALEXO | Lunedì, 29 marzo 2010 @13:34

Se ti avvicini troppo, brucio; lei mi datto proprio così come pretesto per lasciarmi, perchè era un amore impossibile, avrebbe fatto male, molto male ad altri.
"Se non hai un grande amore non hai neanche un epoca grama che ti attende: tuttavia non non siamo padroni delle cose". B. Brecht

giusy | Lunedì, 29 marzo 2010 @13:31

Ciao Lisa, mi piacciono i tuoi "aperitivi letterari", stuzzicano il mio appetito (letterario), quindi farò un salto in libreria e scusami per l'apprezzamento forse un po' troppo gastronomico. Trovo una buona dose di angoscia neri versi, magistralmente tradotti, di questo poeta che non conosco. Li avrà scritti in piena Guerra Civile?Mi chiedo inoltre se avrà avuto occasione di conoscere personalmente Garcìa Lorca.Sicuramente non ha importanza, ma sono curiosa.

Lilabella | Lunedì, 29 marzo 2010 @12:55

Come sono belli questi versi Lisa, in particolare è bella la versione originale, sembra quasi di sentire una melodia con quei primi due versi baciati, l'assonanza tra tarde e agranden e il fuoco che con la sua forza riesce a trasformate in un uomo una pietra. Il tuo commento piccantello poi è una delizia. Soffi a tutte/i di inizio settimana.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.