Lisa Corva

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Sono pronta per incontrare (di nuovo) il principe Andrej.

Venerdì, 3 marzo 2017 @14:01

"Si vedeva che quanti si trovavano nel salotto non soltanto gli erano noti, ma già l’avevano stuccato al punto che il solo vederli e ascoltarli era per lui una grande noia. Ma, di tutte quelle facce venutegli a noia, pareva essergli venuta a noia più di tutte quella della sua bella moglie".
(Lev Tolstoj)

Non è la prima volta che leggo "Guerra e Pace" del grande, oversize Lev Tolstoj; anzi, è la quarta. E i miei quattro volumi Einaudi (con la traduzione vintage del 1928 di Enrichetta Carafa d'Andria, una duchessa!), stropicciati, macchiati, scarabocchiati, sono un muro di graffiti. Eppure ogni volta, quando il principe Andrej Bolkonskij entra nel salotto di San Pietroburgo dove si parla solo in francese, bello, intelligente, e con l’aria annoiata – ogni volta, di nuovo, mi stupisce, mi intriga, mi irrita, mi piace. Mi potrei innamorare di un uomo così?
Forse la lettura, e rilettura, dei classici, è proprio questo. Ritrovarsi in sentieri conosciuti, ma come se fosse la prima volta. E ogni volta che leggo "Guerra e Pace", sì, è la prima volta; prima di tutto perché, incredibilmente, mi sono dimenticata completamente la trama; e poi perché dentro questi romanzi oversize c’è la vita, e ogni volta che li leggiamo abbiamo risposte diverse, emozioni diverse, a seconda del punto della nostra vita in cui siamo. In ogni caso, la magia funziona sempre: basta entrare a passi leggeri in quel salotto russo dove si parla francese.

Intanto, sono in un salotto a San Pietroburgo, ma contemporaneamente (è l'incantesimo dei libri) nelle terme molto Mitteleuropa (e molto soviet) dove sto passando qualche giorno. Sul greto del ruscello che passa attraverso il parco ci sono dei salici: per il mio erbario nelle pagine dei libri, ho raccolto un rametto delle prime gemme. Grigie. Morbide. Presagio di primavera.

6 commenti

FRRR | Domenica, 5 marzo 2017 @21:56

Anche mio marito si annoiò di me...e furono le tenebre.
Ma poi, dopo, fu l'inizio di una nuova scoppiettante ripresa.

LISA | Domenica, 5 marzo 2017 @20:39

Carla: sì, il "tempietto" che hai visto su Instagram è un vecchio padiglione delle terme antiche, nel parco, ormai un po' in rovina. I viali sono deserto, io mi immagino donne con gli abiti lunghi e fruscianti, nelle sere d'estate un'orchestrina.E ho anche un ricordo vago di Mastroianni in un vecchio film con delle scene alle terme, "Oci ciornie", di Mikhailkov, ispirato a vari racconti di Cechov tra cui Дама с собачкой, la signora con il cagnolino). Abiti lunghi e cappelli!

LISA | Domenica, 5 marzo 2017 @20:32

Stella: la morte di Andrej? Guarda che io sono appena all'inizio (per ora alla battaglia di Austerlitz, fine del primo volume), e pur essendo la quarta rilettura non mi ricordo nulla! Niente spoiler please!

stella | Domenica, 5 marzo 2017 @20:10

La morte di Andrej è uno dei più efficaci e confortanti racconti sulla morte che abbia mai letto. Lo rileggo nei momenti bui. Vorrei andarmene con una fantesca accanto che, rassicurante, sferruzza.

Carla | Sabato, 4 marzo 2017 @09:52

Ecco spiegato le foto del tuo profilo Instagram... alla luce di questo buongiorno, mi spiego la luce grigiagiallognola e il piccolo "tempietto".
Manca una dama con gli abiti meravigliosi.

Presagio di primavera | Sabato, 4 marzo 2017 @09:08

.....A spasso con il cane,in piena citta' sotto la macaia ligure incombente, un piccolo angolo verde incolto tra i rifiuti,un tappeto blu di violette.......Presagio di primavera e generosita' della natura piu' forte di noi...

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.