Lisa Corva

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Una domanda che non avrei mai pensato di fare a un uomo: scusa, qual è la tua fantasia erotica?

Giovedì, 19 gennaio 2017 @09:17

Quando da DLui (il magazine per solo maschi di Repubblica) mi hanno chiesto di contattare uomini (possibilmente interessanti, possibilmente giovani) per farmi raccontare la loro fantasia erotica, ammetto, ero un po’ imbarazzata. Non come i maschi interpellati che hanno, quasi tutti, detto no. Forse perché si parla così poco di sesso, anzi di erotismo, ormai? Ecco i tre coraggiosi che mi hanno risposto. Comunque mi sono divertita a chiedere (ed ascoltare). L’articolo è uscito sull’ultimo DLui del 2016.

Francesco Gatti, architetto. E' qui: http://3gatti.com
"Le ragazze che mi piacciono si assomigliano tutte. Hanno i capelli corti, magari con dei riflessi blu o rosa; si vestono da maschio, in shorts e jeans, senza tacchi e senza trucco, ma se lo possono permettere: sono così femminili che il risultato è supersexy. Diciamo un po’ fluid gender… E, possibilmente, sono asiatiche, come una modella che seguo su Instagram, Chu Wong. O come tutte le mie ex cinesi: Mian Mian, che è una scrittrice, Uma Yang, una ballerina (ma purtroppo adesso si è fatta crescere i capelli!). Sì, cinesi. Ho vissuto per gli ultimi undici anni a Shanghai, dove ho portato il mio studio di architettura da Roma, e le cinesi mi hanno fatto impazzire. Ah, dimenticavo: il mio vero sogno erotico deve anche essere incinta, molto incinta, diciamo all’ottavo mese. Non so perché, forse perché il corpo di una donna che aspetta un figlio è così bello? Una fantasia che ho realizzato (per ora) una volta sola".

Livio Romano, scrittore. Il suo ultimo romanzo è "Per troppa luce" (Fernandel).
"Avevo nove anni quando mio padre mi portò a vedere Io e Annie di Woody Allen. E avevo nove anni quando mi innamorai definitivamente di Diane Keaton. Tornai a casa eccitato come può esserlo un bambino a quell’età già piuttosto alto e sviluppato, e un modello di donna mi si impresse per sempre nei sogni: capelli lisci, scuri, meglio se neri, rigorosamente con la riga in mezzo. Che facevano Alvy e Annie, nel film, di così seducente? Cosa faceva la dea Diane di conturbante? Si spogliava? Assumeva pose languide? Si toccava? Niente di tutto ciò. Portava gli occhiali, perlopiù: questo faceva. E parlava, parlava tanto. Esattamente come Woody. Un chiacchiericcio ininterrotto e svagato, intelligente e sagace. Ho ancora vivissima la scena di loro due che parlano di fotografia e le scritte in sovrimpressione che comunicavano allo spettatore quel che realmente pensavano. "I criteri estetici di una buona foto" che significava "Come sarà nuda?". Ecco, la faccenda, lì in sala, era che pure io mi stavo chiedendo come sarebbe stata nuda Diane. Poi cominciai a leggere Valentina. Carrè. Neri. Potrei innamorarmi di una donna solo perché porta un carrè liscio e nero. Ma Valentina era troppo metafisica, troppo onirica. Piuttosto qualche anno dopo è arrivata quella scena ormonale che sta in Turnè di Salvatores. Laura Morante –capelli lisci, scuri, viso regolare- che parla in radio con quella sua voce roca rivolgendosi ai due innamorati in viaggio per l’Italia su una vecchia Mercedes. Secondo colpo al cuore della mia vita, di cui mi son nutrito per anni e anni. Finché non ho incontrato PJ Harvey che canta Ride of me, solo voce e Gibson distorta, su un palco inglese davanti a centinaia di migliaia di spettatori. Fulminato. Il vestito cortissimo, gli stivali, il viso lascivo e dolcissimo, i capelli scuri, le ginocchia un po’ inclinate, nelle inquadrature posteriori, per meglio poggiare la chitarra sul pube, la fronte alta e, soprattutto, la riga dei capelli centrale: Lick my legs, I’m on fire ripetuto insieme al pubblico fino all’urlo catartico finale. Terza dea scesa in Terra della mia vita".

Gianluca Vassallo, fotografo, scopritelo qui: http://www.gianlucavassallo.it/wordpress/artist_vs_bitch/ oppure qui: http://www.repubblica.it/esteri/2016/01/24/foto/ny_in_bianco_di_gianluca_vassallo_lo_sguardo_d_artista_nella_tormenta-131923113/1/#2
"La verità è che fuori dal quotidiano, fuori dalla realtà, non c’è nulla che mi muova. E non c’è gesto artistico, letteratura o cinematografia che mi abbia risvegliato mai. Mi sembra sempre buffo il sesso meditato, che si ferma - per esempio nella scrittura - tra la pagina e gli occhi. Ma mi interessa lo sforzo di descrivere l’intimità, mi interessa la dimensione politica del corpo. Mi interessano i rapporti di potere che maturano attraverso esso. E in questo senso la scena "erotica’ che mi ha toccato di più è quella presente nella prima stagione di House of Cards tra Zoe Barnes e Frank Underwood, in cui Francis è spalmato sulla schiena di Zoe e, mentre lei perde lo sguardo nel vuoto, lui si gira verso la macchina da presa con il corpo ancora in corsa, e dice: "tutto nella vita è legato al sesso, tranne il sesso, che invece è una questione di potere."

4 commenti

LISA | Giovedì, 19 gennaio 2017 @20:09

In effetti, l'accento francese...

Carla | Giovedì, 19 gennaio 2017 @17:59

Mi ha molto divertito leggere l'intervista, e il commento di Frrr, e forse ho capito che non siamo poi così diversi..e che uno degli intervistati deve essere un tipo interessante.

FRRRR | Giovedì, 19 gennaio 2017 @10:47

e poi...dimenticavo: French Kiss, solo dire così, mi risveglia sensi e voglie.
E tutte le parole del sesso à la française...dall'ambiguo "baiser" che come nome vuol dire bacio (anche quello casto della buona notte) ma usato come verbo vuol dire "scopare" ma è tanto più gentile e raffinato....
ecco, io mi perdo in questo eros alla francese, che usa parole sottili per esprimere carnalità....
Coraggio, francesi, venite a me! ne so una più del diavolo....
e onorerò le vostre grazie

FRRRR | Giovedì, 19 gennaio 2017 @10:41

Interessanti le fantasie erotiche dei signori qui sopra...molto còlte, letterarie e musicali, invero.
Io che sono una donna-maschiaccio, amo corteggiare e amo le porno story ma sono anche poi femmina sentimentale...
ho alcune diavolerie erotiche dopotutto.

Mi eccitano certi accenti: i francesi che parlano in italiano li trovo irresistibili. Di più: mi danno voglia di baciarli. Non tutti, d'accordo, ma quasi. Ho un debole per i francesi, li trovo assai erotici.

Ho un ricordo di un sogno erotico fatto con un compagno di un corso serale di francese. Lui era un inglese e pronunciava il francese con accento anglo. io lo trovavo irresistibile: quella R rotonda inglese che doveva trasformarsi in MOSCIA (ehi, solo la R...beninteso!!).
Una notte lo sognai, che ci rotolavamo nel letto, e lui mi diceva cose bellissime in quel suo anglo-francese iper sexy....

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.